Borsa Milano -2,84% tensioni rating Francia. Euro buca quota $1,30

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano chiude con un’accelerazione al ribasso. Il Ftse Mib perde il 2,84% e si attesta sotto quota 14.500 punti. Sentiment negativo anche su altri listini europei, con Londra che si allinea alle perdite in tutta Europa perdendo più di mezzo punto percentuale.

Parigi è la peggiore e sconta i rumor sull’imminente taglio del rating da parte diS&P, che mettono sotto pressione anche l’euro. Non è la prima volta che le indiscrezioni sul downgrade circolano: tuttavia, l’agenzia le aveva sempre smentito quasi prontamente. Questa volta invece dall’istituto non arriva nessun commento. Il listino parigino si conferma così maglia nera d’Europa, cedendo il 3,33%. Male anche Francoforte -1,41% e Madrid -1,42%. Londra lascia sul campo lo 0,92%.

Piazza Affari guarda anche ai risultati dell’asta dei bond a cinque anni che, a fronte di una buona domanda, ha messo in evidenza un rialzo del rendimento al record dall’introduzione dell’euro.

Vittima del sell off, oltre all’azionario è l’euro, che rimane osservato speciale e che è arrivato a sfondare anche la soglia a $1,30 viaggiando sui minimi degli ultimi 11 mesi. La valuta scende più dell’1,5% circa nei confronti del dollaro a $1,2964, rimanendo ora piatta contro il franco svizzero (-0,01% a CHF 1,2355 e perdendo contro lo yen (-1,41% a JPY 101,22).

“E’ difficile intravedere uno scenario positivo per l’euro – ha commentato, intervistato da Bloomberg, Kumiko Gervaise, analista di Gaitame.com Research Institure, la divisione della società di trading sui margini delle valute numero uno in Giappone. Marito Ueda, dirigente senior presso FX Prime Corp a Tokyo, aggiunge inoltre: “Sono bullish sul dollaro. Ci sono segnali brillanti per l’economia americana”.

Sullo sfondo, rimane la “delusione” dei mercati per la Fed, che non annunciato alcun ulteriore manovra di stimolo monetario. Molti avevano sperato nell’arrivo imminente di un QE3, anche se è vero che fanno sempre più insistenti i rumor secondo cui Ben Bernanke e colleghi decideranno alla fine di non attuare nessun nuovo quantitative easing. Non solo. Secondo le stesse indiscrezioni, entro il giugno del prossimo anno la Fed potrebbe trovarsi costretta a rivedere l’impegno di lasciare i tassi a livelli eccezionalmente bassi fino a metà 2013.

Investitori preoccupati anche dalle notizie che nel finale della sessione di ieri hanno depresso l’azionario europeo, ovvero gli avvertimenti sul rating di Lituania, Bulgaria e Repubblica Ceca lanciati da Fitch e le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha reso noto di essere contraria all’idea di rivedere al rialzo i limiti massimi che sono stati fissati per il finanziamento del meccanismo di bailout rappresentato dal fondo ESM. Il fondo cioè rimane a 500 miliardi di euro ($654 miliardi).

Riguardo al mercato dei titoli di stato, lo spread Italia-Germania si è posizionato nelle prime ore della giornata di contrattazioni fino a 520 punti base in mattinata. Il balzo si riferisce però principalmente alla sostituzione del titolo attuale a dieci con il bond con scadenza nel 2022, meno liquido..

Alla chiusura della Borsa di Milano, lo spread Italia-Germania viene fissato a 482 punti base, a fronte di un rendimento del Btp a 10 anni del 6,736%. Il prezzo del Btp decennali piu’ comunemente scambiato è a 86,535 (-0,683).

E’ atteso per la prossima settimana l’arrivo degli ispettori dell’Fmi a Roma , che dovranno monitorare il processo di risanamento dei conti pubblici italiani. A tal proposito, la manovra Monti approderà oggi in Aula, dopo il via libera delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla manovra.

Tornando al mercato azionario italiano, Intesa Sanpaolo vira in negativo nonostante il giudizio di Goldman Sachs e perde lo 0,58%. In un listino tinto di rosso Unicredit -2%, Ubi Banca -4,5%, Banca Popolare di Milano rimane solida con +4% circa, MPS -0,48%. Tra i segni meno del Ftse Mib giù anche Fiat, che perde quasi il 5% dopo l’intesa con i sindacati. Male anche Fiat Industrial -5%. Fondiaria-Sai -5,33%, Mediolanum -3,9%.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio registrano un tonfo del 4% a quota $96,05 al barile e anche le quotazioni dell’oro sono sotto forte pressione, arretrando del 4,4%, a $1.588,50 l’oncia.