Borsa Milano -2,6%. Btp 2 anni schizza a un top da panico: 7,2%

23 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Borse strette nella morsa della volatilità mentre riparte la corsa degli spread: è questo il quadro che caratterizza i mercati europei quest’oggi. Piazza Affari paga un clima di pessimismo generale che ha via via trovato nutrimento nei dati deboli sull’industria cinese, nel monito della banca centrale greca che teme l’uscita di Atene dall’euro e nell’asta di titoli di stato tedeschi che ha incontrato scarso interesse, segno che la sfiducia tocca ormai anche il cuore dell’Europa.

“La situazione e’ grave e nulla sta accadendo perche’ le cose cambino”, ha raccontato a Reuters un operatore. La tensione sui titoli di stato e’ evidente, con il differenziale Italia/Germania balzato fino a 504,7 punti, a fronte di un rendimento pari al 6,934%, prima di attestarsi poco al di sotto della soglia psicologica dei 500 punti base in area 487. Lo spread sui Bonos spagnoli salito a 468,6. In crescita anche spread Francia/Germania, a 161,5. In chiusura il prezzo del Btp decennale e’ di 85,330 (-0,875).

Da segnalare inoltre che i rendimenti dei bond italiani a due e cinque sono tornati sopra il 7%. Il Btp a due anni vola addirittura oltre il 7,2%, a 7,245%, i massimi da meta’ Anni 90, prima di ridiscendere al 7,160%. Lo spread ha toccato quota 700, il livello piu’ alto dall’introduzione dell’euro, prima di scendere in area 654. Da ieri si e’ tornata a verificare un’inversione della pendenza della curva dei rendimenti.

Intanto sul valutario l’euro paga la previsione degli analisti della banca JP Morgan, secondo cui la Banca Centrale Europea decidera’ di tagliare i tassi di interesse di un ulteriore mezzo punto percentuale, dopo l’azione di allentamento monetario a sorpresa dell’ultima riunione, la prima di Draghi a capo dell’istituto di Francoforte. La banca americana stima che l’area euro entrera’ presto in un periodo di grave recessione, costringendo la Bce ad agire.

In generale, l’azionario vive un momento di forti oscillazioni, condizionate anche dall’imminente festività del Thanksgiving, che sarà celebrata negli Stati Uniti nella giornata di domani. Il nervosismo si e’ intensificato dopo la pubblicazione dei risultati flop dell’asta dei titoli di stato tedeschi. Immediata la reazione dell’euro, che ha abbandonato la soglia a quota $1,34, per poi risalire lievemente dai minimi.

In tutta Europa i listini continuano a scontare i problemi dei debiti sovrani. In chiusura l’indice Ftse Mib fa segnare un calo del 2,59% dopo diversi saliscendi. Londra cede l’1,12%, Francoforte chiude in ribasso dell’1,02%, Parigi lascia sul campo l’1,24%. Il benchmark di riferimento della regione, l’Eurostoxx 50, registra un ribasso dell’1,45%.

A Milano particolarmente deboli i bancari che prima guadagnavano in modo solido: Unicredit +0,29%, BPM -2,27%%, MPS -1,23%, Banco Popolare -2,19%, Intesa SanPaolo -0,18% e Banca Popolare dell’Emilia Romagna è la peggiore con -5,6%. Tra altri titoli in calo, Buzzi Unicem -1,46%, Mediobanca -2,12%, Mediaset -1,03% e Mediolanum -2,28%.

Le borse pagano anche i cali registrati dalle borse asiatiche (oggi Tokyo è rimasta chiusa per festività). A pesare, oltre al problema dei debiti sovrani la performance pessima dell’indice PMI cinese, che è esco da 51 punti a 48 punti, attestandosi ai minimi dal marzo del 2009.

Pesa poi l’ostinazione della cancelliera tedesca Angela Merkel, che continua ripetere il suo no agli eurobond e a una Bce che stampi moneta, lasciando poco spazio ad altre soluzioni per salvare l’Europa. In più, notizie poco confortanti arrivano dal fronte economico dell’Eurozona, con i Pmi manifatturiero e dei servizi che rimangono sotto la soglia dei 50 punti, linea di demarcazione tra fase di espansione e contrazione economica. A essere resi noti sono stati anche gli ordini all’industria dell’Eurozona, che a settembre hanno subito una flessione del 6,4%. Ancora peggio ha fatto l’Italia, soffrendo un calo dell’indicatore pari al 9,2%.

In più aumenta il rischio che la Francia perda la tripla AAA, visto che il piano di salvataggio Dexia rischia di saltare.

Sul fronte del mercato valutario, l’euro accusa l’effetto Germania e scende dell’1,14%, a quota $1,3359. La moneta unica perde anche contro il franco svizzero a CHF 1,2278 (-0,58%), mentre nei confronti dello yen è in flessione dello 0,52%, a JPY 103,48.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono del 2,18%, a $95,87 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in ribasso dell’1,19%, a $1.682,20 l’oncia.

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TITOLI A PIAZZA AFFARI: RAPPORTO UNICREDIT ,

ENEL (EUR2,92): gli analisti di Hsbc hanno tagliato il rating a underweight, target di prezzo da EUR4 a EUR3.

ENI (EUR15): ha comunicato che valuterà nuove iniziative in Angola nei settori gas e petrolio. Angola è uno dei paesi più importanti nelle strategie di crescita del gruppo, con una produzione equity di circa 130.000 barili di greggio equivalente al giorno.

FINMECCANICA (EUR3,01): il presidente del Consiglio Mario Monti segue con attenzione l’evolversi della situazione di Finmeccanica e si aspetta una rapida e responsabile soluzione.

INTESA (EUR1,122): Angelo Benessia, presidente di Compagnia di San Paolo, è convinto che per la scelta del nuovo AD ci sarà un risultato corale.