Borsa Milano -2,6%: rumor downgrade 17 banche italiane

2 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Sell off sui mercati azionari di Milano e Madrid, con gli indici che perdono piu’ del 2,5%. Il Ftse Mib, che aveva segnato in apertura un rialzo superiore all’1%, ha perso il 2,6%, per poi ridurre lievemente le perdite a -2,27%, riagguantando con fatica quota 14.200 punti. Banche nel mirino degli investitori, con i titoli che hanno ceduto durante la sessione anche il -7%; hanno pesato le voci di mercato secondo cui Moody’s si starebbe preparando a rivedere al ribasso il rating di 17 banche italiane. Unicredit e BPM, oltre Ubi Banca, sono state sospese per eccesso di ribasso, prima di tornare a scambiare con forti cali. Da segnalare che la decisione di Moody’s è imminente, visto che l’istituto aveva affermato che avrebbe comunicato i propri giudizi sulle banche italiane nei primi di maggio.

Lo spread Italia-Germania a 10 anni ha incrementato i guadagni, a conferma del ritorno della tensione sul mercato dei titoli di stato e avanza del 2,5% circa a 392,88 punti base, a fronte di rendimenti decennali in rialzo dello 0,25% al 5,55%. Su anche i tassi sui bond spagnoli a dieci anni, che salgono dell’1,77% al 5,87%. I timori sul destino dei paesi dei debiti sovrani portano gli investitori a rifugiarsi sugli asset ritenuti più sicuri; i rendimenti a due anni dei bond tedeschi sono arrivati a toccare i minimi record, aggirandosi attorno allo 0,007%, mentre i tassi sui Bund a 10 anni si aggirano attorno all’1,612%.

Non sono stati sufficienti i buoni dati economici arrivati dagli Stati Uniti – con l’Ism, volato al massimo dal giugno del 2011 – e dalla Cina. Dopo una partenza a razzo, alimentata dal massimo degli ultimi quattro anni testato da Wall Street nella giornata di ieri e dal balzo anche della borsa di Shanghai, Piazza Affari ha fatto immediatamente dietrofront, decidendo poi per il segno meno e accelerando al ribasso sulla scia dei dati negativi arrivati dal settore manifatturiero europeo.

Sul fronte politico italiano, il governo Monti continua a far fronte agli appelli dei partiti, soprattutto del Pdl, anti-tasse. Intanto è l’esecutivo stesso a chiedere l’aiuto dei cittadini sulla rete con l’appello “Italiani, segnalateci gli sprechi.

Spaventa la lettura finale dell’indice manifatturiero dell’Eurozona, relativo al mese di aprile: il dato si è attestato a 45,9 punti, contro la stima flash di 46 punti, in evidente fase di contrazione e in flessione rispetto ai 47,7 punti di marzo, testando il minimo dal giugno del 2009. Grande sorpresa negativa per l’indice manifatturiero tedesco, che ad aprile si è attestato a 46,2 punti dai 48,4 punti precedenti, scivolando al minimo degli ultimi 33 mesi. Forte contrazione del Pmi italiano, che gli economisti definiscono un altro disastro, e che crolla a 43,8 punti. Timori poi anche per il tasso di disoccupazione in Italia, salito a marzo al 9,8%, al massimo dal gennaio del 2004, a fronte di un tasso di disoccupazione dell’intera Eurozona volato al 10,9%.

Tutte giù, a eccezione di qualche caso isolato, tra le altre principali piazze finanziarie europee, con Francoforte che fa -1,02%, Londra -1,06%, Madrid -2,6% – ma l’indice era crollato oltre il 3%. Rappresenta un’eccezione Parigi, +0,33%, mentre l’indice di riferimento Eurostoxx 50 in flessione dello 0,81%.

Guardando alle notizie societarie, occhio agli utili del colosso bancario svizzero UBS , che sono scesi del 54% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 827 milioni di franchi, causa soprattutto gli oneri legati ai debiti.

Il nervosismo presente sulle borse europee si spiega anche con l’appuntamento cruciale di domenica 6 maggio, giornata in cui si conoscerà il futuro politico della Francia e della Grecia. In particolare, in caso di vittoria di Hollande, data sempre più probabile, si potrebbe disegnare l’intera strategia dell’Europa dettata dal Merkozy, basata soprattutto sul rigore, sul Fiscal Compact e sull’Esm.

Nel paese ellenico, intanto, il leader dei socialisti Evangelos Venizelos avverte sul ritorno dell’estrema destra, in una realtà prostrata dalle misure di austerity e con una disoccupazione che continua a puntare verso l’alto. E lancia l’allarme anche sul rischio che il paese esca dall’Eurozona, causa la crescente popolarità di quello che lui chiama “partito della dracma”.

Il futuro dell’euro rimane sempre più incerto e si teme che, qualunque decisione verrà presa dalle autorità, anche una eventuale adozione di maggiori misure a favore della crescita, non salverà l’Eurozona dall’arrivo di nuovi shock, che colpiranno il sistema finanziario. Pimco, poi, il maggiore fondo obbligazionario al mondo, nota come un pericolo sia rappresentato dalla stessa Germania, oltre ad avvertire che lo S&P 500 potrà subire un crollo del 43%.

All’interno del listino Ftse Mib, vendite massicce sulle banche, che erano partite in territorio positivo e che poi hanno accelerato al ribasso: giù Banco Popolare, MPS -6,71%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -5,52%, BPM, Ubi Banca -7,20% dopo essere stata sospesa anche per eccesso di ribasso, Unicredit -5% circa, Intesa SanPaolo -4% circa. Molto male anche, tra gli altri settori, Ferragamo -6,60%, dopo i rialzi dell’ultima settimana e Mediaset (-6,29%). In rosso anche l’universo Fiat, Enel, A2A e Ansaldo -5,55%.

Risparmiata una manciata di titoli: STM +0,37%, Pirelli +1,9%, Luxottica +3,33% e Autogrill +0,27%.

In ambito valutario, l’euro perde sul dollaro lo -0,62% a quota $1,3154, scendendo contro lo yen dello 0,52% a JPY 105,45. Rapporto dollaro/yen piatto con +0,15% a JPY 80,18.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio arretrano dello 0,75%, a quota $105,36 al barile, mentre le quotazioni dell’oro si attestano a $1.652,30 l’oncia (-0,61%).