BORSA: GIORNATA NERA ANCHE PER L’EUROPA

17 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

BORSA: INFLAZIONE USA ATTERRA L’EUROPA,BRUCIATI 204 MLD/ANSA

Svaniscono in fretta i rialzi fatti segnare ieri dalle principali Borse europee: nel giro di una sola seduta le piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno bruciato, complessivamente, 204 miliardi di euro di capitalizzazione facendo tornare indietro le lancette dell’orologio al maggio del 2004.

Al termine delle contrattazioni, infatti, l’indice Dow Jones Stoxx 600 è sceso del 2,6% a quota 320,62 punti – livello raggiunto il 10 maggio del 2004 – mentre l’ indice Euro Stoxx 50, che analizza l’area della moneta unica, ha ceduto il 3,3% in coda alla spallata assestata ai mercati mondiali dalla crescita dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, nel mese di aprile.

Il tasso d’ inflazione a stelle e strisce è progredito, lo scorso mese, dello 0,6% – al netto di cibo e petrolio, il cosiddetto ‘core rate’ ha registrato un aumento dello 0,3% – riportando un progresso ben superiore a quello stimato dagli analisti, fermi su un rialzo dello 0,2%.

Numeri – su base annua i prezzi al consumo di aprile hanno riportato un incremento del 3,5% mentre nei primi quattro mesi del 2006 stanno salendo a un tasso annuale del 5,1% – che non hanno solo deluso gli esperti ma anche messo in allarme le grandi aziende esportatrici verso l’America e, di conseguenza, investitori e Borse.

L’ipotesi di un ritorno dell’inflazione in terra statunitense ha colpito duramente su entrambe le sponde dell’Oceano – a New York, Dow Jones e Nasdaq cedono oltre il punto percentuale mentre in Europa la media è risultata superiore ai due punti percentuali – tratteggiando, all’orizzonte nuove strette in materia di politica monetaria tanto da parte della Federal Reserve quanto da parte della Banca Centrale Europea.

La prima, che ha da poco portato il costo del denaro al 5%, sembrava destinata a rallentare un po’, dopo la serie di rialzi continui inanellati dal giugno del 2004, mentre la seconda si appresta ad elevare i tassi, nella riunione del prossimo giugno, in modo da rimanere “fortemente vigile”, per dirla con le parole del suo presidente, Jean Claude Trichet, riguardo la minaccia inflazionistica.

In un clima di forte tensione che ha quindi generato cali consistenti in ogni comparto, particolarmente colpite sono apparse le società segnate da grossi fatturati in terra statunitense, come la casa automobilistica tedesca DaimlerChrysler, scesa del 3,6%, l’azienda cosmetica transalpina L’Oreal, arretrata del 2,7% e la produttrice di liquori Diageo, caduta del 2%.

Negativo, ancora, il comparto della grande distribuzione marchiato dalla britannica Sainsbury, in flessione del 4,5% sull’onda di dati trimestrali poco brillanti, e il settore bancario e finanziario, sulla scia della francese Credit Agricole, regredita del 6,4% dopo avere annunciato la possibilità di compiere acquisizioni fuori dai confini nazionali. Male, ancora, il mondo delle materie prime e dell’energia su cui pesa l’apertura a 69,50 dollari al barile del greggio sul Nymex di New York. L’utility tedesca E.On è scesa del 3,8%, la francese Gaz de France del 2,4% e l’austriaca Omv del 5,8% mentre la compagnia petrolifera britannica Tullow Oil ha ceduto il 7,2%. In calo anche la produttrice di acciaio inglese Corus Group, che ha perso il 6,6%.

Guardando a Piazza Affari, la giornata è stata contrassegnata da un calo generale, spinto dalle difficoltà mostrate dai big dei listini. A fine scambi, il titolo Fiat ha ceduto il 4,2%, seguito da Ifi (-3,1%) e Ifil (-3,5%), mentre Finmeccanica ha perso il 4,1% e telecom il 2,1%. In flessione anche il comparto bancario, con Mps a lasciare sul terreno il 2,1%, Sanpaolo Imi l’1,9%, Capitalia il 2,3%, Intesa il 3,6%, Mediobanca il 2,8% e Unicredit il 3,3%, oltre a quello delléenergia, trascinato verso il basso da Eni (-2,8%), Saipem (-3,4%), Snam Rete Gas (-2,3%) ed Enel (-2,4%).

All’interno di un quadro di generale difficoltà, negative pure le società assicurative e quelle editoriali. Fra le prime si segnalano Alleanza (-25), Ras (-1,4%), Generali (-2,8%) e Fondiaria-Sai (-2,8%) mentre fra le seconde spiccano Seat Pagine Gialle (-2,2%), Mondadori (-2,7%) e Mediaset (-1,9%). Sul fronte calcistico – squassato dalle intercettazioni telefoniche delle ultime settimane – la Juventus ha guadagnato il 2,9%, la Lazio il 7,6% e la Roma il 7,8%, sulla scia di acquisti dopo le recenti pesanti debacle.

Nella tabella, l’andamento delle principali Borse europee. – Londra -2,92% – Parigi -3,18% – Francoforte -3,40% – Madrid -3,00% – Milano -2,85% – Amsterdam -3,24% – Stoccolma -4,34% – Zurigo -2,90%.