BORSA: EUROPA QUASI INVARIATA, BENE GLI ENERGETICI

24 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura contrastata per le borse europee con Londra, Milano e Zurigo in territorio positivo, mentre Francoforte viaggia in deciso calo influenzata dal ribasso di Wall Street.

Sui mercati del Vecchio Continente, alla vigilia di importanti dati macroeconomici Usa sui beni durevoli, hanno brillato in particolare i titoli del settore energia (Stoxx +1%) dopo che l’Opec ha raggiunto un accordo per un taglio alla produzione allo scopo di sostenere i prezzi, decisione che ha puntualmente fatto salire le quotazioni del greggio e con queste quelle delle azioni delle compagnie petrolifere.

Hanno così messo a segno buoni rialzi la britannica Bp (+0,9%) e l’olandese Royal Dutch (+1%), oltre alla norvegese Statoil (+2,8%) e alla francese Total (+0,5%). A spingere all’acquisto gli investitori sono stati anche i bassi prezzi dei titoli del settore che quest’anno, a differenza di altri comparti, non hanno seguito il rally dei mercati, con l’indice del comparto che ha accumulato un passivo da gennaio del 5,3%.

Buono anche l’andamento dei media (+0,38%) trainati dalla francese Vivendi le cui perdite sono state tagliate a 313 milioni di euro nel secondo trimestre, a fronte del passivo di 11,5 miliardi di un anno fa, confermando inoltre le stime di ritorno all’utile operativo nel 2003. A due velocità le tlc (+0,37%) dove Vodafone è cresciuta dell’1,8% grazie ai buoni risultati della partecipata americana Verizon.

In calo invece il colosso spagnolo Telefonica (-1,7%) dopo che il presidente Alierta ha silurato il direttore operativo Abril-Martorell, molto apprezzato dagli investitori. In calo anche i tecnologici (-0,63%) dove Ericsson ha ceduto il 3,3% a causa del prezzo delle azioni, giudicato ormai troppo elevato da parte degli investitori, e i farmaceutici (-0,75%), guidati dalla svizzera Novartis (-2,3%), dopo la richiesta di maggiori informazioni su un farmaco da parte delle autorità americane.

La debolezza di Wall Street ha avuto la meglio su Piazza Affari dove gli indici hanno ripiegato sul finale. Il Mibtel ha dimezzato i guadagni segnando un +0,15% a 18.994 punti e il Mib30 +0,16% a 25.546 punti. Più solida tenuta per il Numtel che ha guadagnato lo 0,68% a 1.482 punti. Dopo la conferma che il prossimo 8 dicembre si concluderà ufficialmente lo stato di crisi di Fiat Auto il titolo del Lingotto è stato portato ancora sugli scudi a Piazza Affari in rialzo dell’1,81% a 7,192 euro.

Una fiammata in avvio di seduta che poi si è spenta ma Bnl, in ogni caso, ha chiuso in controtendenza (+0,18% a 1,713 euro) rispetto ai bancari. Mediobanca ha perso l’1,43% a 8,501 euro, Unicredit lo 0,34% a 4,127 euro, Banca Intesa lo 0,33% a 2,75 euro. Scivolone di Capitalia (-2,95% a 2,169 euro). Deboli gli assicurativi con Generali in calo dell’1,75% a 3,48 euro. Si è risvegliata Tim (+0,74% a 4,105 euro) e torna a salire Telecom Italia Media (+2,30% a 0,38 euro).

Bene anche Telecom (+0,92% a 2,198 euro). Maglia rosa nella scuderia Tronchetti a Pirelli che ha guadagnato il 2,54% a 0,72 euro. Tra i tecnologici Stm in cauto rialzo (+0,14% a 21,79 euro). Rincorsa di Saipem (+2,91% a 6,51 euro) che ha surclassato Eni (+0,84% a 13,5 euro), Enel (+0,54% a 5,44 euro) ed Edison (+0,37% a 1,36 euro). Ha brillato Bulgari (+2,04% a 7,164 euro), frenata sul finale, sui rumor per un interesse di Swatch. In evidenza un altro rialzo di Alitalia (+1,54% a 0,28 euro).

Qui di seguito la chiusura degli indici dei titoli guida delle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente: – Londra +0,35% – Parigi -0,07% – Francoforte (in corso) -2,27% – Milano +0,16% – Madrid -0,63% – Amsterdam -0,16% – Stoccolma -1,17% – Zurigo +0,35%.