BORSA: EUROPA GIU’ PER PRESE DI PROFITTO E WALL ST

19 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Battuta d’arresto delle borse europee, colpite dalle prese di beneficio scattate anche in coincidenza di alcune scadenze tecniche per i contratti future e le opzioni. I listini hanno poi ampliato le perdite nel pomeriggio, sui cali che hanno penalizzato anche anche a Wall Street, in una seduta per il resto priva di grandi spunti.

Le flessioni maggiori si sono viste a Londra (-1,34%), Parigi (-1,21%) e Madrid (-1,29%), mentre anche Amsterdam è stata tra le più penalizzate (-1,06%). In calo dello 0,50% Francoforte (alle 19.00 circa), con Stoccolma in flessione dello 0,90% e Zurigo dello 0,65%. Miglior tenuta a Milano, sostanzialmente piatta nel finale (-0,07%).

A livello settoriale, deboli le Telecom (-0,91% l’indice del comparto Dj Stoxx), sulle perdite segnate da Kpn (-2,66%), dopo la vendita di una quota del 12% per 2 miliardi di euro da parte del governo olandese. Pesanti anche i titoli retail (-1,38%), sul tonfo del 14% di Inditex, la società cui fa capo la catena di negozi di abbigliamento Zara, dopo che l’azienda ha annunciato di attendersi una contrazione dei margini a causa di una nuova politica dei prezzi e del calo delle valute latino americane.

Tra i principali titoli tecnologici, Philips (-1,8%), Ericsson (-3,8%) e Alcatel (-3,4%) hanno risentito maggiormente della flessione del Nasdaq americano. Nell’auto, debole Renault (-3,6%) sulle notizie relative al richiamo di circa 230mila unità della Laguna, a causa di problemi elettrici. Pesante anche la connazionale Peugeot (-1,1%).

Bene a Parigi i titoli del gruppo elettronico della difesa Thales, in rialzo del 2,1% dopo il favore espresso dal cancelliere tedesco per un’alleanza franco-tedesca nella difesa. Nell’ingegneria, invece, sono rimasti sospesi anche oggi i titoli di Alstom, il noto costruttore francese del Tgv, oggetto di un braccio di ferro tra il commissario alla concorrenza Mario Monti e il governo di Parigi. Il gruppo elvetico Abb ha segnato un calo dello 0,9% sui timori relativi a una joint venture con la Alstom.

A Piazza Affari, Capitalia rimette il turbo (+6%) e riprende la corsa cominciata la scorsa settimana con la diffusione dei risultati del semestre e con la prospettiva di un ritorno al dividendo, mentre il mercato attende la messa a punto del patto di sindacato. Finecogroup ha guadagnato intanto il 2,94%. Riparte anche Bnl all’indomani di una seduta negativa, con un rialzo del 5,75% fra scambi intensi: è passato di mano il 3,3% del capitale.

Balzo di Fiat (+4,17%), fra segnali di ottimismo sulle possibilità di recupero del gruppo in particolare sul mercato dell’auto a settembre. Ben intonate anche Ifi (+2,37%) e Ifil (+2,98%). Tornano le voci di una possibile disimpegno della famiglia Benetton da Autogrill e il titolo, che lunedì dà l’addio al Mib30, riprende quota (+2,39%). In serata poi un portavoce smentisce progetti di vendita. Male invece Benetton (-3,23%) che risente a distanza dell’allarme profitti lanciato dalla concorrente Zara.

Giornata debole per tlc ed editoria con Seat in calo dell’1,63% nell’ultimo giorno dell’opa obbligatoria a 0,783 euro per azione. In controtendenza Telecom Italia Media (+2,17%), mentre Telecom cede l’1,71%. Realizzi su Alitalia (-3,26%), positiva ma senza strappi (+0,51%) Impregilo, mentre il numero uno della Girola Partecipazioni ha confermato di aver fatto valutare la società dalla Tatò&Partners, ma ha smentito le ipotesi di stampa di una scalata.

Gemina in crescita dello 0,81%. Di seguito la chiusura degli indici dei titoli guida delle principali Borse europee. – Londra -1,34% – Parigi -1,21% – Francoforte (in corso) -0,50% – Milano -0,07% – Madrid -1,29% – Amsterdam -1,06% – Stoccolma -0,90% – Zurigo -0,65%.