BORSA E NEW ECONOMY: GREENSPAN LO AVEVA DETTO!

22 Settembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Qualunque cosa accada nei prossimi giorni, l’apertura a precipizio delle borse americane -dopo l’annuncio che Intel Corp. manchera’ gli obiettivi di bilancio per il trimestre – dovrebbe convincere buona parte degli investitori istituzionali a ripudiare le regole della Nuova Economia.

Rivediamole in breve:

1) Il fatturato lordo e’ l’elemento piu’ importante per valutare una societa’. Se il fatturato lordo aumenta, il prezzo delle azioni deve salire, possibilmente piu’ che in proporzione.

2) Le perdite nette indicano robusti investimenti; piu’ le perdite aumentano, maggiore sara’ la crescita futura, grazie agli investimenti.

3) Gli utili netti sono del tutto irrilevanti, anzi possono indicare un atteggiamento pavido e una generale esitazione a investire. L’aumento degli utili e’ premonitore di perdite future e quindi il titolo deve scendere e non salire.

Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve e ‘Signore dell’Universo’ per chiunque sul pianeta a eccezione di certi investitori a Wall Street, aveva preso come un’offesa personale la generale, supina accettazione di queste regole da parte di individui adulti apparentemente colti e ben educati.

Le sue prediche sulla “irrazionale esuberanza” non hanno avuto alcun impatto sui mercati azionari, anzi gli indici continuavano a salire quando Greenspan notava che erano gia’ troppo in alto.

Eppure Greenspan non era solo: a parte i grandi nomi dell’accademia, anche alcuni gestori di fondi avevano mostrato di condividerne a pieno le perplessita’, ma questi manager sono stati fatti accomodare alla porta per non aver saputo agguantare i formidabili rialzi delle borse.

Naturalmente era proibito parlar male degli investimenti nella New Economy, fatto comprensibile, visto che persino qualche day traders aveva fatto fortuna.

Il mantra era quello di seguire le regole della nuova religione, evitando come la peste qualsiasi societa’ con i conti in ordine.

Sino a quando cosi’ tante persone sono riuscite a fare cosi’ tanti soldi in cosi’ poco tempo, nulla importava che persino gli economisti da marciapiede mettessero in guardia su quanto fossero fallaci certe teorie.

Questo non perche’ le regole delle Nuova Economea siano sbagliate di per se stesse, ma perche’ sono valide esclusivamente per quelle societa’ che non solo sono in grado di innovare, ma che possono anche conservare un monopolio sulle innovazioni.

In pratica le regole 1, 2, 3 che abbiamo elencato all’inizio, possono essere applicate con successo a una societa’ che non abbia concorrenti nel suo settore.

L’esempio classico e’ Xerox, la societa’ che ha rivoluzionato i sistemi di copiatura e che ha macinato enormi profitti fino a quando e’ stata praticamente sola sul mercato. Quando il monopolio di fatto di e’ sgretolato, Xerox ha iniziato a perdere soldi come un torrente in piena.

Il ritorno della ragione sui mercati dovrebbe sempre essere considerato un fatto positivo, ma non bisogna dimenticare che anche in questo caso bisogna pagare il prezzo: se la valutazione di tutti i titoli americani dovesse essere rivista alla luce dei profitti, almeno $2.000 miliardi cash sparirebbero dall’economia mondiale. E questo significa calo della domanda, calo della produzione, calo dell’occupazione.