BORSA DI MILANO: E’ SUPER-MIDEX

3 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) –
Nel corso degli ultimi mesi l’indice Midex è stato capace di archiviare una performance di tutto rispetto: le quotazioni sono salite del 36% dai minimi di fine ottobre 2005, del 25% da inizio 2006. Nello stesso periodo, dal gennaio di quest’anno, lo S&PMib è cresciuto del 7,5% circa, un quarto rispetto a quanto messo in cassaforte dal Midex.

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Al di la di queste valutazioni numeriche, che comunque fanno capire come il comparto dei titoli a media capitalizzazione possa essere un buon terreno di caccia per l’investitore, è interessante studiare anche il rapporto di forza esistente tra i due indici sopra citati. Per fare questo è possibile creare un grafico, che viene indicato come grafico di forza relativa, che è il risultato del rapporto tra i valori di chiusura giornaliera dei singoli strumenti.

L’andamento della curva ottenuta dal rapporto Midex / S&PMib mostra, nelle fasi crescenti, una sovraperformance dell’indice dei titoli a media capitalizzazione rispetto a quello delle blue chip, viceversa nella fasi decrescenti indica una fase di sottoperformance. Ebbene, questo grafico sale con forza dal dicembre 2005, e dal marzo di quest’anno ha raggiunto nuovi massimi storici, superando la resistenza offerta dal limite superiore di una lunga fase laterale, iniziata a fine 2003.

Il fatto che il Midex sia in grado di mantenere un passo di crescita più rapido di quello dello S&PMib è facilmente verificabile anche osservando i grafici dei singoli indici: mentre lo S&PMib con il rialzo dai minimi di fine 2002 ha ritracciato per il momento meno dei 2/3 del ribasso dal top di inizio 2000, il Midex è riuscito, proprio nei primi mesi di quest’anno, a lasciarsi alle spalle i massimi del 2000.

E per il Midex la corsa al rialzo non sembra ancora finita: l’indice ha infatti disegnato nel periodo tra il settembre 2001 ed il marzo 2003 un’ampia figura a doppio minimo, un pattern di inversione che proietta con la sua ampiezza un obiettivo minimo per il prezzi. In particolare il target dettato dalla proiezione verso l’alto dell’ampiezza del doppio minimo si colloca a quota 42100, distante ancora più di 2000 punti dai valori attuali.

E questa quota potrebbe rappresentare solo un punto di arrivo intermedio per la salita dell’indice, un’area dalla quale potrebbero svilupparsi si delle flessioni (magari destinate a testare dall’alto i precedenti massimi storici del 2000, in area 38100), ma che difficilmente potrebbe soddisfare la voglia di rialzo del mercato, che cammina su di un uptrend la cui inclinazione, misurata con il metodo della regressione lineare, promette di portare le quotazioni in area 42100 per la fine del 2006 ma fino a quota 47000 per la fine del 2007.

Tornando allo studio della forza relativa è possibile osservare che il suo andamento è storicamente positivo nei momenti di borsa crescente, viceversa volge verso il basso nelle fasi di borsa negative (osservazione non scontata, dal momento che il grafico di forza relativa può salire anche quando gli strumenti dai quali è calcolato sono al ribasso, indicando in quel caso che uno dei due, pur perdendo di valore, lo fa in modo meno rapido dell’altro).

Il fatto che questa curva abbia inviato recentemente un forte segnale di rialzo, superando come detto il lato alto della lunga fase laterale disegnata nei due anni precedenti, sembrerebbe una indicazione importante in favore del proseguimento della fase di borsa crescente sperimentata dai listini negli ultimi mesi. Questo non significa ovviamente che gli indici continueranno a crescere in modo ininterrotto, poichè ogni tendenza, anche la meglio costruita, è composta da una alternanza di fasi positive e negative, ma indica che la tendenza di fondo dovrebbe rimanere orientata al rialzo e che quindi, a meno di imprevedibili capovolgimenti fronte (legati ad esempio ad una evoluzione ad oggi impensabile dello scenario internazionale), la strategia da favorire dovrebbe essere quella di acquisti sui ribassi, per incrementare le posizioni in portafoglio cercando di sfruttare le inevitabili flessioni per avere prezzi di carico favorevoli.

Ma quali sono gli strumenti per cercare di investire replicando le performance dell’indice Midex? Soluzioni di semplice realizzazione non ve ne sono. Una strada potrebbe essere quella di rivolgersi all’ETF Ishares Dj Eurostoxx Midcap, quotato da Borsa Italia che tuttavia fa riferimento ai titoli a media capitalizzazione dell’area Euro, e non solo a quelli domestici.

L’andamento grafico dei due indici è tuttavia simile, come testimonia il coefficente di correlazione calcolato per il medio periodo, in area 0,6 (quindi correlazione elevata e positiva), e quindi, pur tenendo presente le possibili differenze di tipo quantitativo (l’ETF è cresciuto da inizio anno del 18% circa contro il 25% circa del Midex), questo strumento può essere considerato una buona approssimazione del nostro Midex. Una seconda alternativa è quella di rivolgere la propria attenzione ai singoli titoli che compongono il paniere del Midex e che hanno il maggior peso all’interno di questo.

I primi 10 titoli in termini di capitalizzazione pesano nella composizione dell’indice per il 50% circa. L’ipotesi è che un’operazione di stock picking effettuata tra questi 10 titoli, con l’intento di scartare solo quelli dalla tendenza in evidente contrasto con quella dell’indice, dovrebbe permettere di replicare in modo approssimativo ma efficace l’andamento del paniere nel suo complesso, beneficiando dal suo pronosticato futuro apprezzamento.

I titoli in questione sono, in ordine di peso, Tenaris (che pesa sull’intero paniere per il 10%), Banca Popolare Italiana (peso 9,45), Banca Lombarda (peso 4,95), Cattolica Assicurazioni (4,65), Unipol (peso 4,19%), Ifil (peso 3,86), Banca Carige (3,21), Banca Italease (3,08%), Buzzi Unicem (peso 2,75%) ed infine ERG (peso 2,61%). Anche l’osservatore distratto noterà che ben 6 di questi 10 titoli appartengono al settore finanziario (4 banche e 2 assicurazioni), un comparto che notoriamente nel corso degli ultimi anni si è distinto a Piazza Affari per la sua vitalità. E tra gli altri titoli svettano Ifil, la finanziaria della famigli Agnelli che è il riferimento per la Fiat, una realtà che in borsa negli ultimi mesi si è saputa distinguere, in positivo, ed Erg, un titolo del comparto energetico rappresentante di una società che i recenti dati di bilancio hanno mostrato capace di approfittare con successo del trend di apprezzamento del greggio che ha caratterizzato gli ultimi mesi.

Anche Tenaris, il titolo della società bergamasca che produce tubi d’acciaio, gruppo Rocca, e che opera nello stesso settore della francese Vallourec (titolo quest’ultimo che viaggia su nuovi massimi storici e che ha superato recentemente la soglia dei 1.000 euro) si è saputa avvantaggiare del recente apprezzamento del prezzo del greggio. Chi invece potrebbe essere danneggiato dall’andamento del prezzo del petrolio è l’ultimo titolo di questa decina, Buzzi Unicem, uno dei maggiori esponenti del comparto del cemento, settore che, notoriamente, risente per via dell’elevata incidenza dei costi di trasporto sul risultato finale dell’andamento del prezzo dei carburanti.

Ma che al tempo stesso potrà contare sul traino della ripresa economica (segnali in questo senso ce ne sono, ad esempio l’Istat ha comunicato che l’indice del fatturato dell’industria, calcolato con base 2000=100 sul valore delle vendite espresse a prezzi correnti, è risultato a febbraio pari a 108,6 segnando un incremento dell’8,1 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente), che nel corso dei prossimi mesi potrebbe fare aumentare la domanda per materiali da costruzione. L’analisi sommaria delle caratteristiche dei 10 pesi massimi del Midex sembra indicare che tutti abbiano buone chance nel corso dei prossimi mesi per continuare ad apprezzarsi.

Anche per l’analisi grafica la situazione nel complesso appare positiva. In particolare solo i due titoli assicurativi, Cattolica ed Unipol, hanno sofferto nel corso delle ultime settimane, e tuttavia entrambi possono ancora contare sul supporto offerto dalla media mobile a 200 sedute, a difesa dell’uptrend di fondo, supporto rispettivamente a 42,35 euro ed a 2,50 euro. Solo discese sotto questi livelli potrebbero mettere in discussione la tenuta della tendenza rialzista. Per questi due titoli meglio in ogni caso attendere il superamento dei massimi dell’anno, a 49,17 per Cattolica ed a 2,86 per Unipol, prima di intervenire in ottica di investimento. Per tutti gli altri titoli il quadro grafico è positivo, e quindi si confermano come candidati per entrare a fare parte di un portafoglio di investimento destinato a replicare l’indice Midex.

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