Borsa di Milano chiude in rosso, Europa contrastata

20 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) -Piazza Affari archivia in rosso una seduta condizionata soprattutto da fattori tecnici e da alcuni realizzi fisiologici. A fine seduta il Ftse MIB scende sotto quota 22.000 punti (-0,95% a 21.988 punti). Contrastate le altre piazza d’Europa, Londra sale dello 0,25%, Parigi segna una flessione dello 0,48% mentre Francoforte scende dello 0,17%.

Sotto pressione, in particolare, i bancari. Per almeno due ragioni: l’adeguamento del prezzo del titolo Mps alla parità con i diritti dell’aumento di capitale, che ha provocato delle oscillazioni violente, e le lungaggini sulle cessioni delle ‘bad bank’ di UniCredit e Banco Popolare. Mps, dopo una seduta tutta in rosso, è balzata nel finale del 4,6%, chiudendo a 2,1840 euro, mentre i diritti hanno terminato a 20,87 euro (+9,21%). Male Banco Popolare (-2,37%) e Unicredit (-2,43%. Ieri, l’AD di Prelios, Sergio Iasi, ha paventato uno slittamento delle offerte per Release e Uccmb, le società che gestiscono i crediti problematici dei due gruppi. Banco Popolare già nei giorni scorsi aveva ammesso che la tabella di marcia iniziale subirà qualche ritardo, mentre oggi una fonte a diretta conoscenza del dossier ha dichiarato che su Uccmb il termine per le offerte vincolanti slitta a metà luglio.

Debole Telecom Italia (-2,63%). Il mercato si interroga sul futuro della compagnia telefonica alla luce dei recenti movimenti dei principali azionisti. Male Mediaset (-2,35%): Telefonica ha raggiunto un accordo con Mediaset Espana per estendere fino al 4 luglio la scadenza entro la quale la controllata spagnola del Biscione deve decidere se esercitare il diritto di prelazione ad acquistare il 56% di Digital+ in mano a Prisa su cui l’operatore spagnolo ha lanciato la sua offerta
il mese scorso.

L’Europa resta nel complesso vicino ai massimi da sei anni e mezzo, con l’indice regionale impostato per chiudere anche questa settimana, la decima consecutiva, in progresso. Euro sotto $1,36.

In ambito macro nel mese di aprile il surplus delle partite correnti dell’Eurozona è stato pari a 21,5 miliardi di euro. Gli ordinativi dell’industria italiana crescono anche ad aprile, con un aumento del 3,8% su marzo, grazie al traino arrivato dall’estero, che fa segnare il rialzo più forte dal settembre del 2009 (+9,2%).

In generale i mercati azionari mondiali scambiano vicini ai massimi record, mentre l’oro festeggia mettendo a segno la seduta più positiva degli ultimi nove mesi. Occhio però alla quadrupla strega, che dovrebbe portare a volumi in salita.

Gli investitori scommettono che le politiche monetarie accomodanti di Stati Uniti, Europa e Giappone rimarranno ancora in vigore per un lungo tempo.

I trader fanno sapere che un hedge fund misterioso di primo piano ha ridotto l’esposizione short al metallo prezioso, il che ha spinto i prezzi in rialzo fin sopra $1.310 l’oncia. Si parla di un’operazione da mezzo miliardo di dollari.

Appesantite dai gruppi legati a tecnologia e materiali di base le Borse asiatiche hanno ridotto i guadagni maggiori da agosto.

L’indice della regione Asia Pacifico MSCI scende così dai massimi di sei mesi (-0,4%). In settimana il computo è positivo per lo 0,6%, tuttavia. L’indice Nikkei della Borsa giapponese ha chiuso in calo dello 0,1%.

La numero uno della banca centrale americana, Janet Yellen, ha promesso che quando le misure di allentamento monetario straordinarie volgeranno al termine, i tassi resteranno comunque vicini allo zero per un periodo considerevole di tempo.

I contratti sul greggio Wti newyorchese con scadenza a luglio guadagnano 51 centesimi a 106,94 dollari.

Euro in calo a 1,3573 dollari.