BORSA DI MILANO:
NO PROBLEM?

17 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – Nel corso delle ultime settimane i principali indici azionari hanno inviato segnali di conferma della buona salute del trend rialzista attivo dai minimi di fine ottobre. Sul mercato domestico il fatto più eclatante è stato sicuramente il superamento operato da parte dell’indice Mibtel del massimo di fine settembre, resistenza a 26969.

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Tale evento ha permesso di cancellare l’ipotesi, che fino a quel momento gli analisti grafici erano costretti a mantenere aperta, che l’oscillazione dei prezzi in atto negli ultimi mesi dell’anno (prima il ribasso di ottobre e poi la ripresa di novembre e dicembre) fosse una figura a doppio massimo in preparazione, formata quindi da due top allineati sugli stessi livelli. Il superamento del precedente picco da parte del rialzo partito a fine ottobre ha permesso ovviamente di depennare il rischio doppio massimo dalla lista delle evoluzioni possibili per il mercato.

Questo non significa che l’indice non potrà andare incontro a flessioni nel corso delle prossime settimane, bensì ridimensiona in modo significativo la portata che un eventuale ribasso potrebbe avere sul destino del listino. Fino a che area 27000 non era alle spalle un ripiegamento dei prezzi avrebbe potuto evolvere con un ribasso corposo, ed in caso di violazione di area 24500 con il completamento di un doppio massimo dall’obiettivo in area 22000.

Adesso sarebbe invece necessaria la violazione del supporto di 25500, dove transita la media a 200 sedute, perchè il trend rialzista fosse messo seriamente in difficoltà. In sintesi è possibile dire che la rottura di area 27000 ha messo a disposizione al Mibtel un cuscinetto di sicurezza di 1500/2000 punti da utilizzare per effettuare una eventuale correzione del recente rally di fine anno senza pregiudicare la successiva ripresa del rialzo. E gli spazi a disposizione potrebbero anche risultare molto ampi.

L’utilizzo del condizionale tuttavia è d’obbligo: solo in caso di netto superamento di area 27500, con conferma almeno da una chiusura di ottava al di sopra di questa soglia, l’indice avrebbe spazio per salire nei prossimi mesi fino a quota 30500/700. A 27500 si colloca il 62% di ritracciamento dai massimi di area 35000 del 2000. Il superamento di questo ostacolo lascerebbe spazio al test del ritracciamento successivo nella serie di Fibonacci, il poco utilizzato 78%, passante a 30500 appunto. Con un quadro prospettico di questo tipo, target per i prossimi mesi del 2006 a 30500/700 almeno e negazione solo al di sotto di 25500, può essere interessante cercare di individuare i titoli più promettenti sui quali puntare per cavalcare la possibile cavalcata dell’indice.

Utilizzando l’analisi statistica, calcolando cioè il grado di inclinazione della retta di regressione lineare associata su diverse scadenze (1 mese, 3 mesi e 5 mesi) al trend dei singoli titoli quotati a Piazza Affari e verificando poi la significatività della regressione stessa con il metodo dell’R-quadro (una misura di con quanta precisione la linea di regressione approssima la curva reale dei prezzi) si ottiene una graduatoria dei titoli che nel corso degli ultimi mesi hanno evidenziato la migliore tendenza di rialzo. La prima cosa che salta agli occhi dalla analisi della lista, che comprende tutti i titoli quotati a Piazza Affari, e che le posizioni di testa sono occupate da molti rappresentati del paniere S&PMib.

In altre parole sono molti i big del listino che hanno tutte le carte in regola, se sapranno mantenersi sul sentiero di crescita evidenziato negli ultimi mesi, per ben performare. La lista comprende STMicro, Generali, Fondiaria, Ras (che tuttavia è destinato a sparire dalla lista dei titoli quotati per effetto della avvenuta fusione con Allianz), Italcementi, Banca Popolare Verona e Novara, Banca Popolare Milano, Unicredito, San Paolo Imi e Banca Intesa.

E’ quindi evidente che le condizioni attuali di mercato sembrano favorire i titoli bancari, gli assicurativi ed il maggior rappresentante del settore tecnologico del nostro listino. A questo punto, prima di passare sotto lo scrutinio dell’analisi grafica i titoli che sembrano avere le migliori prospettive di crescita, può essere interessante scoprire quali erano le indicazioni fornite dalla applicazione dello stesso metodo con i dati disponibili al 31 dicembre 2004. Ebbene la lista vedeva nelle prime posizioni titoli come Cairo, Italmobiliare, Amplifon, Lottomatica, Pirelli RE, Tod’s, Isagro, Engineering, Generali ed Autostrade solo per citare le prime 10 posizioni, tutti titoli che hanno ben performato nel corso del 2005 (con l’eccezione forse di Isagro che dopo un rialzo stellare nella prima parte dell’anno è tornato precipitosamente verso i valori iniziali, conservando comunque un discreto vantaggio rispetto ai primi prezzi del 2005).

Questo esercizio di analisi storica, senza voler essere una garanzia di successo del metodo utilizzato, permette almeno di guardare con una discreta confidenza ai risultati ottenuti. Per STM nel 2006 le prospettive sono per un test di area 19,50 almeno (primo target del testa spalle rialzista disegnato a partire dai minimi del settembre 2004), mentre una prima negazione del quadro rialzista verrebbe solo al di sotto di area 14 euro. Per Generali invece il primo target è a 32 euro, il successivo a 36,50, mentre la negazione verrebbe solo al di sotto dei 26 euro. Italcementi, unico dei soggetti citati fino ad ora ad aver già superato i precedenti massimi storici. La prima resistenza in questo caso è relativamente vicina, a 16,50 euro, ma in caso di superamento di questa quota la strada sarebbe aperta fino a quota 19 euro, con una negazione solo al di sotto di quota 14.

Per Unicredito invece l’appuntamento con il test dei massimi del 2000 non è troppo lontano: il top del 1° novembre 2000 è infatti stato segnato a 6,17 euro. Oltre questa resistenza il target è a 7 euro, mentre la negazione sarebbe al di sotto di quota 5,50. Altri soggetti con un trend rialzista evidente e significativo (in termini statistici) appartenenti ai panieri minori sono Esprinet, Cattolica Assicurazioni, Toro, Bayer, Mariella Burani e Geox, nonchè le azioni di risparmio di Unicredito, Italcementi e Fondiaria. Il tema degli assicurativi torna quindi alla ribalta anche considerando i rappresentanti minori del listino, accompagnato in questo caso dal comparto moda e lusso.

Per Mariella Burani il target è a 16,50, sarebbero invece discese al di sotto di 12,50 ad evidenziare una debolezza del trend rialzista capace di interessare i prezzi per un periodo relativamente lungo. Gli stessi livelli per Geox sono posti a 11,59 (target) ed a 8,50 (negazione). Ad evidenziare invece un trend negativo, e quindi da tenere sotto stretta sorveglianza in caso vengano confermati i problemi nel mantenere il passo con la crescita del listino, sono Art’è, Socotherm, Snai, Zucchi, Alitalia, Smi, Finpart e Snia. Tra questi titoli i “contrarian”, quelli cioè che vanno a caccia di opportunità cercando soggetti particolarmente sottovalutati, potrebbero tentare di individuare l’outsider per il 2006. La prima scelta per una operazione del genere potrebbe ovviamente essere, vista la cronaca recente, Alitalia. Attendere tuttavia almeno il superamento di area 1,45 euro prima di tornare a dare fiducia al titolo, con un target in quel caso verso quota 1,80.

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