BORSA: COMPUTER COME STELLE CADENTI

29 Settembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street sta guardando con preoccupazione a uno dei suoi comparti favoriti, quello dei computer, artefice della piu’ straordinaria crescita di borsa della storia.

L’annuncio che Apple Computers (AAPL) non rispettera’ gli obiettivi di vendita per il terzo trimestre non e’ un caso isolato, ma si tratta bensi’ dell’ultimo campanello di allarme dopo la lunga serie inaugurata da Intel Corp. (INTC), la societa’ che produce oltre il 90% dei microprocessori che fanno funzionare i personal computer.

Gli investitori hanno reagito in modo violento ai ‘profit warning’, facendo crollare in verticale i titoli delle societa’ i cui conti non sono in linea con le stime di mercato e alcuni commentatori hanno deplorato l’impulsivita’ arrivando a incolpare le nuove regole della Securities and Ecxhange Commission (SEC) sulle informazioni finanziarie.

L’ogano di controllo delle borse americane ha infatti stabilito che le societa’ non possono piu’ anticipare, in modo del tutto discrezionale, informazioni senza renderle accessibili anche al pubbilco in generale.

Floyd Norris, autorevole commentatore del New York Times, osserva oggi che questa spiegazione e’ un’insulto sia per gli analisti che per gli investitori, ritenuti incapaci di gestire le cattive notizie se queste, anziche’ essere sussurrate, vengono annunciate.

Chi se la prende con i regolamenti della SEC, scrive Norris, “perde di vista il fatto che l’intero comparto dei computer sta registrando una flessione reale che si e’ manifestata in tutta la sua gravita’ in questo mese di settembre”.

La battuta d’arresto puo’ essere spiegata con il fatto che molte societa’ hanno preferito cambiare i propri sistemi informatici anziche’ spender soldi per aggiustare i problemi inerenti il famigerato ‘Millennium Bug’ e quindi hanno gia’ concluso gran parte degli ivestimenti per il rinnovo del proprio parco hardware.

Per quanto riguarda l’utenza domestica e quella delle piccole aziende, vale la considerazione che la domanda tende a contrarsi fisiologicamente quando l’economia in generale rallenta.

“Se l’economia frena – spiega Robert Barbera, capo degli economisti di Hoenig & Co. – I consumatori tendono ad aspettare un anno o due prima di decidersi a cambiare l’auto. Questo e’ quello che sta accadendo con i personal computer”.

Assumendo che il personal computer sia ormai diventato un bene equiparabile all’automobile, ci si trova davanti a un serio problema: il rapporto utili/prezzo dei titoli delle societa’ informatiche.

Intel Corp., anche dopo la caduta verticale in borsa, continua a essere scambiata a circa 33 volte l’utile per azione, quatto volte in piu’ rispetto a quanto accade per General Motors, il primo produttore mondiale d’auto.

La seguente tabella mostra il declino dei prezzi delle societa’ informatiche in settembre:


Apple

 

-58%

Intel

 

-41%

Amd

 

-33%

Dell

 

-23%

Gateway

 

-22%

Compaq

 

-15%

Cisco

 

-14%

Microsoft

 

-12%

S&P 500

 

-4%

 

 

Fonte:
Ufficio studi di Wall Street Italia