BORSA: COME INVESTIRE CON
LA MEDIA VARIANZA

7 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – Quali sono gli strumenti sui quali potrebbe essere meglio puntare per affrontare la attuale fase di mercato? Il percorso analitico seguito per tentare di individuare la risposta all’esigenza di determinare il paniere di strumenti ideale per l’investitore è partito con il calcolo, in base al metodo della media/varianza, della lista ottimale dei comparti presenti nell’indice Eurostoxx ad inizio ottobre, quindi sul culmine del precedente rialzo, ed a fine dello stesso mese.

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In base al metodo della media/varianza, o rendimento pesato per il rischio, è possibile osservare che la classifica dei settori migliori a fine settembre, prima del ribasso avviatosi ad inizio di ottobre vedeva come settori con la migliore valutazione l’industriale, il farmaceutico, l’alimentare, l’assicurativo e quello dell’auto. Ad un mese circa di distanza la lista ha subito delle variazioni significative: al primo posto si colloca il comparto assicurativo, che sale quindi dalla quarta posizione, al secondo quello bancario (non presente nel quintetto di testa precedente), poi quello dei materiali di base ed il chimico, ed infine il tecnologico, passato dalla sesta posizione alla quinta.

Curioso vedere l’energetico sostanzialmente stabile, in termini di valutazione di media/varianza, intorno alla decima posizione (su 18 comparti considerati). La lettura dei risultati è per certi versi sorprendente: sui top di inizio autunno i settori che si erano meglio comportati dopo il lungo rialzo partito ad aprile erano prevalentemente di tipo “anticiclico”, quindi i difensivi (alimentare, assicurativo e farmaceutico sono considerati gli anticiclici per antonomasia, quelli cioè che si muovono senza tener conto dell’andamento dell’economia e della domanda), mentre dopo un mese di ribasso quasi continuo le prime posizioni sono state occupate da settori di tipo misto o addirittura aggressivo, come quello della tecnologia.

Una possibile (ed auspicabile per gli investitori) lettura dei risultati ottenuti è che il recente ribasso è solo una risposta fisiologica all’ampio rialzo visto nei mesi precedenti, e non è quindi imputabile ad un deterioramento dell’economia. Tale ipotesi trova supporto anche dall’analisi grafica dei principali indici azionari: le soglie di supporto critiche al di sotto delle quali il ribasso perderebbe i connotati correttivi per assumere quelli di una vera e propria tendenza sono ancora lontane (molto per i mercati europei, un po’ meno per quelli americani).

E’ quindi plausibile pensare che effettivamente comparti come quello assicurativo, bancario o il tecnologico possano dare buone soddisfazioni anche in futuro, anzi, se il ribasso dovesse rivelarsi effettivamente solo temporaneo, un ingresso sui livelli attuali permetterebbe di archiviare prezzi di carico al di sotto dei massimi dell’anno e quindi più facilmente difendibili. Ma quali sono i titoli che l’investitore domestico potrebbe voler mettere in portafoglio per cercare di replicare un paniere simile a quello suggerito dall’analisi settoriale? In un caso il rappresentante del comparto è una scelta obbligata: in campo tecnologico domestico solo STM si propone come possibile scelta.

Il rialzo visto dai minimi di aprile è stato interrotto da una fase laterale che per il momento non ha danneggiato il trend sottostante. Il target per il medio termine oltre i massimi di area 15,20 puntano verso 17,00/17,50, e solo discese sotto quota 12,50 metterebbero in discussione il raggiungimento di questi obiettivi. Per quello che riguarda il settore assicurativo, dopo le ultime scelte di Allianz relative alla controllata Ras, le possibili alternative si sono ridotte in modo significativo. Il gigante Generali non può non essere incluso nella lista dei candidati (a patto che si mantenga al di sopra di area 23,50, supporto che deve essere rispettato per evitare l’interruzione dell’uptrend attivo da agosto 2004), affiancato magari da Fondiaria Sai, un titolo che da tre anni circa vanta una storia di rialzo nei confronti del mercato (il grafico di forza relativa rispetto all’indice è caratterizzato da lunghi rialzi interrotti da fasi laterali).

Il panorama delle banche è molto più variegato. Tra le popolari si conferma interessante Banche Popolari Unite, il cui trend rialzista non appare in discussione e che solo a seguito di una discesa al di sotto dei 16,50 euro perderebbe parte del proprio appeal (fino a quel momento il target è a 18,50, lato alto del canale che sale dai minimi del marzo 2003). Da seguire con attenzione anche CR Firenze, protagonista dai minimi del 2003 di una crescita continua. Tra le big Banca Intesa è quella che in termini di forza relativa nei confronti del mercato ha avuto nell’ultimo triennio la storia meno tormentata, e rimane quindi un buon candidato per il portafoglio dell’investitore che crede ancora ad una buona prospettiva di crescita per le Borse nei prossimi mesi. Unicredito infine potrebbe rimettersi in moto dopo la conclusione favorevole dell’opa sulla banca tedesca (il superamento di area 4,80 sarebbe il primo segnale di ripresa, obiettivo raggingibile in tempi brevi a 5,10).

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