Bonus 600 euro: ecco come cambierà per le mensilità di aprile e maggio

28 Aprile 2020, di Alessandra Caparello

Da 600 a 800 euro erogati in maniera automatica: così potrebbe cambiare il bonus autonomi previsto dal governo nell’emergenza Covid-19 per il mese di aprile.

Bonus autonomi ad aprile e maggio

Se per la mensilità di aprile verrà  sostanzialmente confermata l’attuale platea dei beneficiari che riceverà in automatico il pagamento dall’Inps, per maggio il Governo sta pensando di introdurre un meccanismo selettivo. Secondo  quanto riferisce Il Sole 24 Ore, pare che per l’erogazione del bonus si farà riferimento a una soglia di reddito massimo o ai codici Ateco relativi alle attività produttive che sono esclusi dalla riapertura.

In attesa delle indicazioni del governo, Bankitalia e Inps hanno tracciato l’identikit dei beneficiari del bonus 600 euro per il mese di marzo. Nel dettaglio l’indennità è andata per due terzi a uomini,lavoratori autonomi con un’età media di 46 anni. L’INPS ha in pagamento oltre 3,4 milioni di sussidi per una spesa complessiva di circa 2 miliardi; la gran parte delle erogazioni è avvenuta nei giorni dal 14 al 23 aprile. La maggioranza dei pagamenti ha riguardato i lavoratori autonomi (69,5%) e i dipendenti a tempo determinato dell’agricoltura (15,4%), mentre una quota marginale ha interessato i lavoratori dello spettacolo (0,7%), la cui platea è significativamente inferiore alle altre.

Quasi due terzi dei beneficiari sono uomini; le donne sono la metà delle partite IVA/co.co.co e dei lavoratori stagionali del turismo. Coloro che sono nati all’estero2 sono il 12,1% dei beneficiari complessivi e sono relativamente più concentrati tra gli stagionali del turismo e i dipendenti agricoli, dove ammontano rispettivamente al 22,3% e al 29,3% dei percettori.

L’età media dei beneficiari è 46 anni (45,6 per le donne, 46,3 per gli uomini), con la coorte più numerosa rappresentata dal gruppo 45-54 anni (pari al 32,8). Le regioni maggiormente interessate dal flusso dei pagamenti sono state la Lombardia, la Puglia e la Sicilia, che hanno ricevuto quasi un terzo dei sussidi, seguite dall’Emilia Romagna, dal Veneto e dalla Campania. Le donne sono particolarmente rappresentate tra i beneficiari in Calabria e relativamente meno presenti in Sicilia.