Bond Usa: superato il Rubicone, non si torna più indietro

9 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

I mercati azionari sono sotto pressione anche quest’oggi, schiacciati da tutta una serie di timori crescenti: si va dalla guerra commerciale sino americana alla sensazione che la Fed potrebbe commettere un errore di politica monetaria. Preoccupa in maniera sensibile anche la sostenibilità del debito pubblico italiano e l’irresponsabilità fiscale del suo governo, nonché la crisi ancora aperta di alcuni mercati emergenti.

Ma uno degli elementi più importanti di tutti riguarda l’andamento del mercato obbligazionario. I rendimenti dei Bond americani hanno superato la linea spartiacque considerata la svolta, il “game changer” da Jeff Gundlach, il Re dei Bond alla guida di DoubleLine Capital. al momento scambiano intorno al 3,25%. I commentatori e analisti di mercato iniziano a parlare di “punto di non ritorno” per i Treasuries Usa.

Proprio come quando l’imperatore Gaio Giulio Cesare – consapevole dell’agguato che stava per essergli teso in Senato al suo ritorno a Roma dalla Gallia Cisalpina – pronunciò la celebre frase “Alea iacta est” (“Il dado è tratto”) prima di attraversare armato il fiume Rubicone, allo stesso modo il mercato obbligazionario deve rassegnarsi all’avvio di una fase ribassista. Non si torna più indietro.

Il tutto mentre le tensioni politiche sui piani di bilancio italiani tra il governo giallo verde e l’Ue pesano sui Btp: i rendimenti continuano a scambiare sui massimi di quattro anni e mezzo. È un problema per Italia ed euro. Un ulteriore incremento dei tassi obbligazionari non farà che aumentare anche il nervosismo degli operatori di Borsa. In un clima di crescente avversione al rischio, il dollaro Usa dovrebbe rafforzarsi, in particolare su euro e valute emergenti.

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Daniele Chicca 9 Ottobre 201812:44

Gli analisti di BNY Mellon sottolineano preoccupati la correlazione stretta che intercorre da qualche mese tra l’euro e i Btp italiani. In sei mesi di tempo il cross euro dollaro dipende da come va il mercato italiano: in quel periodo c’è stato un rapporto inversamente proporzionale tra il cambio e lo Spread tra Btp e Bund dell’86%.

È fondamentale saper rispondere quindi a una domanda, dice Simon Derrick, Chief Currency Strategist di BNY Mellon: quanto ancora lo Spread può salire e come questo si tradurrà sul Forex. Il 15 ottobre il governo italiano deve presentare il testo della legge di bilancio alle autorità Ue, che poi a novembre dovrebbero esprimersi. Di questi tempi sette anni fa lo Spread scambiava intorno ai 400 punti base prima di allargarsi ulteriormente oltre i 500 punti base e portare alla caduta del governo Berlusconi.

Daniele Chicca 9 Ottobre 201816:23

Nonostante l’andamento preoccupante dei Btp sui mercati, il debito pubblico rimane sostenibile al momento, secondo gli analisti di Nordea, ma per poco. Molti sono i rischi all’orizzonte con l’Italia che sta mettendo a dura prova la pazienza di mercati e autorità Ue.

“Il deficit proposto nel 2019 difficilmente potrà essere finanziato evitando una nuova pioggia di vendite sui Btp”, scrivono in una nota gli analisti. Il governo, che può godere di una certa popolarità in patria, continuerà a provare a implementare la parte del programma più ampia possibile, o per lo meno ogni parte che i mercati possono digerire.

Daniele Chicca 9 Ottobre 201816:23

Il rendimento medio dei Btp è del 3,05%, sotto la soglia di sostenibilità stimata da Nordea del 4,25%. Con un allargamento dello Spread tra Btp e Bund di 100 punti base, l’euro si dovrebbe indebolire di un ulteriore 2,5-3%. Quanto allo spauracchio di un downgrade delle agenzie di rating, con ogni probabilità sono “inevitabili”.

Così come è inevitabile uno scontro frontale con la Commissione Europea, che probabilmente non avrà il coraggio, tuttavia, di sanzionare l’Italia.

Daniele Chicca 9 Ottobre 201816:31

Intanto Piazza Affari risale di nuovo sopra la parità dopo essere passata dalla parte delle vendite a metà mattinata. Al momento il listino Ftse MIB guadagna l’1,01% sopra 20.053 punti. I minimi di giornata sono stati toccati in area 19.687. Bene il settore petrolifero, con Saipem che fa +2,7%. Provano a rimbalzare le banche.

A pesare sul settore bancario sono le rinnovate tensioni sull’obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale è salito fino al 3,72%, nuovo massimo da febbraio 2014, da 3,567% del finale di seduta di ieri. Lo spread con l’analoga scadenza del Bund si è spinto fino a 317 punti base da 303 del finale di seduta di ieri, avvicinandosi nuovamente al picco da cinque anni a 326 punti base toccato a fine maggio. Ancora più volatile la parte breve della curva.

Daniele Chicca 9 Ottobre 201816:35

Intanto Piazza Affari risale di nuovo sopra la parità dopo essere passata dalla parte delle vendite a metà mattinata. Al momento il listino Ftse MIB guadagna l’1,01% sopra 20.053 punti. I minimi di giornata sono stati toccati in area 19.687. Bene il settore petrolifero, con Saipem che fa +2,7% e Eni +3%. Provano a rimbalzare le banche.

A pesare sul settore bancario sono le rinnovate tensioni sull’obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale è salito fino al 3,72%, nuovo massimo da febbraio 2014, da 3,567% del finale di seduta di ieri. Lo spread con l’analoga scadenza del Bund si è spinto fino a 317 punti base da 303 del finale di seduta di ieri, avvicinandosi nuovamente al picco da cinque anni a 326 punti base toccato a fine maggio. Ancora più volatile la parte breve della curva.