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Bond Ue: spread PIIGS ancora su

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un rialzo dei tassi a due anni governativi e swap, mentre il tratto a dieci anni è rimasto pressoché stabile. Questa mattina anche il tasso decennale è in rialzo. Sui periferici invece continua il rialzo degli spread, mentre sul monetario si è assistito ad un rialzo del tasso Eonia swap a tre mesi. Sale anche il tasso Eonia spot a 0,66% da 0,34%.

Dopo il Portogallo anche il Belgio ieri ha effettuato un’emissione sindacata sul titolo a 5 anni per 3 Mld€, con un rendimento pari a 60 pb sopra l’Euribor tre mesi. Positiva anche l’asta greca di ieri sui bills che ha visto una riduzione del tasso concesso agli investitori a 4,64% da 4,9%. Oggi invece ci sarà la Germania che metterà il titolo a 5 anni fino a 5 Mld€.

Sul fronte macro, dopo gli ordinativi industriali in Germania è scesa anche la produzione industriale di dicembre. Il calo è da attribuire soprattutto al peggioramento del settore costruzioni, penalizzato dalle brutte condizioni atmosferiche in tale mese.

Negli Usa non si arresta la salita dei tassi di mercato governativi con il tasso a 10 anni che ha raggiunto i livelli massimi da aprile scorso in attesa dell’asta di stasera. A pesare sull’andamento dei bond è stato l’esito debole dell’asta su titoli a 3 anni che ha visto una domanda da parte degli “indirect bidders” al 27,16%, livello minimo da maggio del 2007. Allo stesso tempo, è continuato il rally dei listini azionari con l’indice Dow Jones che ha registrato la settima seduta consecutiva in rialzo portandosi sopra quota 1220.

La giornata di ieri, anche se povera di dati macro, è stata caratterizzata dagli interventi di alcuni membri Fed, che hanno sollevato i propri dubbi riguardo ad un possibile rinnovo del QE2. Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, ha detto che sulla base delle sue attuali previsioni di crescita moderata, maggiori acquisti di bond non saranno necessari dopo giugno, mentre il presidente della Fed di Dallas Richard Fisher ha ribadito quanto già detto nella giornata di lunedì, ovvero che si opporrà all’eventuale proposta di un allargamento del programma.

Infine, Lacker ha dichiarato che il board deve considerare “piuttosto seriamente” il suo impegno a rivedere il programma qualora la ripresa economica statunitense dovesse accelerare. Sul fronte macro, la giornata odierna non offre dati macro di rilievo. L’attenzione degli operatori sarà probabilmente incentrata sull’audizione di Bernanke in Commissione Bilancio della Camera sull’economia Usa.

Valute: giornata all’insegna della stabilità per il cross eur/usd che continua a mantenersi sopra quota 1,36 nonostante il rialzo dei tassi da parte della Cina. Per oggi il cross dovrebbe rimanere all’interno del range 1,35/1,3680. Il primo supporto si colloca in area 1,36, il successivo a 1,35. Resistenza a 1,3680 e successiva a 1,3750. Deprezzamento notturno per lo yen sia vs euro sia vs dollaro. Verso dollaro il cross si colloca in prossimità della resistenza 82,50. Il livello successivo si colloca in area 83-83,20. Verso euro il cross trova la resistenza in prossimità di 113.

Stabile lo yuan cinese vs dollaro nonostante l’aumento da 25pb di ieri dei tassi di riferimento su depositi e prestiti da parte della banca centrale cinese (BPC). Si tratta del terzo rialzo da ottobre, allo scopo di contenere l’inflazione attualmente su livelli molto elevati. Oggi hanno riaperto i mercati cinesi dopo la settimana di festività per la celebrazione del nuovo anno lunare.

Materie Prime: la manovra sui tassi in Cina ha portato una certa volatilità sulle commodity anche se a fine sessione i ribassi sono stati contenuti. Andamento contrastato tra i metalli industriali che costituiscono la categoria più sensibile alle manovre cinesi poiché il paese rappresenta il principale consumatore mondiale. Tra gli energetici sale il Brent (+0,7%), in calo il Wti (-0,6%). Rialzi tra i preziosi con l’argento che ha guadagnato il 3,2% e l’oro l’1,2%. Tra gli agricoli forte calo dello zucchero (-4,7%), in rialzo il grano (+1,8%) ai massimi da 30 mesi su rischi legati al raccolto cinese a causa della siccità. Oggi sarà pubblicato il report mensile dell’Usda sulle stime mondiali per le principali colture.

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