BOND: TASSI MAI COSI’ GIU’ DAI TEMPI DI KENNEDY

20 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

La reazione delle obbligazioni di stato USA alla crescente debolezza dei mercati azionari si e’ fatta sentire particolarmente nella giornata di ieri, quando una raffica di notizie negative sui fronti societario e macroeconomico ha definitivamente convinto gli investitori ad orientarsi verso il mercato dei Treasury.

Cosi’, il rendimento del benchmark a 10 anni e’ sceso ai minimi del 1962 (ai tempi, cioe’, dell’amministrazione di JFK, John Fitzgerald Kennedy), a quota 3,75%.

A livello macroeconomico, i principali motivi del pesante sell-off sui mercati azionari sono da attribuire in parte ai dati sconfortanti sui sussidi di disoccupazione settimanali e i nuovi cantieri edili, e in parte alla non ancora convincente ripresa dell’attivita’ manifatturiera americana.

Sul fronte aziendale ha pesato il profit warning lanciato mercoledi’ dalla societa’ di servizi informatici Electronic Data Systems (EDS – Nyse), che ha condizionato l’andamento dell’intero comparto hi-tech.

Tuttavia, nella prima parte di questa mattina, i Treasury USA hanno fatto registrare un rialzo dei rendimenti, sebbene con volumi piuttosto bassi, e quindi un ribasso dei prezzi.

Sulla performance potrebbe aver pesato la situazione creatasi in Giappone. E’ di questa notte, infatti, la notizia che l’asta di titoli di stato nipponica con scadenza a 10 anni non e’ riuscita, per la prima volta nella sua storia, a raccogliere una domanda sufficiente a coprire l’offerta.

Cio’ ha scatenato sul mercato l’allarme sul fatto che il governo giapponese non sia in grado di raccogliere i fondi necessari per finanziare il debito pubblico. Il tasso sui Titoli di Stato a 10 anni e’ passato cosi’ dal 1,169% al 1,28%, con un aumento di 11,1 punti base.

E non e’ finita qui. La Bank of Japan ha dichiarato che acquistera’ azioni dalle banche commerciali per cercare di curare il sistema bancario del Paese, il grande malato dell’economia mondiale.

Secondo Jon Lee, bond strategist di Barclays Capital, l’impatto di questa misura sui mercati obbligazionari mondiali potrebbe essere pesante. E’ chiaro infatti che se da una parte si immette liquidita’ nell’economia nipponica attraverso il sistema bancario, dall’altra la si drena attraverso l’emissione di titoli di Stato.

Se l’equilibrio si rompe, la possibilita’ di un effetto-travaso sui mercati obbligazionari di tutto il mondo (e specialmente sui Bond Usa) e’ decisamente elevata, considerato che l’economia giapponese e’ la seconda per dimensioni a livello mondiale.

Attualmente sul mercato, in una giornata priva di notizie fondamentali, le quotazioni dei Treasury rimangono stabili rispetto alla chiusura di ieri.