BOND: L’ITALIA E’ TRATTATA DA PAESE EMERGENTE

29 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Rendimenti in brusco rialzo per i Btp in una seduta che vede il forte rimbalzo dei listini azionari, con rialzi compresi tra il 7 e il 10% in chiusura per
i principali indici del Continente.


I titoli del Tesoro italiano continuano a perdere terreno verso Germania facendo registrare un nuovo record dello spread di rendimento a dieci anni a 112 punti base, in allargamento di ben 13 punti base dai livelli di chiusura di martedì.


Il decennale risulta penalizzato anche rispetto alle altre scadenze sulla curva dei rendimenti. La prospettiva di un imminente ribasso dei tassi d’interesse sostiene infatti i brevi provocando di riflesso un drastico allargamento dello spread 2-10.


“Sul mercato continua a esserci molta pressione sui periferici, anche in controtendenza rispetto al movimento di rimbalzo delle borse che segnala un moderato ritorno della volontà di assumere rischio”, commenta un trader.


I volumi sull’obbligazionario restano in ogni caso estremamente limitati. Alle 17,20 i volumi scambiati sul future sul Bund a dicembre non raggiungono i 500.000 lotti.


L’avversione al rischio che spinge gli investitori a preferire il rating tripla ‘A’ dei titoli tedeschi non penalizza solo l’Italia e il Commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, ha definito oggi “eccessivamente alti” i livelli dello spread tra Germania e gli altri paesi dell’euro.


L’Italia, tuttavia, è zavorrata dal più alto debito pubblico dell’area e il mercato non esclude un maggiore ricorso all’indebitamento da parte del governo in un contesto di grave crisi economica come quello attuale.


Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto oggi che il governo è pronto ad aiutare le banche a superare le difficoltà legate alla crisi procedendo, se necessario, a sottoscrivere obbligazioni, covertibili e non, e azioni di risparmio. Per quanto riguarda invece le misure a sostegno dell’economia reale, Berlusconi ha spiegato che l’esecutivo ha “in mente diverse cose” sebbene “i fondi siano naturalmente scarsi”.


Domani intanto il Tesoro offrirà in asta un nuovo titolo decennnale oltre alle riapertura del Btp tre anni e del Cct, per un totale compreso tra 5,75 e 7 miliardi di euro. La cedola del nuovo Btp primo marzo 2019 è stata fissata al 4,5%. Sul grey market il nuovo titolo scambia a 95,77.


“Con un rendimento superiore al 5% difficilmente il titolo
non sarà appetibile”, commenta un trader.