BOND, IL FARO
DELLA CONSOB
SU SETTE SOCIETA’

15 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Telecom Italia, Fiat, Benetton Group, Impregilo, Cto. Oltre ad Autostrade e Tiscali. Sono queste le società che per adesso hanno ricevuto dalla Consob una richiesta di integrazione nel bilancio 2003 sul tema «bond e rimborsi». E che dovranno dare una risposta ai quesiti puntuali arrivati dalla Commissione di vigilanza prima delle assemblee degli azionisti che dovranno votare il progetto di bilancio.

Il legame tra il faro acceso dalla Consob sulle obbligazioni e la stagione italiana degli scandali e dei crac societari, da Cirio a Parmalat, è evidente. Il diktat è maggiore trasparenza e chiarezza sulla posizione finanziaria netta della società e sui modi e i tempi dei rimborsi vicini alla scadenza. Ma non semplicemente in termini formali. Come dimostra l’integrazione di Tiscali che non solo ha dovuto presentare qualche settimana fa un’articolata spiegazione dei prestiti, ma ha anche dovuto dare conto della presenza di covenant, cioè di accordi speciali sulla vita del bond di cui un obbligazionista deve essere messo a conoscenza. Un’informazione che non può essere considerata consuetudinaria. Almeno fino ad ora.

E se la risposta è stata abbastanza agile da presentare per Tiscali, qualche paginetta in più, ben più lunga sarà la preparazione dei documenti per Telecom. Tra il 1998 e il 2003 il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera ha emesso sul mercato lussemburghese, la principale piazza europea per i bond, circa 45 miliardi di euro in obbligazioni, il 57% del totale dei titoli di società italiane (escluse le banche). Nella tabella, contenuta nel bollettino di Bankitalia del novembre 2003, segue la Fiat con oltre 12 miliardi di euro.

La Commissione guidata da Lamberto Cardia, oltre alle modalità di rimborso dei bond «sia relativamente alle prossime scadenze dell’anno 2004 sia, qualora conosciute, a quelle negli anni successivi», ha chiesto di fare luce «sull’eventuale esistenza di un rating e la presenza di covenant e negative pledge». Questi ultimi sono dei pegni negativi quindi delle garanzie che potrebbero gravare sulle emissioni. Inoltre, le società dovranno mettere a disposizione del pubblico sul sito internet «i regolamenti e le offering circular relativi ai bond».

Insomma, la strada aperta dalla Consob sembra quella di voler lanciare dei nuovi standard nella compilazione dei bilanci che, da ora in poi, dovranno entrare in tutti i documenti pubblici delle società quotate in Borsa.

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