BOND: ANCORA UNA VOLTA E’ COLPA DELLE ASTE

30 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono rimasti pressoché stabili, mentre i listini azionari hanno chiuso la sessione sopra la parità. La Bce nella sua indagine trimestrale sulla dinamica del credito dell’area Euro ha evidenziato un allentamento della stretta creditizia. Per i prestiti alle imprese nel secondo trimestre si è più che dimezzata la quota di banche che hanno riportato una stretta creditizia (21% da 43%). Relativamente ai prestiti alle famiglie si è registrato invece un restringimento meno forte, scendendo al 22% dal 28% quello sui mutui, e 21% da 26% quello sul credito al consumo. Per il terzo trimestre le banche prevedono un ulteriore allentamento delle condizioni per la concessione dei prestiti alle imprese, meno forte invece l’allentamento sui prestiti alle famiglie. Tra i fattori che hanno contribuito a questo calo vi è la maggiore disponibilità di liquidità ed il rafforzamento del patrimonio degli istituti. Per i prestiti alle famiglie l’allentamento è stato favorito da una riduzione della percezione di rischio da parte delle banche, e dal miglioramento delle prospettive del mercato immobiliare. Sul fronte macro, i prezzi al consumo tedeschi di luglio hanno registrato un calo superiore alle attese, che lasciano intendere la possibilità di un dato tendenziale per l’intera area ancora in negativo. L’asta italiana sul Btp linker ha registrato un bid-to-cover dell’1,4, inferiore alle attese degli operatori. Oggi in calendario avremo la riapertura del Btp 2012, 2019 e Cct 2016.

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In Usa i tassi di mercato sono saliti sulla parte a breve e medio termine della curva, mentre sono scesi sulla parte a lungo termine portando il differenziale 2-10 anni a 249 pb da 260. I listini azionari hanno invece chiuso la sessione ancora una volta poco sotto la parità. A pesare sul mercato obbligazionario sono state ancora una volta le aste in programma questa settimana. Ieri si è tenuta l’asta sul titolo a 5 anni che ha visto una riduzione della domanda rispetto a quella precedente, il bid-to-cover è infatti passato a 1,92 da 2,58. Oggi invece ci sarà l’emissione del titolo a 7 anni per 28 Mld$. Il Beige Book della Fed ha riportato una moderazione del calo della crescita o comunque una stabilizzazione nella maggior parte dei distretti, con il settore manifatturiero, immobiliare e del lavoro che stanno evidenziando alcuni segnali di miglioramento. Il rapporto evidenzia quindi un superamento della fase peggiore della recessione con diverse variabili che rimangono però ancora deboli, come il mercato del lavoro e la spesa per consumi. A giugno gli ordinativi di beni durevoli sono scesi del 2,5% m/m da +1,3%, calo guidato soprattutto dal settore trasporti. Escluso i trasporti infatti il dato è cresciuto dell’1,1% m/m da 0,8%. Sul decennale resta confermata la resistenza a 3,72% ed il supporto a 3,54%.

Valute: nella giornata di ieri il Dollaro ha continuato ad apprezzarsi verso l’Euro, chiudendo a 1,4033, in linea con l’andamento dei listini azionari e dopo i dati sugli ordinativi industriali escluso i trasporti risultati migliori delle attese. Apprezzamento del biglietto verde anche verso lo Yen, con il cambio ieri a quota 95,14. Sostanzialmente stabile, invece, il cambio della valuta nipponica verso l’Euro. In Cina il vicegovernatore della banca centrale, ha dichiarato che l’Istituto continuerà ad assicurare un’appropriata crescita del credito e ad applicare una politica monetaria allentata al fine di consolidare la ripresa economica.

Materie Prime: seconda giornata consecutiva negativa per molte materie prime del comparto. Forti i ribassi per gli energetici guidati dal petrolio, che ha perso poco meno del 6%, chiudendo a 63,35$/b. La pesante perdita è da attribuire al rafforzamento del Dollaro oltre ai dati diffusi ieri dal Dipartimento dell’Energia sulle scorte USA, dove si è evidenziato un inatteso aumento delle scorte di greggio. Negativi anche i metalli industriali e il bestiame. Pesanti ribassi per i preziosi, sulla scia dell’apprezzamento del Dollaro. In lieve rialzo gli agricoli.

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