BOLLINGER: SENTO ARIA DI RIMBALZO

11 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – John Bollinger non parla mai a caso. Studia e ristudia. E adesso la pensa così: «Si sta formando un ottimo setup per un minimo di lungo termine sui principali listini azionari». Sorpresa: l’inventore delle famose «bande» che prendono il suo nome invita a non farsi prendere dal panico. «Per ora – aggiunge – si tratta solo di una struttura in formazione, non ancora di un minimo, ma se il mercato azionario riuscisse a dare un colpo di reni, molti indicatori tecnici segnalerebbero ripresa. E a quel punto si creerebbe un circolo virtuoso per un rally. Ma niente illusioni, fino a quel momento continueremo a vivere in un limbo fatto di incertezza, debolezza e paura».

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Mr. Bollinger, per ora si vedono solo crolli ma quali potrebbero essere a suo parere i primi obiettivi di questo teorico rally?

I miei target coincidono con le medie mobili di breve, medio e lungo termine. Quindi di quelle a 20 sedute, cioè 780 punti per l’S&P500 e 7.458 per il Dow Jones Industrial, a 50, rispettivamente a 831 e 8.118 punti, e infine la classica media di lungo a 200 sedute, che ora passa a 1.066 punti per l’S&P500 e a 9.918 per il Dow. So bene che sono strumenti tecnici semplici ma restano sempre validi. E soprattutto sono molto importanti dal punto di vista psicologico. Certo, ora tutte e tre le medie sono in caduta, ma quando saranno tagliate al rialzo dagli indici sarà un doppio segnale importante, sia tecnico sia di sentiment.

Con i chiari di luna che vediamo attualmente, quale asset allocation suggerirebbe?

La mia indicazione è quella di iniziare gradualmente a incrementare la parte azionaria. In questo momento il rifiuto della Borsa è ai massimi, ma si può rivelare, in prospettiva, un errore grossolano. Infatti, nel momento in cui ripartirà il rally, la sottoperformance di questi portafogli diverrà evidente. Facendo perdere all’investitore la possibilità di guadagnare dal movimento rialzista. E questo, almeno dal punto di vista di un consulente finanziario, quale mi considero, è un potenziale grave errore.

Il suggerimento è valido anche per chi ragiona in euro?

Direi propri di sì. Anzi, ancora di più. A mio parere, infatti, il rafforzamento della moneta unica europea contro dollaro è ormai finito da un pezzo. I tassi Usa sono ai minimi di sempre, così come quelli dell’Eurozona, ma il governatore della Bce si è dichiarato pronto a tagliare nuovamente. E siccome, come è sempre avvenuto, saranno gli Stati Uniti a uscire per primi dalla crisi economica, saranno i tassi di interesse Usa a salire per primi, tirando la volata anche al dollaro. Quindi un investitore in euro potrà contare anche sulla rivalutazione del buon vecchio biglietto verde, indipendentemente dallo scenario azionario.

E le commodity? A questi prezzi non le sembrano essere diventate irresistibili?

Certo. E quando invertiranno il trend daranno grandissime soddisfazioni. Ma non penso sia questione di pochi giorni o di qualche settimana. Ci vorrà un po’ più tempo perché le materie prime consolidino su questi prezzi.

E per quanto riguarda oro e petrolio?

A questi livelli l’oro ha un’attrattiva modesta. Soprattutto dà da pensare la divergenza enorme che si è creata fra il metallo e le società aurifere. Quindi ci andrei molto cauto. Differente invece è il discorso sul comparto energy. Sono titoli che rappresentano un buy di lungo periodo e che a questi prezzi appaiono veramente irresistibili.

Tornando all’azionario, e con tutte le cautele dovute al momento borsistico che stiamo vivendo, vede qualche settore particolarmente forte?

In generale le azioni growth stanno performando meglio di quelle value. Ma non durerà ancora per molto, credo. Quando i finanziari inizieranno a riprendersi, il trend si invertirà nuovamente. Negli Usa i tre settori su cui i grandi investitori stanno scommettendo, e che quindi si stanno comportando bene, sono i tecnologici, le telecom e l’healthcare.

Infine, quale potrebbe essere un’idea di investimento un po’ più azzardata? Un po’ stile hedge fund per intenderci…

Un’operazione long-short che mi sentirei di consigliare a un investitore esperto è questo: in acquisto sui titoli value e invece in vendita – cioè short – su quelli growth nel momento in cui partirà il rimbalzo. Per altre operazioni aspetterei che inizi effettivamente il movimento. A quel punto nuovi leader di comparto potranno emergere e soprattutto si vedrà quali saranno i settori che traineranno le Borse. Ma fino a quel momento mi sembra prematuro e soprattutto troppo azzardato fare scommesse in tal senso.

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