Bolla immobiliare, dopo Hong Kong anche Singapore corre ai ripari

31 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Singapore intende mettere a freno la speculazione immobiliare. Per farlo, alla luce di una corsa dei prezzi pari al 38% nel solo secondo trimestre, le auorita’ locali hanno preso di mira coloro che possiedono piu’ di una casa e di conseguenza piu’ mutui per finanziarne l’acquisto.

In pratica, chi ha bussato alla porte delle banche per comprare un’abitazione puo’ chiedere fino al 70% del valore dell’immobile stesso e non piu’ l’80%. Non solo. Come spiega Bloomberg, la stessa persona si vedra’ costretta a sborsare di tasca sua da subito un importo in contanti piu’ elevato rispetto a quanto previsto fino a ora: il 10% e non il 5%. Singapore si unisce cosi’ alle iniziative di Cina e Hong Kong per evitare lo scoppio di una bolla immobiliare.

L’ultimo esempio in ordine di tempo e’ arrivato dalla Agricultural Bank of China (AgBank), che ha deciso di temporaneamente sospendere l’attivita’ di erogazione di prestiti immobiliari. Quest’ultimo, per quanto sia stato definito sano, e’ cresciuto molto. L’erogazione di mutui e’ sospesa per “assicurare una distribuzione uniforme dei prestiti ed evitare il loro aumento alla fine del mese”, ha fatto sapere l’istituto.

Alcuni analisti hanno osservato che queste misure, gia’ in vigore, potranno ridurre i volumi delle vendite di case e fare leggermente abbassare i prezzi ma solo per gli immobili di alto valore. Non e’ atteso alcun effetto negativo per il resto del mercato.