BofA: investitori snobbano volatilità, preferiscono azioni a bond

23 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

Nonostante la volatilità e i primi segnali di cedimento, gli investitori continuano a preferire l’azionario ai bond. È quanto emerge da un report di Bank of America Merrill Lynch, ripreso da Milano Finanza, in cui si sottolinea come i ritorni da inizio anno siano tipici da coda del ciclo economico con le materie prime che si sono apprezzate del 23%, le azioni del 5%, i bond del 4% mentre il dollaro ha segnato una flessione del 9%.

Una situazione del genere, avverte lo studio, si è vista nel 2007, ovvero prima dello scoppio della peggiore crisi finanziaria dal 1929. Entrando nel dettaglio delle scelte di investimento, emerge inoltre che, da inizio anno, flussi positivi si notano soprattutto nelle azioni giapponesi, negli emergenti, nei tecnologici e nei finanziari, mentre ci sono deflussi da utilities e telecom.

Nel reddito fisso, le preferenze vanno verso i titoli governativi, sull’idea che le Banche Centrali saranno prudenti nelle loro scelte di politica monetaria, mentre si notano riscatti negli high yield. Nel complesso delle scelte di asset allocation, si sta verificando una rotazione graduale dagli asset più ciclici verso gli attivi più liquidi e difensivi.

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Daniele Chicca 23 Aprile 201812:26

In una seduta soporifera sui mercati azionari, si fanno sentire i dati giudicati deludenti dal mercato del gigante bancario svizzero Ubs e il rialzo del rendimento dei bond. Piazza Affari cede una percentuale marginale. I tassi dei Treasuries Usa di riferimento decennali sfiorano il 3% e ora si teme una rotazione dall’azionario all’obbligazionario, un mercato che finalmente torna a offrire rendimenti interessanti dopo anni di tassi zero.

European markets this morning

Daniele Chicca 23 Aprile 201814:10

Oggi l’azionario è messo in difficoltà dal balzo dei rendimenti obbligazionari. Quello dei titoli decennali Usa ha sfiorato il 3%, un cattivo presagio per le Borse, perché potrebbe spingere gli investitori a spostare il loro denaro dall’azionario all’obbligazionario, offrendo un’alternativa di investimento redditizia dopo anni di tassi a zero.

I rendimenti dei Treasuries di riferimento scambiano sui massimi da gennaio 2014. Il balzo dei rendimenti obbligazionari suggerisce che i trader si aspettano una ripresa dell’inflazione americana, costringendo la Federal Reserve a continuare ad aumentare i tassi d’interesse. A sostenere le aspettative di un rialzo dei prezzi è la corsa delle materie prime, che interessa un po’ tutte le commodity, dal petrolio all’alluminio, passando per il legname e la gomma.

Daniele Chicca 23 Aprile 201815:21

Dopo le sanzioni imposte contro entità e oligarchi russi, Donald Trump ha fatto qualche concessione alla Russia. L’allentarsi delle tensioni tra le due potenze economiche hanno raffreddato gli scambi sulle materie prime, che hanno iniziato a ripiegare dopo i rialzi record della scorsa settimana. In particolare a essere colpiti dalle vendite sono i prezzi dell’alluminio, visto che il Tesoro Usa ha fatto sapere che il gigante dell’alluminio Rusal, il secondo al mondo per la produzione del metallo nel mondo, può continuare a esportare metalli se il suo patron, l’oligarca russo Oleg Deripaska, rinuncia al controllo. Nel comunicato si dice addirittura che le sanzioni potrebbero essere rettificate del tutto.

Il ministero del Tesoro americano ha anche posticipato la scadenza delle sanzioni, in modo tale da consentire alle aziende di continuare a fare affari con gli Stati Uniti fino al 23 ottobre. L’Europa, preoccupata per l’impatto negativo che potrebbero avere le sanzioni contro la Russia, ha chiesto all’amministrazione Tump di allentare la presa. Il valore dell’alluminio scende di quasi il 7% a quota 170 dollari, mentre il petrolio WTI cala dell’1,5% circa in area 67,34 dollari al barile.

Daniele Chicca 23 Aprile 201816:14

Nel corso di un’intervista, il governatore della Banca del Giappone, Kuroda-San ha dichiarato: “deve continuare ad esser applicata per molto tempo una politica monetaria accomodante”. La Bank of Japan ha annunciato per questo venerdì una conferenza stampa, in cui probabilmente annuncerà il rapporto che avrà nei confronti dello Yen e la decisione di mantenere un trend negativo sui tassi di interesse. Nel mentre il tasso di cambio tra dollaro e yen si attesta al di sotto della media annuale e lo yen potrebbe indebolirsi ancora.

Daniele Chicca 23 Aprile 201816:14

L’aspettativa di uno Yen più debole, secondo Mati Greenspan, analista di eToro, potrebbe avere dirette conseguenze per il Bitcoin. I risparmiatori giapponesi non sono molto contenti del trend in negativo imposto alla valuta nazionale, ma con il recente rimbalzo sui minimi del mercato delle criptovalute, possono guardare a nuove alternative valide.

Il Bitcoin si sta muovendo verso un hard-fork programmato, questo aumenterà la dimensione massima di blocco da 8MB a 32MB rimuovendo anche il protocollo SegWit. Se tutto dovesse procedere senza imprevisti, la criptovaluta che si creerà da questa operazione sostituirà la vecchia. Molti criptotraders, tuttavia, “ricordandosi le ultime Bitcoin-fork, associandole ad aumenti di prezzo, specialmente in mercati come Giappone e Corea del Sud”.

Daniele Chicca 23 Aprile 201816:22

Negli ultimi tempi i mercati siano divenuti più vivaci. Un settore in particolare, quello della tecnologia, è stato l’epicentro della ripresa della volatilità sui mercati. “All’interno del mercato high yield USA, il settore della tecnologia è quello che si è indebolito di più rispetto al comparto high yield statunitense nel suo complesso”, sottolineano gl analisti di M&G. A causa dei bilanci caratterizzati da un uso più accentuato della leva finanziaria, i bond high yield tendono ad essere più sensibili agli avvenimenti negativi di uno specifico settore.

“Il grafico qui di seguito mostra l’aumento dello spread dei bond HY USA del settore tecnologia rispetto al mercato high yield statunitense nel suo complesso. Il differenziale negli spread di credito, seppure ancora negativo, si è ridotto passando da -115 bps di inizio dicembre a -81 bps. Tracciare un parallelo con il sell-off dei titoli azionari tech – che dipendeva dalle preoccupazioni per la privacy degli utenti – sarebbe una conclusione affrettata”.

Nonostante la recente debolezza, gli spread del segmento tech americano ad alto rendimento continuano ad essere rigidi rispetto al mercato americano high yield su un periodo di 3 anni.

Daniele Chicca 23 Aprile 201816:31

Negli ultimi tempi i mercati sono divenuti più vivaci. Un settore in particolare, quello della tecnologia, è stato l’epicentro della ripresa della volatilità sui mercati. “All’interno del mercato high yield USA, il settore della tecnologia è quello che si è indebolito di più rispetto al comparto high yield statunitense nel suo complesso”, sottolineano gl analisti di M&G. A causa dei bilanci caratterizzati da un uso più accentuato della leva finanziaria, i bond high yield tendono ad essere più sensibili agli avvenimenti negativi di uno specifico settore.

“Il grafico qui di seguito mostra l’aumento dello spread dei bond HY USA del settore tecnologia rispetto al mercato high yield statunitense nel suo complesso. Il differenziale negli spread di credito, seppure ancora negativo, si è ridotto passando da -115 bps di inizio dicembre a -81 bps. Tracciare un parallelo con il sell-off dei titoli azionari tech – che dipendeva dalle preoccupazioni per la privacy degli utenti – sarebbe una conclusione affrettata”.

Nonostante la recente debolezza, gli spread del segmento tech americano ad alto rendimento continuano ad essere rigidi rispetto al mercato americano high yield su un periodo di 3 anni.

Daniele Chicca 23 Aprile 201817:28

A marzo la compravendita di case esistenti è andata peggio dell’anno prima negli Stati Uniti, ma ha visto allo stesso tempo un incremento dell’1,1% dell’attività su base mensile, in gran parte dovuta al balzo degli acquisti nelle aree del Midwest e della costa nordorientale.

Daniele Chicca 23 Aprile 201817:40

Piazza Affari chiude la seduta di oggi in rialzo, il Ftse Mib guadagna lo 0,6% circa. In cima al listino si piazzano FCA, Mediobanca, UnipolSai, Buzzi Unicem e Tenaris. In calo invece i titoli Luxottica, Italgas, Prysmian, Terna e Campari.