Black Friday: meno acquirenti degli anni passati, quale impatto sull’economia?

22 Novembre 2017, di Alessandra Caparello

Si avvicina il Black Friday 2017, il venerdì nero dello shopping sfrenato che apre le danze in via ufficiale agli acquisti di Natale, sicuramente il momento più atteso in tutto l’anno per consumatori ma anche e soprattutto i venditori.

Le vendite retail negli Usa sia fisiche che online, secondo la National Retail Federation, sono stimare al rialzo del 4% rispetto allo scorso anno, raggiungendo la cifra record di 682 miliardi di dollari. Numeri incoraggianti arrivano anche da Holiday Readiness Report di Salesforce che conferma che il Black Friday sarà da record con un +4% circa della spesa retail rispetto all’anno scorso.

Ma nonostante le stime da record c’è anche chi afferma che nel corso degli ultimi 3 anni sia il Black Friday che il Cyber Monday, hanno perso peso. La voce autorevole è quella dei commercianti al dettaglio.

Nel 2015, il 59% degli intervistati in un sondaggio condotto dalla PwC ha dichiarato di voler fare acquisti proprio durante il Venerdì Nero, ma un anno dopo, questo numero è sceso al 51% e quest’ anno, il giorno dopo il Ringraziamento, solo il 35% si recherà ai negozi.  Oggi, fare shopping online è più popolare che farlo nei negozi fisici durante il Black Friday. Il 30% trenta per cento dei consumatori farà la maggior parte dei loro acquisti del venerdì nero solo online. Circa il 30% ha dichiarato che farà sia shopping online che in-store, mentre il 19% effettuerà solo acquisti in negozio.

Nel complesso, gli acquirenti hanno dichiarato di avere più soldi da spendere, circa il 33,1% arrivando così a toccare la percentuale più alta dal 2007. Ma d’altra parte del mondo una sola giornata di sconti e promozioni non potrà certo sollevare un’economia in crisi. E’ il caso del Sudafrica dove è improbabile che le vendite del venerdì nero possano dare un contributo significativo alla crescita, secondo l’analista  Thabi Leoka di Argon Asset Management.

2Le vendite al dettaglio non sono il motore della crescita economica e anche se dovessero aumentare, sarebbe un segno della ripresa dell’economia. La frenesia non sarà grande come quella sperimentato negli Stati Unit e dato quanto sta accadendo nell’economia, non ci aspettiamo che sia ben accolta o sarà grande come lo era l’anno scorso”.