Pioniere Bitcoin: “criptovalute ancora lontane da bolla dotcom”

25 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Le criptovalute non sono ancora nel territorio della bolla delle dotcom in termini di capitalizzazione di mercato. Così sostiene il pioniere di Bitcoin Richard Muirhead di Fabric Ventures in un panel organizzato dall’emittente Cnbc che si è tenuto durante il World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Il Bitcoin e le altre monete digitali hanno una capitalizzazione di oltre 550 miliardi di dollari, mentre le azioni di Internet valevano diverse migliaia di miliardi.

Secondo CoinMarketCap, il valore di tutte le criptovalute ammonta a circa 544 miliardi di dollari. Ma siamo ancora lontani da una bolla come quella delle dotcom, che si sviluppò dalla seconda metà degli anni Novanta, che per molti esponenti ed esperti del mondo della finanza sarebbe invece molto probabile. Fra le ultime in ordine temporale figura Goldman Sachs, che ha affermato in un report che il Bitcoin ha tutti i connotati di “una bolla speculativa”.

Ma secondo l’investitore e imprenditore hi-tech britannico australiano Muirhead:

“I prezzi potrebbero essere diventati un po’ più speculativi di quanto potrebbero essere, ma sai che vediamo crescere un numero sempre maggiore di team di alta qualità e … costruire applicazioni interessanti”

Nella stessa sessione di discussione a Davos, Joe Lubin, co-fondatore di Ethereum, e Nic Cary, co-fondatore di Blockchain, hanno parlato del potenziale delle monete digitali nel 2018. Lubin ha fornito esempi di tecnologia blockchain utilizzata per creare nuove soluzioni come la raccolta di fondi per le aziende. Cary ha sottolineato gli aumenti nel volume delle transazioni come uno dei primi indicatori che sempre più persone stanno usando le criptovalute nella loro vita.

Non tutti a Davos erano convinti delle valute digitali. Stephen Poloz, governatore della Bank of Canada, ha definito “gioco d’azzardo” il trading di Bitcoin. A calmare gli allarmismi è stato Miguel Angel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse, secondo cui “forse c’è una bolla speculativa ma non influenzerà certo l’economia mondiale”