BIOTECH: IL PANORAMA ITALIANO

20 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Novuspharma, Biosearch, Bb Biotech: quello dei titoli biotecnologici quotati sul Nuovo Mercato italiano resta, secondo gli analisti e i trader interpellati da WallStreetItalia, un settore da tenere in portafoglio. Il loro giudizio è fermo, nonostante le vendite che, specialmente la settimana scorsa, hanno colpito i titoli del comparto, costringendo il mercato a operare dei distinguo tra le società e i loro modelli di business.

Quando, lunedì scorso, Biosearch ha diffuso la notizia sul rinvio al 2004 della commercializzazione della Ranoplanina, antibiotico per curare le infezioni di pazienti oncologici debilitati dal trattamento contro il cancro, sul mercato si è scatenata la fuga dai titoli biotech.

Si era giustificata Biosearch: “abbiamo annunciato il ritardo per semplice dovere di trasparenza – ha dichiarato a WallStreetItalia Ermenegildo Beghè, direttore amministrativo finanziario di Biosearch – il rinvio è dovuto alla difficoltà pratica di trovare pazienti, anche allo stadio terminale, sui quali testare il prodotto”. Il prodotto in fase di sperimentazione è stato dato in licenza per il test all’azienda americana Intrabiotics.

Ma ai piani alti di Novuspharma, società di ricerca che opera nel settore dei farmaci antitumorali, serpeggia il malumore. L’azienda monzese si rende conto di aver pagato in borsa l’effetto-Biosearch, con vendite che hanno colpito trasversalmente il settore biotecnologico, e sottolinea che il suo modello di business è diverso da quello di Biosearch.

“Al contrario di Biosearch – spiega Cesare Parachini, direttore amministrazione-finanza e controllo di Novuspharma – noi abbiamo un modello diverso, che se da una parte ci costa molto di più perché non diamo in licenza i prodotti in fase di sperimentazione, dall’altra ci permette di tenere in casa una fase strategica come la fase 3 della sperimentazione, quella finale sugli esseri umani, e non correre rischi. Certo, noi nel 2000 abbiamo accusato perdite per circa €9 milioni, ma sentiamo di offrire maggiori garanzie e contiamo di raggiungere un utile netto nel 2003”.

L’analista di una Sim che chiede di non essere citato nota che, sebbene le vendite abbiano interessato ambedue i due titoli, per Novuspharma il grosso del movimento è venuto dai piccoli investitori. Per quanto riguarda Biosearch, invece, voci di mercato parlano da giorni di un disimpegno del fondo 3I dal capitale, di cui detiene il 22%.

In generale, concordano gli analisti, le vendite maggiori vengono dai piccoli investitori che vendono anche per paura; “oltretutto – osserva l’analista della Sim – questo è un settore particolarmente difficile nel quale è difficile individuare con facilità le garanzie per un ritorno economico”.

Concorda Donatella Principe, analista di Banca Popolare di Vicenza: “le biotecnologie sono un comparto con un profilo ad alto rischio, sul quale non si scommette in base alle prospettive di utili o alla capacità del management e dei ricercatori, ma si fa piuttosto un atto di fede. Conta la capacità di portare avanti un’idea, da sviluppare con la ricerca”. Secondo Principe, forse per il nostro mercato è più prudente non fare una scommessa secca sull’uno o sull’altro titolo, ma diversificare e schivare eventuali problemi di titoli individuali.

Biosearch per esempio: gli analisti ricordano che intende evolversi da società biotecnologica ad azienda biofarmaceutica (Vedi Piazza Affari: crollano i biotecnologici) quindi, osservano, comincerà a non occuparsi più soltanto di ciò che sa fare, la ricerca, ma dovrà misurarsi con i problemi connessi alla rete di produzione, di distribuzione e di commercializzazione.

“E questo di per sé è già un rischio,” osserva Principe. L’analista della Sim concorda e aggiunge che tutto ciò avverrà nel momento in cui l’azienda dovrà necessariamente espandere la propria produzione per stare al passo con la concorrenza. La scommessa, a quel punto, è tutta sulla capacità del management.

Quanto a Novuspharma, gli analisti riconoscono che pur essendo una start-up, la società ha una lunga storia alle spalle, essendo nata da una costola del colosso svizzero Roche. Ma ha i conti in rosso per gli alti costi di investimenti per la ricerca e non prevede utili fino al 2003.

La scelta allora, osserva Francesco Amici, negoziatore di Cofin Sim, cade su Bb Biotech. Concordano anche Principe e Roberto Santagostino, responsabile della sala operativa di SimCasse: tra i titoli del settore quotati sul Nuovo Mercato in Italia, Bb Biotech è forse l’unico che può offrire qualche garanzia in più in quanto permette di scegliere un settore, e non un singolo titolo.

Bb Biotech, infatti, non è una società biotecnologica ma una holding finanziaria svizzera quotata anche alla borsa di Zurigo e sul Neuer Markt tedesco che investe in società biotecnologiche, soprattutto negli USA. Queste aziende operano nel segmento delle tecnologie biologiche e genetiche, e nell’industria farmaceutica.

Dice a WallStreetItalia Peter-Paul Brenninkmejer, responsabile per le investor relations di Bb Biotech, che le aziende biotecnologiche in portafoglio sono circa trenta: “Bb Biotech –sottolinea – investe solo in società biotecnologiche che sviluppano nuove medicine per persone, non in aziende che sviluppano prodotti per piante e animali”. Brenninkmejer prevede una forte crescita nei prossimi tre anni nel settore biotecnologico USA perché le società statunitensi hanno 225 nuovi composti in fase di approvazione, dei quali circa due terzi potranno essere venduti sul mercato.

“E’ vero – osserva Amici – oggi le biotecnologie rappresentano una scommessa, con forti investimenti e tempi lunghi, ma entro qualche anno saranno i protagonisti di un boom come quello che abbiamo visto qualche anno fa per i titoli Internet; una volta che i primi farmaci di nuova generazione saranno immessi sul mercato, queste società diventeranno macchine da soldi”.

Biosearch, primo titolo biotecnologico a quotarsi sul Nuovo Mercato, oggi viene scambiato a €26,98 contro i €38,75 del debutto avvenuto nel luglio scorso, con un calo del 30%. Banca Imi ha assegnato a fine gennaio un rating “Buy”, cioè comprare, con un target price a €62,5.

Novuspharma segna €41 contro gli €80 del collocamento del novembre scorso, con un calo di quasi il 50%. SGCowen ha assegnato il primo marzo un rating “Strong buy”, cioè comprare fortemente, senza però attribuire un target price.

Bb Biotech passa di mano a €688 contro i €1185 del primo giorno di quotazione dell’ottobre scorso, con un calo di circa il 41%.