BIOTECH: CRESCITA IN CALO NEL 2001

16 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il settore biotecnologico sembra essersi raffreddato quest’anno.

L’American Stock Exchange Biotech Index e’ in calo di circa il 7% sebbene le societa’ biotecnologiche stiano aumentando al passo dell’anno scorso e anche la pubblicazione dell’intero codice genetico da parte di Celera Genomics Group e di HumanGenome Project ha dato al settore solo una leggera spinta.

Una delle ragioni di un tale andamento e’ la risposta ai risultati dell’anno scorso, quando l’indice Amex della biotecnologia e’ aumentato nel 2000 del 62%.

I titoli biotech risultano cosi’ sopravvalutati, soprattutto se paragonati agli high-tech.

Detto questo, bisogna tenere in conto che sebbene sia improbabile che si ripeta il guadagno dell’anno scorso, esistono pur sempre i fattori che lasciano prevedere un andamento positivo, ma di proporzionipiu’ ridotte.

L’aumento dei titoli biotecnologici si e’ verificato con il rally della tecnologia nel 1999, ma ha raggiunto l’apice quando gli high-tech hanno iniziato a perdere terreno.

Gli investitori hanno ridiretto il loro obiettivo sulla biotecnologia e i gestori di fondi comuni con portafogli diversificati si sono lanciati sui biotech per paura di rimanere esclusi dal rally.

Quest’anno cosi’ si potrebbe ripetere la stessa migrazione considerando che l’indice Nasdaq Composite non si sta muovendo.

Ci sono poi ragioni fondamentali per cui i biotech potrebbero aumentare, soprattutto con il taglio dei tassi della Fed.

Innanzitutto le societa’ biotecnologiche sono creature del futuro con il vero potere di registrare utili negli anni a venire. Il calo dei tassi d’interesse migliora ulteriormente il valore di quegli utili.

Le prospettive di guadagno delle societa’ sono poi pressoche’ le stesse dell’anno scorso – mentre quelle delle societa’ high-tech sono negative.

“Se sono piaciuti i biotecnologici l’anno scorso, quest’anno i fondamentali sono ancora piu’ forti”, ha commentato Tom Wald di Invesco Health Sciences Fund.

Da parte sua, pero’, ha dimezzato l’esposizione al 15% pensando che il mercato ha per ora perso l’interesse per societa’ che non producono utili.

Ci sono pero’ – secondo Kris Jenner di T.Rowe Price – aspetti positivi anche nelle societa’ biotech, quali la recente vittoria di Amgen (AMGN – Nasdaq) in una causa sui brevetti e la previsione di crescita per quest’anno di Genzyme e Genentech (DNA – Nyse). Il gestore del Health Sciences Fund pensa anche che uno dei titoli piu’ penalizzati sia quello di MedImmune (MEDI – Nasdaq) ma che le vendite dei suoi medicinali in Europa e in Giappone dovrebbero migliorarne le sorti.

Rimane il problema dell’alta valutazione dei titoli biotech rispetto ai farmaceutici, che gli investitori cercano di risolvere scegliendo vie meno battute.

Kris Jenner, ad esempio, ha messo in portafoglio Invitrogen (IVGN – Nasdaq) che fornisce elementi chimici utilizzati per la clonazione dei geni a societa’ della ricerca e a quelle farmaceutiche. In questo modo dovrebbe avere risultati positivi indipendentemente da chi fara’ le piu’ importanti scoperte.

I nomi piu’ interessanti sono pero’, secondo Faraz Naqvi dei fondi Dresdner RCM Health Care e Biotech, quelli delle societa’ che hanno perso maggior terreno, comprese Protein Design Labs (PDLI – Nasdaq), Abgenix (ABGX – Nasdaq ) e Medarex (MEDX).