Bin Laden che guarda se stesso, video inedito

7 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Barba grigia, un berretto di lana nera in testa e una coperta sulle spalle, seduto a terra su un tappeto davanti alla tv mentre sullo schermo scorrono sue immagini di tempi ormai andati. E’ un Osama bin Laden mai visto prima, in apparenza malmesso e invecchiato, quello che compare in uno dei video trovati nella sua villa-bunker in Pakistan che oggi sono stati diffusi dal Pentagono. Il filmato del “Sceicco del terrore” in formato famiglia è senza sonoro e dura un paio di minuti.

Bin Laden è ripreso quasi di profilo e ha in mano un telecomando puntato verso un televisore davanti a lui. Guarda con interesse e, forse, con nostalgia immagini di sé stesso di anni addietro, con barba e capelli scuri (probabilmente tinti) mentre compare in uno dei suoi messaggi video, mentre scende dal crinale di una collina con un’arma in mano o in una possibile base di Al Qaida assieme al suo fedele vice, Ayman Zawahri.

Sullo schermo si vede brevemente anche una sua foto con sullo sfondo il suo più grande “trofeo”: le Torri Gemelle di New York avvolte dalle fiamme dopo essere state trafitto da due aerei sequestrati e dirottati dai suoi seguaci. Il video è stato chiaramente girato da un’altra persona, alla quale il leader di Al Qaida si rivolge. Non è noto a quando risalga e non c’é la prova certa che sia stato girato proprio nella casa dove è stato ucciso da un commando delle squadre speciali americane.

Dai farmaci che sono stati ritrovati nel suo covo in Pakistan, secondo i media, non sembra che fosse gravemente ammalato. Al massimo, è stato detto, soffriva di stomaco o di pressione alta. Dalle immagini che lo ritraggono davanti alla Tv, tuttavia, sembra avere molto di più dei suoi 54 anni. Come hanno osservato alcuni media americani, con questo video l’amministrazione Usa punta davvero a distruggere un mito.

MOGLIE,VIVEVA VICINO ISLAMABAD GIA’ DA 2003 Osama Bin Laden viveva già dal 2003 in un villaggio vicino alla città di Haripur, a qualche decina di chilometri da Islamabad. E’ quanto ha detto la moglie del leader di Al Qaida durante gli interrogatori dopo il suo arresto nel compound di Abbottabad, secondo quanto riferiscono ufficiali vicini all’inchiesta al quotidiano pakistano Dawn. Secondo due ufficiali intervistati dal giornale, Amal Ahmed Al Sadah, la giovane moglie yemenita di Osama Bin Laden, detenuta dalle forze pakistane dal giorno del blitz in cui è morto il marito, ha riferito che prima di trasferirsi nel compound di Abbottabad, verso la fine del 2005, il capo di Al Qaida ha vissuto con la sua famiglia per due anni e mezzo a Chak Shah Mohammed Khan, un villaggio a due chilometri a sud est della città di Haripur, situata lungo la strada tra Islamabad e la stessa Abbottabad. Questo significa, ha sottolineato uno degli ufficiali, che Osama ha lasciato l’area tribale del paese nel 2003 per andare a vivere in un centro abitato. Per anni, sottolinea il quotidiano, sin dalla scomparsa di Osama dalle montagne di Tora Bora in Afghanistan nel 2001, le forze americane e pakistane lo avevano cercato nella regione tribale al confine tra Pakistan ed Afghanistan.

MOGLIE, NOTTE RAID NON FECE IN TEMPO PRENDERE ARMA – La notte del raid americano nella villa-bunker di Abbottabad, Osama bin Laden e Amal, la moglie yemenita, erano appena andati a letto e spento la luce, quando hanno sentito degli spari. Prima che il capo di al Qaida potesse prendere il suo kalashnikov, la squadra dei Navy Seals ha fatto irruzione e sparato al marito. E’ quanto ha raccontato la stessa Amal Ahmed Al Sadah negli interrogatori delle forze di sicurezza pachistane, secondo quanto riferiscono due ufficiali al quotidiano pachistano Dawn. La donna, 29 anni, ha aggiunto che lei stessa e’ rimasta ferita a una gamaba mentre cercava di resistere agli americani. Osama bin Laden ”non era in dialisi”, ma fu operato due volte ai reni durante il regime dei talebani a Kandahar, in Afghanistan. Lo ha rivelato la moglie del capo di Al Qaida, Amal Ahmed Al Sadah, alle forze di sicurezza pachistane, secondo quanto riferiscono due ufficiali al quotidiano pachistano Dawn. Negli ultimi anni circolavano voci secondo cui Bin Laden fosse sotto dialisi, ma analisti medici della Cia le avevano confutate.

PAKISTAN; VERTICE GOVERNO E MILITARI SUL BLITZ – Un vertice tra il presidente del Pakistan Asif Ali Zardari, il premier Syed Yousuf Raza Gilani e il capo delle forze armate, generale Ashfaq Pervez Kayani e’ in corso a Islamabad per esaminare la situazione in seguito al blitz di Abbottabad che ha preso di sorpresa il governo di Islamabad. Lo riferisce la stampa locale. La cosiddetta ”troika”, in particolare, starebbe discutendo del ”futuro delle relazioni tra Pakistan e Stati Uniti”. Intanto dure critiche sono giunte oggi dall’ex ministro dell’Esteri e leader del partito di maggioranza Ppp, Shah Mehmood Qureshi, il quale ha chiesto le dimissioni sia di Zardari che di Gilani in una conferenza stampa al club della stampa di Lahore.

OBAMA, SCONFIGGEREMO AL QAIDA DEFINITIVAMENTE – “Sconfiggeremo al Qaida in maniera definitiva”: lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama alla base militare di Fort Campbell, in Kentucky, dicendosi convinto che anche le operazioni in Afghanistan saranno un successo. “Stiamo facendo grandi progressi sulla strada della distruzione e dello smantellamento di Al Qaida che credo non minaccerà più questo Paese”, ha aggiunto Barack Obama. “Come vostro Comandante in Capo – ha sottolineato davanti ai soldati della base di Fort Campbell – sono fiducioso che raggiungeremo questo obiettivo”. “Il mondo ha avuto modo quando fossimo capaci e pronti a intervenire”, ha detto Obama, tornando all’azione che ha portato all’uccisione di Osama bin Laden, in un discorso davanti ai soldati.

Il presidente Barack Obama ha detto che gli Stati Uniti, con la morte di Osama Bin Laden, hanno ”tagliato la testa ad al Qaida”. ”Abbiamo decapitato al Qaida e alla fine vinceremo”, ha detto Obama parlando ai membri del commando delle forze speciali cha hanno ucciso bin Laden in Pakistan, riuniti nella base di Fort Campbell, in Kentucky. Osama bin Laden, ucciso dai servizi speciali americani nella notte tra domenica e lunedì, é stato sepolto in mare in maniera “rispettosa” e “penso che abbiamo gestito la vicenda in maniera appropriata”. Lo ha spiegato il presidente Barack Obama al talk show ’60 Minutes’ della Cbs in un’intervista che andrà in onda domenica, ma di cui sono state diffuse anticipazioni. – Seppellire Osama in mare è stato il frutto di “una decisione comune”, ha precisato Obama, secondo cui “francamente, abbiamo avuto maggiori accortezze nei suoi confronti, dello stesso Bin Laden quando ha ucciso 3mila persone. Non li ha trattati con grande rispetto e sacralità. E’ questo che ci rende differenti”.

BIN LADEN: WP, TELEFONATA INNOCUA HA GUIDATO USA A ABBOTTABAD – E’ stata una telefonata apparentemente innocua fatta da un amico al ‘corriere’ di Bin Laden a portare l’intelligence americana sulla pista giusta per risalire al nascondiglio di Abbottabad, in Pakistan. Lo rivela il Washington Post, che ha avuto da fonti della Cia i particolari di quella intercettazione nei confronti di Abu Ahmed al-Kuwaiti, il ‘corriere’ di Bin Laden. L’amico gli pose domande del tipo ‘Che fine hai fatto?’, ‘Ci sei mancato’, ‘come ti va la vita?’. La risposta, per quanto vaga, fu registrata dagli uomini dell’intelligence come sospetta: ”Sono tornato con la gente con cui ero prima”. Queste parole, apparentemente innocue, furono sufficienti a mettere quel numero di telefono – fino ad allora ignoto – sotto sorveglianza. Dopo ulteriori verifiche, pedinamenti e indagini, l’intelligence Usa giunse alla certezza che era stato finalmente rintracciato Abu Ahmed Al Kuwaiti, il ‘corriere’ di Bin Laden. E’ stato seguendo lui che la Cia e’ risalita ad Abbotabad, a quel compound cosi’ diverso rispetto alle case che gli stavano intorno, e si e’ convinta che era opportuno mettere quella casa sotto osservazione 24 ore su 24. Perche’ quella casa non aveva linee telefoniche, non era possibile intercettare un solo segnale provenire dall’interno e, circostanza ancora piu’ strana, al-Kuvaiti ogni volta che accendeva il suo cellulare lo attivava ad almeno cento chilometri di distanza da li’. Il Washington Post, sempre citando fonti della Cia, ha deciso che e’ stato questo particolare a insospettire la Cia, cosi’ si e’ deciso di mettere la casa sotto osservazione. L’osservazione e’ durata durata mesi, e si e’ conclusa solo alla fine aprile con questa ”ragionevole certezza”: le possibilita’ che dentro al compound ci fosse Bin Laden erano 60-80 su cento. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e’ stato informato nel dettaglio, ha valutato con il suo Consiglio di Sicurezza i pro e i contro. Poi, alle 8:20 del mattino di venerdi’ 29 aprile, ha dato il suo via libera all’operazione.