Bilderberg: che cosa ha deciso negli anni

23 Maggio 2018, di Alberto Battaglia

È bene chiarirlo sin dal principio: in via ufficiale il gruppo Bilderberg, che riunisce ogni anno alcuni fra i più influenti politici, manager, imprenditori e giornalisti, non decide nulla. Il Bilderberg lo ha chiarito nei suoi, pur laconici, comunicati stampa: “Non ci sono risultati desiderati, e non viene scritto nessun resoconto o report (…) non sono proposte soluzioni, non vengono fatte votazioni, e nessuna dichiarazione di policy viene redatta”.

Stimare l’effettiva influenza politica di questo forum dei potenti della Terra non può essere, dunque, dimostrato sulla base di elementi oggettivi. Ma i dubbi restano, proprio per la natura assolutamente riservata dell’incontro: persino i giornalisti che prendono parte all’evento sono vincolati a non rivelare nulla di quello che viene discusso. La natura privata del forum viene giustificata in quanto garantirebbe maggiore franchezza fra i membri: “i partecipanti [così] non sono legati alle convenzioni del proprio ufficio o alle posizioni pre-concordate”.

Il vero nodo critico è che, non essendovi traccia delle posizioni che emergono durante il Bilderberg, risulta impossibile riconoscere l’eventuale influenza sugli eventi di questo meeting a porte chiuse. Nemmeno a posteriori. L’unici elementi di riflessione sono costituiti dai temi oggetto di confronto, e dalla lista dei partecipanti, informazioni che vengono diffuse a ridosso dell’incontro: si tratta di questioni politico economiche che, almeno idealmente, non dovrebbero coinvolgere in modo così riservato e ravvicinato politica e multinazionali, per non parlare dei giornalisti che rinunciano a esercitare il diritto d’informazione pur di partecipare a questo incontro.

Al momento sono disponibili solo i comunicati relativi all’incontro del 2017, sebbene manchino poche settimane all’incontro che vedrà riunito il Bilderberg in Italia, probabilmente a Venezia. I temi toccati dalle discussioni erano stati di assoluto interesse pubblico: “La direzione dell’Ue”, “La globalizzazione può essere rallentata?”, “Lavoro, reddito e aspettative deluse”, “La Russia nell’ordine internazionale”.

Sul fronte dei partecipanti è possibile farsi un’idea sul posizionamento del Gruppo, visto che nessuno degli invitati del 2017 vedeva esponenti provenienti dalla Russia. A discorrere di questi temi, tuttavia, erano presenti grossi nomi del business internazionale: il presidente di FCA John Elkann, il ceo di Ryanair Michal O’Leary, il presidente dell’ING Ralph Hamers, il ceo di Axa Thomas Buberl, solo per citarne alcuni. Per l’Italia erano presenti anche noti giornalisti come Lilli Gruber (membro dello Steering Committee del Bilderberg), Beppe Severgnini e il direttore de La Stampa Maurizio Molinari.

Negli anni precedenti, altri temi discussi nel Bilderberg sono stati: “Esiste la privacy?”, “Grandi cambiamenti nella tecnologia e nel lavoro”, “Il futuro della democrazia e la trappola della classe media” (tutti trattati nel 2014); e ancora: “Lavoro, diritti e debito” (2013), “Il futuro della democrazia nel mondo sviluppato” (2012), “Un euro sostenibile: implicazioni per le economie europee” (2012).

Dato il tono generico delle questioni, non si può che speculare sulla direzione che possono aver preso le discussioni. Di certo, però, l’assenza di invitati provenienti dalla società civile (assenti i sindacati, di esponenti di organizzazioni nate dal basso o di politici non mainstream) lascia il forte sospetto che espressione del Bilderberg sia una ben precisa élite che, annualmente, si confronta al suo interno, mantenendo il massimo riserbo.