BERNANKE SBAGLIA SUI TASSI UFFICIALI

3 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Il presidente della Federal Reserve ha sbagliato. Lo sostengono Goldman Sachs, Merrill Lynch e Ubs, riferendosi alle affermazioni di Ben Bernanke sulla necessità di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse Usa per contenere l’inflazione.

Secondo gli economisti capo delle tre società finanziarie, infatti, la Fed ridurrà il tasso obbiettivo almeno tre volte nel corso di quest’anno. Alla base della divergenza sono le opposte valutazioni di quanto sta accadendo sul mercato immobiliare. Il Fomc non ha rilevato alcun indizio che l’andamento del mercato delle abitazioni abbia inciso sull’economia, secondo i verbali della riunione di marzo sui tassi. La National Association of Realtors, che raggruppa gli agenti immobiliari Usa, ha però riferito la che le vendite di case esistenti sono calate dell’8,4% a marzo.

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Bernanke non vede «il nesso tra gli investimenti nell’edilizia residenziale e l’economia», ha detto a Bloomberg News Jan Hatzius, capo economista di Goldman, secondo cui la Fed porterà i tassi al 4,5% dal 5,25% attuale. «A tutto favore del mercato obbligazionario», aggiunge David Rosenberg, economista capo presso Merrill, che prevede che il costo del denaro scenderà sino al 4,25% quest’anno. «I prezzi delle abitazioni potrebbero calare anche del 10%, con effetti notevoli sull’inflazione», dice Maury Harris, capo economista di Ubs. E la Fed, giocoforza, dovrà agire di conseguenza».

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