Bernanke: rally commodities non avrà grande impatto su inflazione Usa

1 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

A dispetto del rialzo dei prezzi del petrolio e della debolezza del mercato immobiliare, l’economia degli Stati Uniti sta ancora crescendo. Parola del numero uno della Fed Ben Bernanke, che ha parlato in un’audizione alla commissione bancaria del Senato.

Bernanke ha posto l’accento anche sulle pressioni inflazionistiche, affermando di non essere preoccupato in tal senso. “L’esito più probabile dell’incremento recente dei prezzi delle commodity sarà, al massimo, un aumento temporaneo e relativamente modesto nei prezzi al consumo degli Stati Uniti”, ha detto il timonierie della Banca centrale americana. Precisando comunque che, certo, un rialzo “sostenuto” dei prezzi delle commodities “rappresentebbe una minaccia sia per la crescita economica sia per la stabilità complessiva dei prezzi”.

Ma per il momento, sia la Fed che gli esperti indipendenti a essa ritengono che l’inflazione rimarrà a livelli modesti non solo quest’anno, ma anche l’anno prossimo e l’anno successivo ancora”, ha spiegato. Sul fronte del QE, il presidente della Fed ha ribadito il ruolo cruciale che l’adozione di misure di politica monetaria espansiva ha avuto nel risollevare i fondamentali dell’economia americana: dunque, è troppo presto sospendere o iniziare a ridurre questo sostegno”.

Il punto, infatti, “è che abbiamo assistito a una ripresa auto-sostenibile sia nel settore dei consumi che in quello delle spese aziendali”. Ma “fino a quando non si assisteremo a un periodo sostenibile nella creazione di più posti di lavoro, non possiamo considerare la ripresa di fatto avvenuta”.