BERNANKE PARLA, PRIMA RISOLLEVA LA BORSA, MA POI WALL STREET SCENDE

10 Gennaio 2008, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani hanno girato in positivo subito dopo i commenti del presidente della Federal Reserve, Ben Bernake, secondo cui la Banca Centrale sarebbe pronta ad attuare nuove azioni di politica monetaria, aprendo le porte ad un nuovo taglio dei tassi d’interesse, ma nel corso di appena un’ora il mercato ha perso tutto l’abbrivio. Il Dow Jones subito dopo le parole di Bernanke guadagnava lo 0.83% a 12841, l’S&P500 lo 0.78% a 1420, il Nasdaq +0.59% a 2489. Tutte ricoperture dei ribassisti. Perche’ alla fine dell’intervento del capo della Fed Wall Street e’ tornata in negativo.

Nel corso di un incontro in un albergo di Washington con uomini di affari, borsa e finanza, dopo il suo discorso ufficiale con testo preparato, Ben Bernanke si e’ sottoposto a una straordinaria sessione domande e risposte con il pubblico. Il che la dice lunga sulla volonta’ di rassicurare il mercato finanziario, grazie alla massima trasparenza e comunicazione da parte della Federal Reserve. Al gran capo della Fed e’ stato anche chiesto molto esplicitamente se pensa ci sara’ una recessione in America. “No”, ha risposto, “in questo momento alla Fed prevediamo un rallentamento, ma non una recessione, anche se di questi fenomeni di solito ci si accorge 6 mesi dopo che sono cominciati”. “Tuttavia – ha continuato – potrebbero essere necessarie nuove misure per permettere all’economia di evitare il rischio di una recessione”. “Dobbiamo essere eccezionalmente in allerta per rispondere nel modo piu’ rapido possibile, ove sia necessario, con sostanziali nuove azioni di politica monetaria”, ha concluso. Quel “sostanziali” (e cosa effettivamente significhi) e’ diventato subito l’oggetto di tutte le conversazioni negli ambienti finanziari e delle banche d’affari di Manhattan.

Nel meeting del FOMC della Fed fissato per il prossimo 30 gennaio si assistera’ con molte probabilita’ ad un nuovo abbassamento del costo del denaro; gli operatori si interrogano ora sull’entita’ del taglio, non e’ da escludere infatti una riduzione di 50 punti base per permettere all’economia di assorbire meglio la debolezza del mercato immobiliare e i duri colpi del “credit crunch”.

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A spingere i listini al ribasso fin dal preoborsa erano state le notizie negative giunte dal settore bancario e dal comparto retail. Il gruppo finanziario Capital One Financial (COF), uno dei leader nel settore carte di credito, ha emesso un profit warning che ha intensificato i timori degli operatori sull’impatto negativo che la crisi del credito potra’ avere sulla spesa dei consumatori.

La notizia ha avuto l’effetto di temperare il relativo ottimismo sulla possibile iniezione di nuovo capitale nei colossi Merrill Lynch (MER) e Citigroup (C) da parte di governi stranieri. “L’allarme di Capital One lascia pensare che le famiglie americane, oltre ai problemi con la casa, abbiano iniziato ad avere difficolta’ anche con le carte di credito” hanno commentato alcuni analisti. Cio’ potrebbe tradursi in una drastica riduzione degli acquisti e della spesa in generale.

A rafforzare tale ipotesi sono i deludenti rapporti mensili rilasciati dalle aziende retail sulle vendite comparate di dicembre. A causa della crisi del credito, degli elevati prezzi energetici e della debolezza del comparto immobiliare, la spesa dei consumatori ha subito una significativa contrazione. Pacific Sunwear (PSUN) e Stein Mart (SMRT) fanno registrare forti cali dopo aver rivisto al ribasso gli outlook trimestrali. Riesce ad avanzare invece il colosso Wal-Mart (WMT) grazie ai numeri migliori delle attese.