BERNANKE PARLA DELLA CRISI IN TELEVISIONE

27 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il chairman della Federal Reserve, Ben Bernanke, per la prima volta nella storia della Banca Centrale Usa ha discusso di economia con un gruppo di americani medi in un format “aperto” televisivo tipo “town hall”. “L’attuale crisi finanziaria potrebbe essere piu’ virulenta della Grande Depressione” ha detto Bernanke domenica sera in un meeting a Kansas City.

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L’evento sara’ trasmesso in tre serate TV a partire da lunedi’ dal network “pubblico” americano PBS. Molte delle domande che i partecipanti selezionati da PBS hanno fatto a Bernanke erano incentrare sul palese fastidio dei cittadini nei confronti della dottrina chiamata “too big to fail”, cioe’ “troppo grande per poter fallire”, applicata nel momento piu’ acuto della crisi nei salvataggi di grossi gruppi bancari e finanziari come Citigroup, Bank of America, Aig.

Una persona del pubblico ha detto che l’unica cosa che a lui risultava chiara e’ che la sua piccola azienda era “troppo piccola per essere salvata”. A un altro partecipante che chiedeva a Bernanke se la Fed non avesse esagerato nell’aiutare le grandi banche a scapito degli “small business”, cioe’ le piccole aziende, il presidente della Federal Reserve ha risposto di aver deciso in favore dei salvataggi “turandosi il naso”, perche’ “aveva paura che l’intero sistema finanziario andasse al collasso”.

“Sono disgustato anch’io come lo e’ lei”, ha precisato Bernanke. “Niente mi ha fatto piu’ infuriare dell’essere stato costretto a intervenire, particolarmente in pochi casi in cui quelle banche avevano fatto scommesse selvagge sul mercato”.

Il dialogo in stile “town hall” ripreso dalle telecamere rappresenta una novita’ assoluta: mai prima un chairman in carica della Federal Reserve aveva risposto a domande poste direttamente dal pubblico. Negli 80 anni della sua esistenza la banca centrale americana ha sempre operato seguendo la regola non scritta che meno viene detto e commentato, meglio e’. Con questa crisi, evidentemente, i tempi sono cambiati.