Bernanke, la ripresa c’è ma è due velocità

19 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “L’economia globale oggi è al suo secondo anno di ripresa dopo crisi mondiale.” Questo l’esordio del discorso del numero uno della FED Ben Bernanke che oggi si trova a Francoforte per una conferenza presso la Banca Centrale Europea. Dopo i complimenti di rito rivolti al governatore della BCE Jean Claude Trichet, Bernanke sostiene che i due Istituti centrali abbiano avuto, in questi anni, obiettivi comuni, uno su tutti quello di incentivare nel modo migliore la ripresa globale. Ripresa che, secondo Bernake si è svolta e continua a svolgersi a due velocità. Dopo una crisi che è stata complessa e sfaccettata, le economie emergenti hanno avuto una recupero più elevato rispetto a quelle occidentali. Alcune economie hanno dato segnali di forza ma alcuni problemi sono ancora da sviluppare. La soluzione “rimane una’intesa comune che possa dare nel lungo periodo dei risultati…l’output delle economie occidentali non è ancora tornato ai livelli pre-crisi,” quelli dei mercati emergenti non solo hanno raggiunto quei livelli ma li hanno superati. La crescita nei mercati occidentali, sottolinea Bernanke, si è concentrata nei primi mesi dell’anno mentre ora mostra un rallentamento. Bernanke si dice preoccupato anche per il mercato del lavoro la cui ripresa è lenta. Ciò si ripercuote sulla capacità di spesa delle famiglie contribuendo ad una sfiducia economica che influisce sulle scelte e sulle spese. Al momento è evidente che i mercati occidentali continuano a necessitare di interventi di alcuni organismi come le FED per dare corpo alla ripresa. “Le manovre che abbiamo messo in atto tra 2007 e il 2010 si sono mostrato di successo,” ha detto Bernanke. Queste manovre hanno dato modo di raggiungere alcuni obiettivi di stabilità ance se non pienamente soddisfacenti come nel mercato del lavoro. La Fed continua a valutare non solo le azioni ma i tempi di exit strategy. Bernanke lancia poi un attacco velato ma non troppo alla Cina, spiegando che la causa dei problemi attuali andrebbe ricercata nella sottovalutazione delle monete di alcuni Paesi emergenti. “Tassi di cambio sottovalutati possono, a lungo termine, ostacolare la ripresa”. Al momento si trova una sproporzione marcata tra flussi di capitale, con il rischio bolle per mercati emergenti.