Bernanke chiude ad aiuti Fed alle banche ed ai paesi europei

15 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un forte calo dei listini azionari ed a un rialzo degli spread europei. L’attesa per una soluzione alla crisi dell’area Euro ed in particolare per la partecipazione ai prestiti bilaterali al Fmi continua a condizionare l’andamento dei mercati.

Ieri il presidente della banca centrale tedesca ha ribadito che l’Istituto è pronto a concedere fino a 45 Mld€ al Fmi a patto che lo facciano anche gli altri paesi Ue e non-Ue, come per esempio gli Stati Uniti. Allo stesso tempo Weidmann ha dichiarato di essere contrario ad un acquisto illimitato di bond da parte della Bce.

Il presidente della banca centrale olandese e membro della Bce, Knot, ha dichiarato che i fondi necessari dovrebbero arrivare ad almeno 1000 Mld€, senza fare distinzione tra Fmi e fondi salvataggio.

Secondo quanto riportato da Reuters un collaboratore del presidente Putin ha dichiarato che la Russia sarebbe disposta a versare almeno 10 Mld€ al Fmi per sostenere la zona Euro.

La prossima settimana è atteso un vertice a Bruxelles tra il presidente russo, il presidente della commissione europea ed il presidente del consiglio europeo.

Il presidente della banca centrale belga ha riferito che potrebbe prestare circa 9,5 Mld€ al Fmi.

La Gran Bretagna infine, secondo la Bbc che cita il portavoce di Cameron, ha deciso di non erogare alcun contributo al Fmi.

La Merkel ieri ha riferito in Parlamento dichiarando che alla crisi dell’area non c’è una soluzione rapida, ma l’Europa potrà superare la crisi solo se porta avanti piani per unione di bilancio.

L’operazione di rifinanziamento in dollari ad una settimana della Bce ieri ha registrato una richiesta di 5,12 Mld$ da parte di 12 banche, in rialzo da 1,6Mld$ della precedente settimana. La Reuters ha riportato alcuni punti della proposta di legge di riattivazione del veicolo Soffin per le banche tedesche, varata dal consiglio dei ministri.

Esso prevede l’entrata in vigore a febbraio 2012 con scadenza fine 2012 e con una dotazione di 400 Mld€ per garanzie ed 80Mld€ per ricapitalizzazioni. Inoltre alla Soffin potranno essere ceduti non solo titoli tossici, ma anche titoli governativi.

Secondo la bozza, la Bafin, autorità di controllo finanziaria tedesca, potrà intervenire non solo quando è a rischio l’esistenza della banca ma anche nel caso in cui non ritenga credibile il piano di ricapitalizzazione, con la possibilità in tal caso di poter imporre il ricorso ad un aiuto governativo.

In Spagna oggi sono attese emissioni per 2,5-3,5 Mld€.

Negli Usa la seduta si è conclusa con borse in calo per la terza seduta consecutiva penalizzate dai forti cali dei settori petrolifero e tecnologico.

Il contesto di rinnovata incertezza sulla situazione in area Euro ha ancora una volta beneficiato i treasury. Il tasso a 30 anni è sceso sotto il 3%, in prossimità dei minimi storici, favorito dall’ottimo esito dell’asta da 13Mld$ che ha evidenziato un rapporto domanda/offerta superiore a 3, livello massimo da più di dieci anni.

La situazione in area Euro ed il potenziale impatto sull’economia americana sono stati anche l’oggetto di un incontro informale tra i senatori repubblicani ed il governatore Fed, Bernanke. Secondo alcune dichiarazioni fatte a Reuters dal senatore Graham, Bernanke avrebbe escluso un coinvolgimento della Fed in aiuto alle banche ed ai paesi europei in quanto l’istituto non avrebbe “né l’intenzione, né l’autorità per fare ciò”.

Valute: prosegue la fase di deprezzamento della moneta unica; il cross euro/dollaro ieri ha rotto quota 1,30 spingendosi fino a 1,2945 (minimo da gennaio 2011) prima di un leggero recupero in chiusura. A questo punto il supporto principale è rappresentato dal minimo dell’anno toccato a gennaio (1,286), prima resistenza a 1,31 in attesa di comprendere l’effettiva partecipazione al piano di prestiti bilaterali al FMI.

Ieri si è assistito al terzo giorno consecutivo di apprezzamento dell’euro vs yen anche se il cross non ha raggiunto il supporto 100,77. Una prima resistenza si colloca presso 102,50. Stabile lo yuan cinese vs dollaro.

Sul fronte macro segnali di rallentamento stanno arrivando dall’Asia.

A dicembre in Cina il Pmi preliminare ha evidenziato la seconda contrazione mensile consecutiva e gli investimenti stranieri sono calati per la prima volta dal 2009.

Da segnalare che la banca centrale svizzera ha deciso di mantenere fermo il tasso di riferimento (allo 0%) e di lasciare invariato il floor vs euro a 1,20, dichiarandosi però pronta ad intervenire per contrastare un eventuale apprezzamento del franco.

Materie Prime: maggiore ribasso da quasi 11 settimane per le materie prime penalizzate dal marcato apprezzamento del dollaro vs euro e dai timori relativi alla crisi del debito in area Euro. Tra i più penalizzati troviamo i metalli preziosi con argento (-6,8%) ed oro (-3,9%). L’oro ieri è sceso sotto fino ad area 1550$/oncia, sui minimi da settembre.

Vendite anche sul petrolio (Brent -3,4%) grazie anche all’aumento del target di produzione del cartello Opec (anche se, in base alle stime di mercato citate da Bloomberg, è l’ammontare che il cartello sta attualmente già producendo). Pesanti vendite anche sui metalli industriali, cali più contenuti per gli agricoli.

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