BERLUSCONI VA VERSO IL RIMPASTO DI GOVERNO

22 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Verifica al palo dopo l’archiviazione del Parlamento della Padania. Silvio Berlusconi, rientrato nel pomeriggio di ieri a Roma, ha
ricevuto ministri e stretti collaboratori continuando a ostentare così una certa indifferenza rispetto agli alleati che, invece, insistono nell’incalzarlo con l’obiettivo sempre presente di imporre una svolta decisiva all’azione di governo per una maggiore collegialità, soprattutto in campo economico. Ma, stando alle voci che circolano, Berlusconi non avrebbe alcuna intenzione di convocare per il momento Fini ritenendo che spetti al suo vice farsi avanti quando avrà una proposta da fargli. Ma siccome anche Fini aspetta una proposta dal premier…

Sia chiaro – avrebbe ripetuto all’infinito Berlusconi – che Tremonti non si tocca, così come tutte le sue competenze. D’altra parte – sarebbe stato il ragionamento del premier – Forza Italia è il partito più forte al quale spetta esprimere il ministro dell’Economia. Nei suoi ragionamenti il premier, secondo quanto si è appreso, avrebbe posto Udc e An su piani diversi, osservando che il partito di Follini si sarebbe mostrato più scaltro e prudente in questa partita a scacchi rispetto a quello di Fini che non ha voluto posticipare la verifica a dopo le europee.

Il vicepremier appare invece, a chi lo ha incontrato, sempre più perplesso. An infatti non ha ancora ricevuto alcuna proposta formale sulla verifica e Fini attende da Berlusconi una risposta alle richieste avanzate all’Assemblea nazionale. Fini vorrebbe ottenere da Berlusconi un documento sottoscritto da tutti i leader della maggioranza sulle priorità per la seconda fase di governo, in pratica una sorta di agenda trimestrale o semestrale, focalizzata soprattutto
sulle politiche economiche. Solo dopo, in un secondo momento, e
avendo ottenuto per iscritto e in modo solenne un impegno alla
collegialità, si passerebbe a parlare di deleghe e poltrone.

Berlusconi avrebbe invece in mente di accontentare Fini con un
generico impegno a costituire un consiglio di gabinetto e un non meglio precisato coordinamento per le politiche economiche, con una delega al vicepremier sugli incentivi alle imprese da sottrarre al ministero delle Attività Produttive. Per An ci sarebbe poi una delega sull’igiene alimentare da passare da Sirchia ad Alemanno, e un paio di poltrone da sottosegretario (una delle quali potrebbe andare a Silvano Moffa).

Nessun depotenziamento del ministro Tremonti, nessun trasferimento di poteri alla troika di ministeri economici che An avrebbe voluto (con un suo uomo alle Attività Produttive, il Commercio con l’Estero per Urso, e l’Alimentazione per Alemanno, con delega sul comparto di trasformazione agroalimentare).

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