Berlusconi: trattato come un delinquente, coscienza a posto

16 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Ho la coscienza di aver servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia”. Inizia cosi’ la lettera aperta a ‘il Giornale’ dell’ex premier Silvio Berlusconi pubblicata in prima pagina sul quotidiano di Sallusti, dopo la richiesta dei pm del processo Mills di 5 anni di reclusione per Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari.

“Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico”, continua il fondatore del Pdl, “solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell’impegno politico”. E continua: “Al termine di una vita di lavoro indefesso sia nella mia professione di imprenditore e in seguito nell’impegno politico, sono trattato peggio di un delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei fatti e che sono state smentite nel corso del processo dibattimentale. La decisione di impegnarmi nella vita pubblica, cercando di trasformare e di cambiare l’Italia, non mi e’ stata mai perdonata da tutti quei poteri che si sono visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni.

“Quello che piu’ mi amareggia in questo momento – continua la missiva – e’ di constatare fino a che punto la giustizia puo’ essere piegata a pregiudizi di carattere politico e ideologico. Ripeto: solo chi malauguratamente ha la sventura di entrare nel tunnel della mala giustizia puo’ immaginare l’incubo che si sperimenta, la sofferenza che si prova a finire nell’ingranaggio disumano di una giustizia che sembra non rispondere piu’ alle leggi, ai principi fondamentali del nostro ordinamento liberale, alle prove e ai fatti che emergono nel corso dello stesso procedimento”.

Il tre volte premier ha detto che la Lega Nord al prossimo appuntamento elettorale non si presenterà più alleata con il Pdl, ma la collaborazione tra i due partiti non si è definitivamente interrotta, secondo Silvio Berlusconi.

“Non è assolutamente rottura definitiva. La Lega ha bisogno di dimostrare la sua identità e alle elezioni in primavera intende andare da sola. Ma la nostra collaborazione sono certo continuerà ancora”, ha detto Berlusconi ospite di Maurizio Belpietro a Canale 5.

La sintonia tra Pdl e Carroccio si è spezzata quando, dopo le dimissioni di Berlusconi, il Pdl ha deciso di sostenere il governo di Mario Monti con il Pd e il Terzo polo. L’ex premier ha ribadito che continuerà ad appoggiare Monti “fino a quando, attraverso questo governo, potremo portare in Parlamento quelle riforme che sono assolutamente indispensabili per il nostro Paese e per avere le quali noi ci siamo fatti da parte”.

Il Pdl si aspetta non solo le leggi di emergenza sui conti pubblici e la crescita ma “soprattutto” riforme sull’architettura istituzionale del Paese senza le quali non si può governare” e poi “la riforma del lavoro, della giustizia, del fisco, tutte riforme che una sola parte non può fare”.