BERLUSCONI: SQUADRA DI GOVERNO, SI PUO’ MIGLIORARE

23 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a parlare a tu per tu con i giornalisti dopo la lunga assenza mediatica delle ultime settimane. «Ho fatto il tagliando, nessuna dieta tibetana. In ogni caso ho sempre continuato a lavorare…Siete voi che non mi avete cercato…», ha detto ai giornalisti mentre passeggiava a via dei Coronari, facendo riferimento alle curiosità sul suo stato di salute e sulle indiscrezione su un suo lifting. Berlusconi è apparso visibilmente dimagrito. Poi è entrato nel merito della più stretta attualità politica: la verifica in corso nella maggioranza. «Si può migliorare la squadra di governo avendo ben chiare le priorità» ha dichiarato il premier.

LA VERIFICA DI GOVERNO – Il premier ha poi commentato le ultime dichiarazioni del leader di An Gianfranco Fini. «Nuovi incarichi a Gianfranco Fini? Vediamo. La cosa più importante è che ci sono priorità che riguardano l’azione di governo che devono essere affrontate con l’impegno di ciascun partito. Tutti i partiti insieme dovranno lavorare sulle cose da fare» ha affermato Berlusconi. conversando con i giornalisti a via dei Coronari. Poi ha aggiunto: «Con Fini ci vedremo domani al Consiglio dei ministri. La settimana prossima, sono certo che risolveremo tutto. Sono molto ottimista. Ho visto anche nelle parole di Fini di oggi grande disponibilità ad affrontare i problemi e risolverli per il meglio e ciò vale per le prossime settimane e per il futuro».

PRIORITA’ – Il presidente del Consiglio ha anche fatto l’agenda dell’esecutivo: «Tra le priorità del governo ci sono la messa a punto della legge elettorale per le amministrative e della legge elettorale per le europee».

PARMALAT – Berlusconi ha anche parlato del caso Parmalat: «I risparmiatori hanno ragione – ha detto – si è trattato di un’opera d’arte nel settore delle truffe, ma io non credo che adesso si debba fare la caccia alle streghe con controlli eccessivi, perchè non c’è controllo che tenga. È come quando si scopre che un cittadino che sembrava a tutti un galantuomo aveva ammazzato cinquanta vecchietti. Lì non si può dire che la polizia fosse venuta meno al suo dovere. Quando le cose si vestono di perbenismo e di correttezza è molto difficile».

«Forse chi doveva controllare non ha controllato ai limiti di quel che si sarebbe potuto fare – ha aggiunto Berlusconi – ma non mi sembra nemmeno corretto oggi aumentare le pene. Già le pene previste dal diritto italiano sul fallimento sono alte. I miei legali hanno calcolato che i responsabili delle Parmalat potrebbero trovarsi un carico di 35 anni di condanne, mi sembra una pena che dovrebbe disincentivare chiunque voglia fare una truffa».

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