Berlusconi ribadisce fiducia sui finiani: Avanti tutta. No a Udc

13 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Silvio Berlusconi esclude un allargamento della maggioranza e mette fine, nel corso di una breve intervista telefonica a «Mattino 5» su Canale 5, alle voci di un sostegno dell’Udc in Parlamento.

Ha anche risposto al leader del Pd Pierluigi Bersani: «La legge elettorale non cambia. Una riforma in tal senso non è prevista perché proprio questa legge ha tolto il Paese dalla ingovernabilità».

«La maggioranza -ha dichiarato il presidente del Consiglio intervistato dal direttore di Libero Maurizio Belpietro- resterà quella che gli italiani hanno votato. Ricordo poi -ha aggiunto- che i finiani hanno dichiarato di voler essere leali con gli italiani e di voler rispettare il programma elettorale».

L’alleanza con la Lega Nord, ha poi precisato Berlusconi negando una certo raffreddamento del legame politico con Bossi, è salda e non subirà incrinature. «Il rapporto con Bossi -ha assicurato- è basato su un’amicizia vera. Lavorando insieme ci siamo conosciuti sempre meglio e sappiamo intenderci con poche parole. Abbiamo un rapporto molto solido, basato sulla reciproca lealtà e sulla volontà di entrambi di fare le riforme utili all’Italia».

Berlusconi ha poi ribadito che il processo breve non farà parte del documento articolato su 5 punti, sul quale, a fine settembre, chiederà la riconferma della fiducia in Parlamento.

«Il processo breve l’abbiamo tolto non perchè non serva. Anzi, una legge che fissi una durata ragionevole dei processi è più che mai necessaria perchè, occorre ricordarlo, in Italia ci sono nove milioni di processi pendenti». «Al Senato, sul processo breve -ha continuato Berlusconi, riepilogando l’iter del provvedimento- abbiamo approvato un testo che prevede un tempo di durata dei processi di sei anni e mezzo, nei tre gradi di giudizio, per i reati meno gravi. Quindi non si può certo parlare di processo breve. Tuttavia la sinistra continua a sostenere che questo provvedimento sia una legge ad personam. Per questa ragione ho detto ai parlamentari del Pdl di non includerlo nel documento dei 5 punti».

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