BERLUSCONI POMPIERE

18 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sta cercando di arginare la marea montante di polemiche che lo circondano, dopo l’inchiesta a Bari sulla sanità e le escort a pagamento a Palazzo Grazioli, e dopo le sue stesse accuse ai “giornali spazzatura”. Stamane il premier si e’ rivolto ai direttori dei giornali perchè partecipino allo sforzo comune per imprimere un messaggio di fiducia nella crisi che sta attraversando l’economia.

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La stabilità del governo non è in discussione e i rumors che circolano sulle difficolta dei rapporti del premier con Draghi e Tremonti sono infondati, ha aggiunto il premier. Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi tra Fiat, sindacati e governo, Berlusconi, secondo quanto riferiscono fonti presenti all’incontro, ha sottolineato: “Serve uno sforzo comune. Mi rivolgo anche ai direttori dei giornali perchè aiutino a tresmettere un messaggio non di pessimismo”. Del resto, avrebbe poi sottolineato il premier, la crisi è ben visibile e lo ha toccato da vicino come nel caso delle azioni Mediaset il cui valore è sceso e, “non posso non vederlo”, avrebbe detto.

Berlusconi ha anche affermato di non credere alle indiscrezioni giornalistiche secondo le quali il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sarebbe una delle persone con le quali potrebbe essere sostituito a Palazzo Chigi. Berlusconi ha poi confermato la piena collaborazione con Giulio Tremonti, anche lui indicato da articoli di stampa come un possibile erede di Berlusconi nella leadership del centrodestra.

“Berlusconi ha detto di non dare retta ai rumours su Draghi e Tremonti con i quali c’è piena collaborazione”, hanno riferito alcune fonti che hanno partecipato alla riunione nella sede del governo. Dopo che il premier aveva denunciato un “piano eversivo” per portare al governo un “non eletto”, l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga e alcuni commentatori politici hanno indicato in Draghi una delle personalità a cui Berlusconi avrebbe potuto riferirsi. ”Non c’e’ nessun sommovimento” all’interno del Governo e con Tremonti ”c’e’ assoluto affetto”, ha specificato Berlusconi.

”Mentre un milione di italiani, in due anni, ha perso il lavoro o e’ andato in cassa integrazione, mentre la crisi, nonostante i lievi segni di ripresa, si preannuncia ancora lunga e difficile, il Paese e’ bloccato sulla vita privata del presidente del Consiglio e sulle accertate o presunte feste di Casoria, villa Certosa, palazzo Grazioli… Che tristezza, che imbarazzo!”.

Ad affermarlo e’ Marina Sereni, vicepresidente dei deputati del Pd. ”Avremmo voluto -aggiunge- che oggi si parlasse del pessimo decreto terremoto che la maggioranza sta facendo passare alla Camera dei deputati riservando alle popolazioni abruzzesi il peggior trattamento per l’oggi e la massima incertezza per il futuro. Avremmo voluto che di fronte ai dati diffusi da Confindustria ci fossero iniziative a favore dei disoccupati, delle imprese, delle famiglie. E invece… auto in regalo, foto, filmati, gioielli, ‘utilizzatori finali’ occupano i media e tengono impegnato il governo e Berlusconi. Ma nessuno si vergogna piu’?”

”Il punto centrale della vicenda e’ pienamente politico”. Lo afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, tornando sulle ultime questioni che vedono coinvolto in questi giorni il Presidente del Consiglio. ”C’e’ un’area (un ben preciso gruppo editoriale, che ha aperto la strada anche alla ”concorrenza”), rispetto alla quale il Pd svolge una funzione gregaria e servente, che ha un totale disprezzo del voto espresso dagli italiani, e che ha deciso un attacco selvaggio, una vera e propria caccia all’uomo contro il premier Berlusconi.

E’ bene – sostiene Capezzone – che i cittadini lo sappiano: e’ in corso un’operazione di chiaro sapore antidemocratico, che va denunciata e battuta”. Il portavoce del Pdl aggiunge che ”D’Alema e’ in grave imbarazzo, e sta cercando maldestramente di nascondere la mano dopo aver tirato il sasso. E’ eloquente il ‘timing’ di certe operazioni giornalistiche, di alcune sortite politiche, e di un circuito mediatico-giudiziario che torna ad attivarsi con precisione millimetrica”.

Ma nella stessa area di destra c’e’ chi invece riconosce l’effetto devastante degli scandali e pettegolezzi che da mesi assediano Palazzo Chigi. “Caro Cav., un premier non si difende così”, “non naviga per settimane tra mezze bugie”, ma anzi “tocca a lui tirarsi su da questa condizione di minorità civile in cui si è ficcato, e reagire con scrupolo, intelligenza e forza d’animo. La situazione si è fatta grave, e persino seria”. Con un editoriale in prima pagina sul ‘Foglio’, Giuliano Ferrara critica severamente Silvio Berlusconi per la gestione delle vicende che lo hanno coinvolto nell’ultimo mese e mezzo.

“Può essere che abbia ragione” Berlusconi a denunciare un “piano eversivo contro di lui”, scrive l’Elefantino, ma “il problema è che le armi affilate di questa campagna provengono tutte da Berlusconi in persona e dal suo entourage”. Elenca Ferrara: “Una licenziosità di comportamento difficile da classificare e che abbiamo cercato di spiegare e difendere su queste colonne fin dove possibile, uno stile di vita esposto comunque ai noti meccanismi di condizionamento e di ricatto, vero o falso che sia il singolo racconto scandalistico, che sono l’eterna tentazione di coloro che frequentano in condizioni non perfettamente trasparenti gli uomini pubblici”.

E poi “un’autodifesa spesso risibile, esposta al ludibrio della stampa italiana e internazionale, difficile da capire nella logica di uno staff compos sui, capace di fare il proprio mestiere”. Ultimo esempio l'”utilizzatore finale” utilizzato da Ghedini: “Una bestialità culturale e civile” che “riduce la storia in cui si cerca di invischiare il suo cliente, il che è veramente grave, a qualcosa di simile a quella che capitò all’onorevole Cosimo Mele”.

A giudizio di Ferrara, però, il premier “non può comportarsi come un deputato di provincia preso con le mani nel vasetto della marmellata”. ‘Il Foglio’ mette il premier davanti a un’alternativa secca: “O accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze, oppure si mette in testa di ridare il senso e la dignità di una grande avventura politica” all’insieme delle sue opere”.

Perchè “il premier non si fa rappresentare da dichiarazioni slabbrate, non naviga per settimane tra mezze bugie che alimentano sospetti anche e soprattutto sugli aspetti più candidi del suo comportamento, non si dà per accessibile al primo che passa”. Al contrario “un capo di governo parla al Paese, agisce sulle cose che contano, evita di farsi intrappolare nello scandalismo, parla un linguaggio di verità”.

Altrimenti, avverte Ferrara, “si andrà avanti con questo clima da 24 luglio permanente”, ovvero la vigilia del Gran Consigli che determinò la caduta di Mussolini, “in un clima di sospetti arroventato anche da una classe dirigente di maggioranza e di governo attenta alle proprie convenienze e opportunisticamente piegata, orecchio a terra, a captare i rumori e i rumors di un imminente declino”.