Berlusconi “obbiediamo all’imperativo del bene comune”

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “Tra Parlamento e Governo non ci deve essere mai contrapposizione. In giro c’è troppo odio e i segnali di intolleranza politica si sono moltiplicati negli ultimi mesi. Tutti ne sono consapevoli e preoccupati. Noi dobbiamo obbedire all’imperativo del bene comune”. Così il Premier Sivio Berlusconi ha iniziato il proprio discorso per il voto di fiducia alla Camera. Governo preparato alla crisi Berlusconi, che invoca la necessità di riannodare il filo dell’unità, assegna un voto positivo al Governo soprattutto per quanto riguarda il fronte crisi. “Già in campagna elettorale avevamo avvertito dei pericoli, perciò non ci siamo trovati impreparati alla crisi, anche se è stata più dura di quanto previsto”, ha affermato il Premier, che ricorda come le misure ed i provvedimenti per ridurre il debito pubblico siano stati giudicati bene a livello internazionale. L’Italia ha affrontato la crisi meglio di altri grazie al proprio modello economico fondato su piccole e medie imprese, famiglie ed un sistema bancario sano e solido. Quest’ultimo in particolare ha potuto contare sulla propensione al risparmio degli italiani, a loro volta assistiti da garanzie e ammortizzatori sociali. Il Governo, spiega Berlusconi, non ha compiuto l’errore di aumentare il deficit della spesa pubblica con l’illusione che una immissione di denaro pubblico avrebbe fatto ripartire l’economia. Anzi, ha tenuto in ordine i conti pubblici e salvaguardato i redditi delle famiglie. “Superata la crisi, siamo più protetti di molti altri Paesi europei dagli attacchi della speculazione finanziaria”, ha affermato il Premier, aggiungendo che il Paese ha difeso la stabilità dell’euro quando è scoppiato il caso-Grecia e lavorato in simbiosi con l’UE in nome dell’unità di intenti e della difesa comune. “Abbiamo evitato tagli del personale, protetto i lavoratori colpiti dalla crisi con la CIG, esteso gli ammortizzatori sociali ed evitato licenziamenti di massa”. I punti di forza Berlusconi ha poi enumerato i risultati positivi ottenuti dal Governo nei due anni di legislatura, tra cui la lotta alla criminalità organizzata, la riforma di PA e università, il varo di piani nel nucleare, la semplificazione amministrativa. In politica estera il Governo, fra le altre cose, ha attuato una precisa strategia di diplomazia commerciale, che ha accompagnato le aziende italiane sui mercati internazionali creando opportunità di lavoro per le aziende. Federalismo fiscale visto come cerniera del Paese Il Premier, tra i vari punti, ha trattato la questione del federalismo fiscale precisando che questo non prevede divariacazione tra Nord e Sud perchè sarà cerniera unificante del Paese, come dimostrato da tutte le più forti nazioni moderne che lo attuano. Con il federalismo gli enti locali saranno più efficienti e attenti alle reali esigenze delle famiglie. Anche le imprese continueranno a beneficiare delle riforme fiscali. Alcune di esse vedranno ridotta l’Irap a zero. Avanti con le Riforme “Siamo pronti alla sfida della nuova globalizzazione”, ha affermato Silvio Berlusconi dopo aver illustrato i cinque punti su cui è articolato il proprio discorso, ovvero giustizia, federalismo, mezzogiorno, fisco e sicurezza. Il Premier conclude appellandosi alla necessità di portare avanti il lavoro svolto sinora in termini di Riforme.