Berlusconi: “Manovra non tradizionale, perche’ e’ una crisi senza precedenti”

26 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

La manovra varata dal Governo “non è un tradizionale aggiustamento dei conti”, perchè a non essere tradizionale è la situazione economica, a causa di una “crisi provocata dalla speculazione e diversa da tutte le precedenti”. Così il premier Silvio Berlusconi ha descritto la manovra approvata ieri dal Consiglio dei ministri, nella conferenza stampa con Giulio Tremonti a Palazzo Chigi.

Nessuno scontro nel Governo e men che meno con il ministro Giulio Tremonti, che va anzi ringraziato. In questi giorni di collaborazione, anche con il sottosegretario Gianni Letta, “non c’è mai stato un momento in cui la dialettica, che è logico che ci sia, sia salita di tono”, dice il premier che aggiunge: “Non c’è mai stato uno scontro nel Governo”. Berlusconi ricorda che nella manovra si è voluto “limitare gli sprechi della politica”, anche con la “riduzione degli stipendi per ministri e parlamentari” ed è stato fatto un “ragionamento sulla tracciabilità delle nostre spese”, tema sul quale “vorrei precisare di aver considerato “essere giustificabile” un tetto di 5 mila di euro per i pagamenti cash.

Con questa manovra “l’Italia è in mani sicure. Il governo è fatto da una squadra di persone responsabili, che hanno ormai messo insieme un modo di lavorare efficace, che tiene, e che anche in una situazione che impone sacrifici risponde responsabilmente. Sono soddisfatto da come tutti si sono comportati”. Infine, un “grazie a Giulio, il suo è un mestiere difficile, dire sì è facile, dire no è molto più difficile e lui, per ragioni di rigore, è costretto a dire una sfilza di no”.

La crisi attuale, ha sottolineato Berlusconi, “non è provocata dalla bolla immobiliare come nel 2008-2009”, crisi che “il Governo ha saputo superare con risultati riconosciuti da tutti”. Oggi c’è una “situazione senza precedenti che riguarda tutti i paesi europei che hanno vissuto sopra le loro possibilità”.

Le critiche arrivate sono dunque “lontane dalla realtà”. In questo quadro, “la migliore ricetta è la riduzione della spesa pubblica e la riduzione della presenza dello Stato nell’economia, questo è l’obiettivo da raggiungere”, visto che “lo Stato intermedia più del 50% della ricchezza prodotta, un costo on più sostenibile”. Tanto più che una spesa pubblica “così capillare è soggetta a pessime gestioni oltre che a malversazioni”.

Del quadro attuale, ha sostenuto però Berlusconi, “portano la responsabilità sia i governi consociativi del passato, sia il governo della sinistra che ha attribuito alle Regioni un potere di spesa sulla Sanità sganciato da ogni vincolo di responsabilità”. Una riforma “approvata con 4 voti di scarto e rivelatasi dissennata, che ha fatto esplodere la spesa sanitaria, soprattutto in molte Regioni del centro sud”.

La manovra varata ieri dal governo si basa sulla “riduzione della spesa pubblica e sulla lotta all’evasione fiscale, non abbiamo aumentato le tasse, anzi il nostro obiettivo resta quello di ridurle”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa con Giulio Tremonti. Il premier ha assicurato che la manovra è fatta di “provvedimenti equilibrati e inevitabili”. “Equilibrati – ha detto – perché si chiede di più a chi ha evaso di più, e inevitabili perché l’Italia come tutti i Paesi europei ha vissuto al di sopra delle sue possibilità”.

“Lo scopo della manovra, che è di 24 miliardi in due anni, è quello di portare il rapporto deficit-Pil “dall’attuale 5% al 2,7% nel 2012”. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi. Il premier ha spiegato che in Italia “è cresciuta in maniera incontrollata la spesa sociale” che è “diventata assistenziale”. “Questo sistema irresponsabile – ha osservato – ha funzionato finchè si poteva fare la svalutazione della moneta e aumentare le tasse. Ora con la moneta unica questi due strumenti sono diventati inservibili”.

“Con la manovra chiediamo un atto di responsabiità ai dipendenti pubblici, i loro redditi sono aumentati rispetto a quelli privati” e quindi a loro “spetta una responsabilità particolare per risanare lo Stato”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando in conferenza stampa a Palazzo Chigi, spiegando che negli ultimi dieci anni i redditi dei dipendenti pubblici sono aumentati del “42,5%”, a fronte del 24% dei privati.

Il Cavaliere ha poi ricordato che la responsabilità richiesta agli statali è dovuta anche dal fatto che possano contare sulla “garanzia del posto del lavoro e non rischiano di andare in cassa integrazione o di veder ridotto lo stipendio”. “I dipendenti pubblici non rischiano di andare in cassa integrazione e sono tutelati dal posto pubblico”, ha sottolineato il premier, ricordando che negli altri Paesi Ue, dalla Francia alla Germania, le cifre della manovra sono state superiori a quelle italiane: “Il nostro aggiustamento è stato minore perché abbiamo operato bene per due anni”.

Occorre ora, ha detto Berlusconi, “tagliare le spese eccessive”, ma in ogni caso l’Italia può contare su un “sistema pensionistico stabile”, una “sanità per tutti nonostante gli sprechi”, “ammortizzatori sociali estesi anche agli autonomi” e un “tasso di disoccupazione più basso” di quello di altri paesi.

“Sono un inguaribile ottimista, e convinto che ce la faremo, e ce la faremo bene, anche questa volta”. E’ il messaggio che Silvio Berlusconi vuole inviare agli italiani, nella conferenza stampa a palazzo Chigi per presentare la manovra varata ieri dal Governo. “Una manovra discussa e condivisa”, afferma Berlusconi, anche con le parti sociali, “imprenditori e lavoratori”, “perchè non c’è diversità di obiettivi, come non dovrebbe esserci con l’opposizione. A questo proposito ringrazio il presidente Napolitano per l’esortazione al senso di responsabilità, che facciamo nostra, perchè siamo tutti nella stessa barca”.

La manovra varata dal Governo contiene “sacrifici indispensabili”, ma sacrifici necessari “per difendere la nostra moneta”. Solo difendendo l’euro “si difendono i salari e le pensioni degli italiani, le imprese e i risparmi delle famiglie”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare la manovra approvata ieri dal Cdm. “Salvare l’euro significa salvare il benessere dell’Italia, il futuro di 60 milioni di italiani e di 5 milioni di imprese”, ha aggiunto Berlusconi.

(in fase di aggiornamento)