BERLUSCONI, IL VATICANO TARGET DEI TERRORISTI

27 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia


Vittorio Feltri, il direttore del quotidiano Libero, in merito alla smentita di Palazzo Chigi per quanto riguarda l’intervista del Presidente del Consiglio al suo quotidiano spiega che “il tempo è galantuomo, come Renato Farina e come Francesco Cossiga, il quale ha confermato la parte che lo riguarda del colloquio tra il mio giornalista e il premier”.

Feltri ha poi aggiunto “quanto al resto, beh, conosco il gioco delle parti. Tu dici, io riporto, ma ho capito male. Anzi, mi sono inventato tutto anche se non si sa a quale scopo”.

Un allarme per un possibile attacco del terrorismo internazionale contro il Vaticano nel giorno di Natale. A parlarne, in un colloquio con il quotidiano Libero, è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Il premier racconta di esser stato presente a Roma il giorno della vigilia
di Natale in seguito a una notizia «precisa e verificata» di un attentato a Roma contro il Vaticano nel giorno di Natale. Secondo Berlusconi vi è stata la possibilità di un attacco dal cielo contro San Pietro, l’allarme terrorismo è quindi alto, come alta è la guardia da parte delle istituzioni e delle forze interessate.

Il presidente del Consiglio ha reso noto anche che nel mese di novembre erano giunte indicazioni per possibili attentati alle metropolitane di Roma e Milano. Berlusconi dice di essersi assunto la responsabilità di non chiudere il servizio, perché una simile misura tra la gente avrebbe avuto un impatto analogo a quello di un attentato, «con conseguenze sociali e economiche devastanti». Di qui la scelta di intervenire con un raddoppio dei controlli: «Bisogna – sottolinea Berlusconi – convivere con l’incubo», combattendo i terroristi ovunque.

Nella lunga conversazione natalizia ad Arcore con il vicedirettore di Libero, Ranato Farina, Berlusconi affronta anche altri temi, come gli attacchi della stampa nei suoi confronti, la necessità di combattere con mano ferma gli scioperi selvaggi e la vicenda Parmalat, definita un «pozzo senza fondo» a fronte del quale sono mancati anche i controlli
di chi non si è accorto che c’era puzza di bruciato.

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