‘BERLUSCONI E PDL MAFIOSI’, IN PARLAMENTO ACCUSE MAI SENTITE PRIMA

2 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Passa solo con 20 voti di scarto in Aula alla Camera il decreto correttivo che contiene lo scudo fiscale (270 i sì, 250 i no, 2 gli astenuti): significa che se l’opposizione fosse stata al completo, la norma tanto contestata da Pd, Idv e Udc e su cui il governo ha ottenuto la fiducia non sarebbe passata. Sono 279 infatti i deputati dell’opposizione. La maggior parte delle assenze non giustificate si registrano nel Pdl (213 presenti su 269 appartenenti al gruppo), ma subito dietro è il Partito democratico che “guadagna” la maglia nera: sono 23 i deputati che non hanno partecipato al voto (su un gruppo che al completo conta 216 componenti); 6 su 37 sono i deputati dell’Udc assenti, uno solo tra le file dell’Idv (vedi sotto la lista completa).

PD E UDC: «SANZIONI» – Immediata scoppia la polemica sui non presenti. La presidenza del gruppo del Pd alla Camera annuncia «immediate sanzioni» per i deputati che erano assenti ingiustificati al momento del voto finale sul decreto. Undici parlamentari erano assenti per malattia e due in missione per la Camera, ma «per gli assenti ingiustificati, che comunque non sarebbero stati determinanti ai fini del voto, la presidenza del gruppo prenderà immediate sanzioni» Pier Ferdinando Casini, dal canto suo, ha inviato una dura lettera ai deputati centristi che non erano presenti: «La tua assenza, in alcun modo giustificata né preannunciata, rappresenta una grave mancanza di responsabilità nell’esercizio del mandato parlamentare e nella disciplina di gruppo. Casini annuncia che sottoporrà «agli organi del gruppo la questione per l’eventuale applicazione di sanzioni pecuniarie per le assenze ingiustificate e ti richiamo per il futuro -si legge nella lettera – ad un maggior rispetto dei tuoi doveri».

Bagarre in aula alla Camera durante le votazioni sugli ordini del giorno al decreto che contiene la norma sullo scudo fiscale. Sono state le parole di Francesco Barbato, deputato dell’IdV, a scatenare la lite in aula e la sospensione della seduta. L’esponente dipietrista ha infatti accusato la maggioranza e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di essere dei “mafiosi”.

Immediata la reazione del vicepresidente del gruppo del Pdl, Italo Bocchino: “Questo è reato, siamo nell’aula della Camera e chiedo al vicepresidente di turno, Rosy Bindi, di intervenire usando il regolamento”. Il vicepresidente della Camera ha sottolineato di aver “espressamente richiamato all’ordine Barbato” ed è Scoppiata la bagarre: l’IdV ha protestato mostrando le agende rosse usate nella manifestazione di alcuni giorni fa in memoria di Paolo Borsellino, e la Bindi si è vista costretta a sospendere la seduta.

Duro il commento del presidente Gianfranco Fini: “Alcune espressioni dell’onorevole Barbato, a mio avviso oggettivamente gravi, saranno oggetto di valutazione da parte dell’ufficio di presidenza”. Poi lo stesso Fini ha invitato tutti ad “avere un atteggiamento consono al luogo in cui ci troviamo, evitando atteggiamenti che offendono in primo luogo chi se ne rende responsabile”.

In precedenza, il governo era stato battuto alla Camera, nell’ambito dell’esame del decreto legge correttivo del pacchetto anticrisi, nella votazione di un ordine del giorno sulla Corte dei conti. Con il parere contrario dell’esecutivo e’ stato approvato l’odg di Pino Pisicchio, dell’Italia dei Valori. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

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La lista degli assenti

ROMA – Lo scudo fiscale è diventato legge con venti voti di scarto tra maggioranza e opposizioni. Tra queste ultime sono stati 29 gli assenti. Tolti i deputati in missione, nel gruppo Idv c’era un assente (pari al 3,8%), nel gruppo Pd 22 (10,6%) e nel gruppo Udc 6 (16,2%). Nel Pdl gli assenti erano 31 (11,5%) , nella Lega 4 (6,6%). Nel voto finale i sì sono stati 270, i no 250.

LISTA – Tra gli assenti, l’Idv Aurelio Misiti, i Pd Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas e Sergio D’Antoni (quest’ultimo ha reso noto che la sua assenza era dovuta alla necessità di sottoporsi a ricovero urgente per accertamenti medici presso la clinica universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna). Nell’Udc gli assenti erano Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri. Nelle fila della maggioranza tra gli assenti Luca Barbareschi, Giulia Bongiorno, Manlio Contento, Manuela Di Centa, Elvira Savino, Maurizio Scelli, Denis Verdini. Furio Colombo, che sul tabulato distribuito ai deputati, risultava assente, è intervenuto in aula per annunciare che era presente ed aveva votato contro.

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Scudo fiscale: Napolitano lo firmera’ domani a Roma

‘Non punibilita’ non e’ amnistia’

(ANSA) – POTENZA, 2 OTT – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano promulghera’ il decreto sullo scudo fiscale domani al rientro a Roma. Si e’ appreso a Potenza da una nota del Quirinale. Nella nota si sottolinea che ‘La previsione di ipotesi di non punibilita’ subordinata a condotte dirette ad ottenere la sanatoria di precedenti comportamenti non e’ ritenuta qualificabile come amnistia in base a ripetute pronunce della Corte Costituzionale”.

Inoltre,sul riciclaggio,il governo ha chiarito. Infatti, secondo la nota, sul ”riciclaggio e agli altri reati che la legge esclude dal beneficio della non punibilita’, si e’ preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo in sede parlamentare e dalla Agenzia delle entrate, secondo cui la legge mantiene l’obbligo di segnalare le operazioni sospette di costituire il frutto di reati diversi da quelli per i quali si determina la causa di non punibilita”’. Il Presidente della Repubblica ha dunque esaminato attentamente, seguendone l’intero percorso parlamentare, la legge di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103. Inoltre la complessa disciplina dello scudo fiscale comporta scelte di merito che rientrano nella esclusiva responsabilita’ degli organi titolari dell’indirizzo politico di governo”.(ANSA).