BERLUSCA: L’ITALIA E’ SEMPRE PIU’ RICCA

12 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Un opuscolo blu. Titolo: “Il governo Berlusconi sta cambiando l’Italia”. Silvio Berlusconi lo porta con sé da Bruno Vespa, per la puntata di oggi di Porta a porta. Per dire, anche, che c’è un “arricchimento” nel Paese. E che alcuni numeri “sono solo menzogna”. Un solo ospite, lui, niente contraddittorio, commenti su Parmalat, verifica, giustizia, euro e consumi, contrasti all’interno della Casa delle Libertà. Accenni alla forma fisica e al “tagliando”. In quanto alla verifica, dice, “spero di chiudere nei prossimi giorni”.

Parmalat. “Non è che in passato non ci fossero i controlli – ha detto il premier – anzi, alcune aziende, come la mia, venivano controllate tantissimo, altre, come Parmalat, mai. E’ che c’erano degli imprenditori che avevano una forte connessione con la politica, e che la politica proteggeva”. La soluzione, secondo il premier, è tutelare i risparmiatori “ma anche la funzionalità del sistema di credito”. Non bisogna “rendere difficili i canali del credito ma contemperare le due esigenze”.

Giustizia. Lo sciopero dei magistrati, afferma il premier, “è grave, ai limiti dell’eversione. Il governo non si farà intimidire”. ”In nessuno dei 24 altri paesi dell’Unione Europea – ha continuato – sarebbe consentito ai magistrati di scioperare. Non si può accettare, in un regime democratico che pone la separazione dei poteri, che l’ordinamento giudiziario intervenga con uno sciopero su un ddl in discussione in Parlamento, cioè contro il Parlamento stesso”.

“Noi non vogliamo rendere più difficile il lavoro dei magistrati – ha proseguito Berlusconi – noi vogliamo una giustizia giusta in cui il cittadino possa affrontare il processo avendo di fronte un magistrato che si muove con un approccio imparziale e non con un pregiudizio politico”.

Stipendi e consumi. Basta parlare di impoverimento: “Il ceto medio consuma come prima – dice il premier -, l’incremento degli stipendi e dei consumi è stato superiore all’inflazione.” Le difficoltà esistenti non costituiscono per il governo una “scusa” rispetto alle cose ancora non fatte. Anzi, dimostrano che l’esecutivo sta ottenendo risultati concreti. “Nonostante la situazione economica – ha spiegato Berlusconi – la pressione fiscale globale sulle famiglie si è ridotta del 7,5 per cento”.

Negli ultimi tempi, ha aggiunto, nonostante una serie di emergenze, dai bond argentini alla vicenda Cirio a Parmalat, “c’è stato un arricchimento generale del Paese” ha detto Berlusconi parlando dei dati ufficiali Istat, risposta alle “menzogne infinite” di Eurispes. “Abbiamo il pil all’1,7 per cento, avevamo previsto l’1,8 per cento, e speriamo di andare oltre il 2 per cento per arrivare ad un più 3 per cento nel 2005”.

Verifica. “Spero di chiudere nei prossimi giorni”. “Non ho avuto il tempo di dedicarmi al documento – ha spiegato -, ma spero si arrivi a individuare ciò che ha fatto il governo, le priorità su cui incentrare i lavori del Parlamento”. Otto mesi per chiudere la verifica? “Non abbiamo mandato il governo in officina – dice Berlusconi -, il governo non ha perso neppure un minuto”.

Contrasti. “Quelli nella Casa delle Libertà sono stati solo superficiali – ha detto Berlusconi -, le decisioni economiche sono sempre state prese insieme”. Sul “no, grazie” di Follini, il premier ha commentato che “ha scelto di restare segretario del suo partito per senso di responsabilità”. In quanto a Gianfranco Fini, “gli ho chiesto di interessarsi al Dipartimento economico presso la Presidenza del Consiglio, e credo che questo rafforzerà l’azione del governo”.

E comunque, ha sottolineato, la dialettica tra i partiti della maggioranza “è andata avanti con cordialità e amicizia. Purtroppo sui giornali è stata dipinta come una lite”. Colpa di quel “fascino perverso” manifestato dai giornalisti “verso il vecchio modo di fare politica. Parole come rimpasto e verifica mi fanno venire l’orticaria”.

Devoluzione. “Nella maggioranza c’è stato l’accordo sul passaggio allo Stato federale, che è un fatto epocale”. Così Berlusconi ha risposto ad una domanda di Vespa sulle difficoltà incontrate nell’iter parlamentare della devoluzione. “Ci sono tanti aspetti di una riforma così complessa su cui si discute – ha aggiunto – ma è miracoloso l’accordo raggiunto su una riforma così difficile”.

Rincari e consigli alle massaie. “Non avere l’euro in banconota è Stato un disastro”. L’euro metallico avrebbe contribuito all’aumento dei prezzi perché “nei Paesi del Nord Europa i cittadini erano abituati alle monete, noi no”. “Chiediamo – ha aggiunto – che la banconota da un euro sia concessa, e chiediamo alla sinistra di sostenerci”.

Poi, un consiglio alle massaie: “La mia mamma, anche ora lo fa – racconta -, percorreva tutto il lato destro e poi tutto il sinistro del mercato, informandosi sui prezzi della merce. Poi, quando aveva un panorama chiaro delle offerte, comprava. Ecco, questo s’ha da fare”.

Forma fisica. “Essere in forma è un dovere per un presidente del Consiglio che lavora dalle sette della mattina fino alle due di notte”. Berlusconi non si sottrae a parlare di sé e di quello che Vespa chiama il suo “tagliando personale”. “Avevo bisogno di rientrare nei vestiti del ’94, ci sono riuscito con dieta e sacrifici”. Racconta un aneddoto: “stamattina, durante una trasmissione radiofonica, una persona ha raccontato di una dieta fatta dalla moglie, datteri banane e noci di cocco. Il conduttore – continua il premier – gli ha chiesto se poi sua moglie fosse dimagrita, e lui ha risposto ‘mica tanto, ma in compenso sale benissimo sugli alberi'”.

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