Berlino affossa l’Europa, euro sotto pressione

19 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

In un discorso al Bundestag in vista del voto di venerdì sul contributo tedesco al pacchetto di sostegno all’area euro, la Merkel ha detto chiaramente che l’euro è in pericolo: “ognuno di noi qui può capire che la crisi attuale dell’euro è la più grossa sfida affrontata dall’Europa in decenni. E’ una sfida vitale e dobbiamo affrontarla. L’euro è il fondamento della crescita e della prosperità, insieme al mercato unico, anche per la Germania. E l’euro è in pericolo. Se non arginiamo questo pericolo, le conseguenze per noi in Europa saranno incalcolabili”.

In Spagna, il Pil è salito dello 0,1% nel primo trimestre di quest’anno rispetto ai 4Q09. Negli Stati Uniti i prezzi al consumo hanno registrato un inatteso declino in aprile, sperimentando la prima contrazione mensile da un anno. Il Dipartimento del Lavoro ha infatti confermato che il Cpi destagionalizzato si è attestato a -0,1% su mese a fronte di attese per un +0,1% (analogo il dato di marzo). Su base annuale i prezzi sono saliti del 2,2% da +2,3% di marzo e a fronte di stime per +2,4%.

Cambi e commodities

In chiusura dei mercati europei il cambio Eur/Usd quota in area 1,23, in ripresa dopo aver toccato 1,2146 nell’intraday, mentre il petrolio Wti scambia a USD68,6 al barile, in calo di circa USD1 dopo che le scorte settimanali di greggio sono cresciute negli Usa di 200.000 barili, meno delle attese.

Azioni Italia

Atlantia (EUR15,26): in un mercato fortemente negativo, la società limita i danni beneficiando delle indicazioni fornite dal management, che si aspetta un miglioramento dei dati sul traffico autostradale nel 2010.

Impregilo (EUR1,942): ha comunicato che la nuova udienza presso la Suprema Corte di Cassazione fissata per il 21 maggio in merito al sequestro preventivo disposto nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti in Campania è stata rinviata al 17 giugno 2010. La società aveva chiesto l’azzeramento del sequestro preventivo di EUR750,0 mln ai danni dell’azienda, ridotti successivamente dal Tribunale del Riesame di Napoli a EUR266,0 mln.

Yoox (EUR5,825): Federated Equity Management Company of Pennsylvania è salita al 5,005% della società dal 12 maggio scorso. La precedente segnalazione, risalente al 4 maggio, vedeva una partecipazione al 4,662%.

Azioni Estero

Accor (EUR39,65): il colosso francese degli alberghi vede il settore degli hotel in crescita nel lungo termine grazie alla maggiore domanda proveniente dai mercati sviluppati ed emergenti. L’azienda punta a diventare uno dei tre maggiori gruppi del comparto entro il 2015, aggiungendo 40 mila stanze all’anno alle attuali quasi 500 mila presenti in 90 Paesi.

Commerzbank (EUR5,939): è il solo titolo tedesco – tra i 10 per cui è stato deciso improvvisamente ieri lo stop alle vendite allo scoperto – su cui esistono posizioni corte consistenti.

Hewlett Packard (USD47,20): il colosso Usa dei pc ha presentato risultati trimestrali superiori alle attese ed ha rivisto al rialzo le stime per l’intero esercizio. Nel dettaglio, la società ha archiviato il 2Q10FY con ricavi in crescita del 13% a USD30,8 mld superando il consensus degli analisti di USD29,8 mld, mentre l’utile netto è salito a USD2,2 mld, ossia USD0,91 per azione, dagli USD1,7 mld, cioè USD0,71 per azione, del 2Q09FY. Escluse poste straordinarie l’Eps si è attestato a USD1,09 contro gli USD1,05 stimati dagli analisti. Alla luce di questi risultati HP prevede per l’intero esercizio una crescita dei ricavi dell’8-9%.

Polo Ralph Lauren (USD84,50): la società Usa di abbigliamento ha chiuso il quarto trimestre fiscale con un utile netto di USD114 mln rispettto a USD45 mln dell’analogo periodo del precedente esercizio. L’utile per azione è salito da USD0,44 a USD1,13, superiore al consensus degli analisti pari a 64 cents. Migliori delle attese anche i ricavi a USD1,29 mld da USD1,25 mld attesi (USD1,18 mld nel 2009). Nel primo trimestre 2011 la società ha detto di attendersi una crescita dei ricavi a doppia cifra.

Target (USD53,85): la catena di discount americana ha chiuso il primo trimestre 2010 con profitti cresciuti a USD671 mln (+29% rispetto al 1Q09, pari ad un Eps di USD0,90) a fronte di un fatturato cresciuto a USD15,2 mld (+5,5%). Gli analisti mediamente stimavano un Eps di 86 cents e ricavi pari a USD 15,5 mld.

Toyota (JPY3510): secondo quanto riportato dal quotidiano nipponico Yomiuri, si appresterebbe al ritiro di 12.000 Lexus per difetti allo sterzo. Si tratta dell’ultima misura dopo i circa 9 mln di veicoli già richiamati finora per problemi alla sicurezza. Il costo di questi richiami dal mercato incideranno per circa JPY180 mld (EUR1,37 mld) sul bilancio 2009-2010, inferiore alle stime iniziali. Ricordiamo che Toyota ha anche pagato una multa da USD16,375 mln alle autorità Usa per aver tardato a comunicare i disfunzionamenti tecnici delle autovettture.

Volvo (SEK83): in aprile la società, tra i maggiori produttori al mondo di mezzi pesanti, ha riportato vendite per 13.030 unità, in rialzo del 42%.

Volkswagen (EUR67,97): acquisterà la quota di controllo di Italdesign Giugiaro, società di design e progettazione del settore auto; lo scrive il sito Automotive News, che cita due fonti di settore.

FTSE/MIB

Seduta decisamente in ribasso per l’indice Ftse Mib che chiude gli scambi con un -3,5% circa. La sola Snam Rete Gas mostra un segno positivo. Continua il periodo no di Geox: la società prevede che il primo semestre di quest’anno registrerà un calo del fatturato in linea con quello del primo trimestre (-13%). Pesante lettera per Saipem complice il calo del prezzo del petrolio. Tra le banche segno meno per Intesa Sanpaolo, mentre sono deboli i titoli cementiferi Buzzi ed Italcementi.

L’indice EuroStoxx50 termina gli scambi in calo del 3%, in linea con l’andamento negativo del resto d’Europa (dopo Milano la peggiore è Parigi) e con Wall Street che al momento vede i principali indici viaggiare in flessione di oltre l’1%. A livello settoriale, calo del 6% per i titoli legati alle risorse di base, male anche il settore auto con Daimler, mentre limitano i ribassi il farmaceutico e l’alimentare. Tra i singoli titoli, pressione in vendita su ArcelorMittal, su Philips, e su SocGen tra le banche.

Grafico del giorno: Cac40

Nonostante il recente rimbalzo dai minimi di 3.350 pts, l’impostazione di breve del Cac40 rimane al momento negativa, con l’indice francese che non ha avuto la forza necessaria per il superamento della resistenza dinamica rappresentata dalla MM a 14 gg attualmente posta a 3.650 pts ed ha ripiegato nei pressi del supporto statico in zona 3.530 pts.

A questo punto, in caso di ulterior discesa, il cedimento dei minimi citati sopra aprirebbe la strada ad un’ulteriore correzione delle quotazioni, con supporti seguenti rispettivamente a 3.230 pts e a 3.085 pts. Al contrario, il deciso breakout della MM a 14 gg creerebbe i presupposti per un ulteriore allungo verso la MM a 65 gg posta a 3.850 pts. Target successivi a 4.000 pts ed in corrispondenza dei massimi di metà aprile a 4.086 pts.

Segnali poco confortanti nel breve periodo sono testimoniati dai principali indicatori, con il Macd che ha fallito l’incrocio rialzista sulla propria Signal Line e con l’Rsi che dopo essere brillantemente usci to dall’Ipervenduto ha perso smalto.