BENZINA: PREZZI IN LINEA CON EUROPA? NON PROPRIO

3 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

E’ il presidente dell’Unione Petrolifera a sostenere che i prezzi dei carburanti in Italia siano in linea con quelli europei. “A noi, che siamo notoriamente ‘disinformati e superficiali’, risulta ben altro”, commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, sulle parole di Pasquale De Vita relative ai prezzi dei carburanti.

La benzina, spiegano Lannutti e Trefiletti, “il cui prezzo al netto delle tasse è 50,8 centesimi al litro, detiene il triste primato, registrando uno scarto rispetto alla media dei paesi europei che si attesta a 45 centesimi, di 5,8 centesimi in più.

Per il gasolio autotrazione lo scarto è di 5,3 centesimi in più al litro”. Per quanto riguarda i differenziali con i prezzi tasse comprese in Italia, continuano, “per la benzina si ha un costo di 1,28 euro al litro, contro la media europea di 1,20 euro al litro, con un differenziale, cioè, di 8 centesimi in più al litro; uguale differenziale si registra per il gasolio autotrazione”. Questa comparazione, sostengono le due associazioni, “è relativa ai dati ministeriali del 26 ottobre 2009, e quindi di circa una settimana fa, settimana in cui si sono registrati ulteriori aumenti in Italia, di altri 5 centesimi al litro”. Lannutti e Trefiletti sperano, “ironicamente, che anche negli altri paesi vi sia stato un aumento simile, così, almeno, il differenziale, che ormai è diventato strutturale dai 5 agli 8 centesimi al litro, non si divarichi ulteriormente”.

Per le due associazioni è opportuno che il presidente dell’Unione Petrolifera chieda alle compagnie operanti nel nostro Paese di “diminuire di diversi centesimi al litro i prezzi e di operare con noi perché si arrivi, finalmente anche nel nostro Paese, ad avere distributori “non solo oil”, come si dice in gergo tecnico, in modo che, ampliando la vendita dei prodotti, si possa ridurre il prezzo dei carburanti”.

Se si faranno “sforzi comuni e si arriverà al 10% delle quote di mercato”, per Adusbef e Federconsumatori, “si potranno ottenere consistenti risparmi, anche di 9 centesimi al litro di carburante, con importanti effetti diretti sulle tasche degli automobilisti, ulteriori benefici, ancora diretti, (di altri 3-4 centesimi al litro) per via dell’effetto di calmieramento che una tale percentuale realizzerebbe sull’intero sistema, oltre a risparmi indiretti per via della riduzione dei costi dei carburanti per il trasporto dei beni, sia durevoli che di largo consumo. Solo con questa operazione, quindi, a regime, si può ipotizzare un risparmio di 9+4 centesimi al litro per costi diretti, pari a 156 euro annui per ciascun automobilista e 120 Euro per costi indiretti”.