BENZINA: NUOVO RECORD STORICO, SFIORA 1,18 EURO

17 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il petrolio vola sfiorando i 42 dollari al barile e la benzina continua a macinare rincari. Fino al nuovo record storico di 1,154 euro al litro, segnato dai listini ufficiali di alcune compagnie petrolifere come nuovo prezzo di riferimento di vendita consigliato ai propri gestori.

E in virtù di sovrapprezzi e differenziali previsti in molte tipologie di impianti (dagli autostradali e notturni assistiti dal benzinaio, fino a quelli in zone disagiate) la verde può già toccare la nuova soglia psicologica di 1,18 euro in alcuni distributori italiani. Un livello che corrisponde ad oltre 2.250 lire al litro e che porta il rincaro per gli automobilisti italiani a superare di gran lunga il 10% (cinque volte cioé l’inflazione) solo dall’inizio dell’anno ad oggi.

Con il risultato che ogni pieno è aumentato, nel primo quadrimestre, di oltre 10 mila vecchie lire: più di 5 euro cioé di maggiore spesa per ogni rifornimento completo che rischiano ormai di infiammare il costo della vita. I consumatori tornano così all’attacco, con l’Adusbef (Intesa) che punta il dito sul governo, accusandolo di aver guadagnato dall’incremento dell’iva quasi 135 milioni di euro nei primi quattro mesi dell’anno e di aver “baloccato” i cittadini con annunci di “interventi allo studio” mai messi in pratica. E tornano a sollecitare un intervento di defiscalizzazione: 4,5 centesimi di euro al litro, sottolineano i consumatori, che non solo dovrebbero scattare subito. Ma che, “auspicabilmente”, dovrebbero avere effetto retroattivo per “restituire alle famiglie almeno parte di quei 220 euro di spesa in più sostenuta nell’ultimo anno per i rifornimenti di carburante”.

Sul fronte internazionale, intanto, la situazione non sembra riservare previsioni rosee per il caro-pieno: le quotazioni internazionali del carburante (il Platt’s per l’Europa) hanno guadagnato solo nelle ultime due settimane 35 dollari a tonnellata, toccando il nuovo massimo di 465 dollari, spinte dalle fiammate dell’oro nero.

E proprio oggi il greggio è arrivato al nuovo record storico (in termini reali), nelle contrattazioni pre-mercato di New York, di 41,85 dollari al barile, complice la situazione geopolitica con i ritrovati timori dei mercati per una possibile interruzione delle forniture dall’area del Golfo Persico. Vedi anche:


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Tornando al mercato interno, al momento, oltre alle ormai consuete novità in termini di aggiornamenti al rialzo dei listini ai distributori, non si registrano indicazioni sul fronte degli ipotizzati interventi del Governo per contenere la fiammata dei carburanti.

Nonostante il dossier sia allo studio – confermano fonti che seguono la vicenda – al momento non si registrerebbero infatti passi avanti concreti. Secondo fonti di settore l’Agip Ip avrebbe intanto rialzato ancora, sia sabato che oggi, con il prezzo della verde a quota 1,150. La Erg viaggerebbe a 1,153 mentre Api , Shell, Tamoil e Total avrebbero portato i propri listini a quota 1,154 euro al litro. In aumento anche il gasolio che, ormai, viaggia su 0,940 euro al litro.