Belgio: Le Pmi aprono succursali all’estero

22 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il 60 per cento delle aziende fiamminghe attive all’estero intende aumentare gli investimenti all’estero. Lo si evince da un’indagine realizzata dalla Voka, associazione degli imprenditori fiamminghi. Lo studio evidenzia altresì che l’80 per cento delle aziende fiamminghe si orienta verso l’export. Numerose aziende belghe dispongono inoltre di una succursale o di partnership all’estero. Le aziende esportatrici incontrano principalmente i seguenti problemi : difficoltà nella ricerca di partners affidabili, differenza tra le legislazioni e scarsa connoscenza dei mercati esteri. Da sottolineare che il 40 per cento delle aziende esportatrici ritiene di non aver bisogno dell’assistenza della Flanders Investment and Trade, il servizio pubblico fiammingo per la promozione dell’export.
Ma se l’imprenditoria fiamminga punta ad espandersi il comparto agroalimentare è in sofferenza. numero di aziende agricole belghe ha fatto registrare una contrazione del 3,3 per cento nel 2006 rispetto all’anno precedente.
Lo mostrano i dati del ministero Federale Belga dell’economia. L’occupazione mostra inoltre un calo del 2,7 per cento, mentre la superficie destinata all’agricoltura si riduce dello 0,2 per cento. La cicoria (-47,5 per cento) ed il tabacco fanno segnare le maggiori perdite in superficie. Per quanto riguarda i terreni destinati alle colture industriali, solo la colza è in crescita, con il 53 per cento nelle Fiandre ed il 70,4 per cento in Vallonia. Questo andamento favorevole è da imputare alla forte domanda del settore industriale delle bio-energie. Da notare che nel comparto degli allevamenti si osserva una diminuzione per i bovini, i maiali ed i volatili, mentre aumenta solo il numero delle pecore.
Un altro dato significativo dell’economia belga arriva dai consumi. Nel 2006, ciascun residente in Belgio ha acquistato vestiario per un budget annuo medio di 660 Euro. Con questo ha comprato circa 47 capi di abbigliamento al prezzo medio di 14 Euro ciascuno. Lo mostrano i dati della Fedis, l’associazione di categoria delle imprese attive nella distribuzione. Il mercato dell’abbigliamento ha registrato nel 2006 vendite totali di 367 milioni di pezzi, corrispondenti a un fatturato di oltre 5 miliardi di Euro.
Da notare che tra le 3 Regioni del Belgio esistono delle importanti differenze: nelle Fiandre si spende di più (14,71 Euro) per un capo di abbigliamento rispetto a Bruxelles (13,71 Euro) e alla Vallonia (11,30 Euro). Inoltre, i Fiamminghi comprano generalmente nei negozi al dettaglio, mentre i Valloni acquistano nel 16 per cento dei casi nei supermercati.