Belgio: accordo dopo circa un anno e mezzo senza un governo

1 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro dopo un inizio di sessione all’insegna dell’incertezza, con indici azionari intorno alla parità, la giornata si è conclusa con un forte recupero dei listini.

Alla base del movimento c’è stata la notizia di un intervento concertato di sei banche centrali (Bce, Fed, Boj; Boe, Banca del Canada e Svizzera) dell’estensione delle operazioni di rifinanziamento in dollari effettuate attraverso linee di swap con la Fed.

Le prossime operazioni di rifinanziamento in dollari, a tasso fisso e con piena allocazione delle richieste, a partire da quella della Bce del 7 dicembre avranno queste caratteristiche: 1) Il tasso applicato è stato abbassato da OIS USD+100pb a OIS USD+50pb; 2) il margine iniziale (richiesto dagli istituti centrali per tutelarsi contro il rischio cambio) è stato abbassato dal 20% (richiesto per le operazioni a tre mesi) al 12%, ovvero l’attuale livello richiesto per le operazioni ad una settimana. Il programma, previsto finire ad agosto 2012, è stato esteso fino al 1° febbraio 2013. Inoltre le banche centrali si sono accordate per temporanei swap bilaterali (fino al 1° febbraio 2013).

Fino ad ora queste operazioni potevano infatti essere effettuate solo per scambiare valuta locale con dollari, con la decisione di ieri potrà essere possibile scambiare anche valute diverse dal dollaro. In questo modo la Fed cerca di venire incontro alle esigenze di finanziamento in dollari soprattutto per le banche europee per le quali sono emersi segnali di tensioni.

L’operazione in dollari ad una settimana della Bce ha visto richiedere 352 Mln€ da 2 banche in calo dai 550 Mln€ della scorsa settimana.

Il differenziale Italia-Germania ieri è sceso sotto i 480 pb e quello francese sotto 115 pb. Sul mercato obbligazionario è da evidenziare il calo del tasso del titolo tedesco ad un anno, sceso in negativo per la prima volta dall’introduzione dell’euro.

Ieri il primo ministro Monti, al termine della riunione Ecofin ha dichiarato che l’Italia con il Fmi non ha discusso di aiuti per il nostro paese. Allo stesso tempo si è mostrato favorevole ad alcuni cambiamenti dei trattati, aggiungendo che la riunione del 9 dicembre sarà fondamentale per la risoluzione della crisi. Monti ha inoltre affermato che si stanno facendo passi avanti sul tema Efsf e Bce.

Il ministro della finanze tedesco, Schauble, ha dichiarato che la Germania è pronta a dare più risorse al Fmi, anche attraverso prestiti bilaterali.

L’Ecofin ha inoltre deciso che le emissioni di nuove obbligazioni bancarie godranno della garanzia nazionale.

In Italia la Camera ieri ha approvato l’articolo che introduce nella Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio.

In Belgio dopo circa un anno e mezzo senza un governo, i sei partiti del paese hanno raggiunto un accordo di principio che aprirebbe le porte alla formazione di un nuovo governo guidato dal socialista francofono Elio di Rupo.

Sul fronte macro segnaliamo il dato preliminare sull’inflazione dell’intera area Euro di novembre rimasto fermo al 3% a/a per il terzo mese consecutivo.

Oggi in Francia e Spagna sono attese aste fino a 8,25 Mld€.

Negli Usa la giornata di ieri si è conclusa con un marcato rialzo dei tassi della parte a lunga della curva (il tasso decennale è tornato sopra il 2%) in un contesto che ha visto i listini azionari mettere a segno la migliore performance positiva dell’anno dopo l’intervento congiunto delle banche centrali.

Prosegue intanto il flusso di dati macro positivo. L’indice Chicago Pmi è salito ai massimi da 7 mesi grazie ad un forte recupero delle componenti nuovi ordini e produzione, mentre l’indice ADP sull’occupazione nel settore privato ha evidenziato un incremento di circa 200.000 nuovi posti di lavoro, lasciando dunque sperare che i dati del mercato del lavoro di domani possano risultare migliori del previsto.

Sul fronte emergenti, da segnalare un nuovo taglio di 50 pb da parte della banca centrale brasiliana, il terzo di questa entità da agosto scorso.

Valute: l’intervento congiunto da parte delle banche centrali ha immediatamente comportato un forte apprezzamento per l’euro vs dollaro, con il cross che nel corso della sessione europea era arrivato anche sopra 1,35. Da verificare se il movimento può dare nei prossimi giorni segnali di consolidamento in attesa del vertice dei capi di governo della prossima settimana; il primo supporto di breve si colloca ora a 1,34, resistenza in area 1,3520/1,3540.

Stabile lo yen vs euro e dollaro durante la notte. Verso euro la resistenza per oggi si colloca a 105, il supporto a 103,30.

Yuan cinese in apprezzamento vs dollaro nonostante il Pmi manifatturiero di cinese abbia segnalato la prima contrazione del settore dal 2009.

Materie Prime: giornata positiva per le commodity grazie alle misure prese dalle principali banche centrali mondiali. I rialzi maggiori hanno interessato i metalli industriali guidati da zinco, alluminio e rame con guadagni superiori al 5%.

Della maggiore liquidità in circolazione ne hanno beneficiato anche i preziosi. Andamento misto per le due tipologie di petrolio: Brent (-0,3%) e Wti (+0,6%). Misti gli agricoli.

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