BCE: TRE STATI
IN DIFFICOLTA’, SI STUDIA UN FRENO
AI BOND

11 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – L´Italia rischia di essere declassata dalla Banca centrale europea per il livello e la crescita del suo debito e del suo disavanzo: la Bce annuncia di non essere più disposta ad accettare più l´emissione di titoli nazionali di paesi che siano colpiti da valutazioni troppo negative delle agenzie di rating internazionali.

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In altre parole, l´incubo di un downgrading come quello che colpì anni fa l´Argentina grava sul governo del centrodestra. Lo ha rivelato il Financial Times. E ieri il rapporto mensile della Eurotower ha fornito indirette conferme: «Destano forti preoccupazioni le prospettive dei paesi con disavanzi eccessivi», ha ammonito. Avvertendo che intanto, viste le forti minacce inflazionistiche che affiancano i conti pubblici in dissesto in molti paesi europei, la minaccia di un rialzo dei tassi è reale.

Nel mirino della Bce, secondo il Financial Times, sono i paesi con il rapporto più alto tra debito pubblico e prodotto interno lordo (Pil), e soprattutto quelli in cui tale rapporto non scende, e al contrario torna in alcuni a salire. Nella lista nera sono la Grecia, con un debito pari al 108,3% del Pil, l´Italia con il 108,1. Il Portogallo che ha un rapporto di appena il 67%, il quale però è in veloce crescita dato che il disavanzo corrente pubblico è al 5,3%, contro il 4,4% dell´Italia e il 3,8 di Atene.
I parametri posti dal Patto di stabilità sono, ricordiamolo, un debito pubblico complessivo non oltre il 60% del Pil e un deficit corrente non superiore al 3%. Con l´obbligo di farlo scendere e puntare al pareggio.

Il problema nasce dalle valutazioni delle agenzie di rating. Standard&Poor´s ha classificato la Grecia con una A e l´aggettivo “stabile”, il Portogallo con una AA- e l´aggettivo “stabile”, l´Italia con AA- e l´aggettivo “negativo”. E viste le dimensioni dell´economia italiana (un paese industriale membro del G8, ben altro rispetto alle “piccole” Atene e Lisbona) il mercato internazionale è inondato di bond italiani. Bond che potrebbero non essere più accettati dalla Bce.

L´obiettivo della Eurotower è spingere i governi a ridurre il debito, iniziando da tagli del disavanzo. L´orientamento è stato comunicato ai ministri economici e finanziari europei. La nostra situazione è dunque ben peggiore di quella di Francia e Germania, altri due paesi con le finanze in disordine, ma con un debito che, pur crescente, non si scosta molto dal tetto citato del 60% del Pil, ha un alto rating vista anche la forte competitività internazionale delle due economie.

La metà dei titoli pubblici italiani è collocata sui mercati internazionali. Un downgrading avrebbe dunque effetti devastanti. La preoccupazione della Bce è ribadita con forza dal rapporto mensile di ieri. Secondo cui «il rischio è che i processi di risanamento non avanzino e che gli impegni per quest´anno e l´anno prossimo non siano soddisfatti. Ulteriori ritardi e indulgenze rischiano di ledere la credibilità del Patto di stabilità». Tanto più che il panorama generale appare dominato da forti rischi inflazionistici. Non è vero, avverte la Bce, che un rialzo dei tassi sarebbe necessariamente dannoso per la ripresa.

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